Sifo a Fedriga: “Regioni facciano chiarezza su loro posizione rispetto a diretta e Dpc”

Sifo a Fedriga: “Regioni facciano chiarezza su loro posizione rispetto a diretta e Dpc”

Roma, 28 marzo – Alla Sifo è piaciuta poco e punto la posizione delle Regioni in materia di distribuzione diretta e Dpc espressa dalla vice-coordinatrice della Commissione Salute Letizia Moratti Visualizza immagine di origine(nella foto) in occasione dell’audizione resa lo scorso 22 marzo davanti alla Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata sulla materia. La rappresentante inviata in audizione dalla Conferenza delle Regioni, infatti, ha infatti espresso contenuti e valutazioni decisamente difformi rispetto a quelle contenute nel documento Farmaci: distribuzione “diretta” e “per conto”,  osservazioni e proposte elaborato all’unanimità dalle stesse Regioni e difuso il 16 marzo scorso anche in previsione dell’appuntamento davanti alla XII Commissione.

In quel documento, afferma Sifo,  si sottolinea come la distribuzione diretta sia perfettamente integrabile nell’attuale processo di riforma della sanità nazionale e viene rimarcata l’integrazione tra la stessa diretta e i nuovi scenari sanitari: “La distribuzione diretta da parte delle farmacie delle strutture sanitarie regionali dovrebbe potrebbe inserirsi in tale processo attraverso l’home
delivery che potrà prevedere l’erogazione di farmaci a domicilio del paziente o
direttamente presso le Case di Comunità o Ospedali di comunità”
vi si legge “e si integra quindi in modo coerente con il nuovo piano territoriale del Pnrr delle cure domiciliari e di telemedicina, con la creazione degli Ospedali di comunità e Case della comunità (MmgInfermieriSpecialistica) e con la Cabina di regia rappresentata dalle Cot (Centrali operative territoriali)”.

Il documento conclude sottolineando (tra l’altro)che “la Dpc C può essere solo complementare alla distribuzione diretta”. Si tratta di affermazioni che, fa notare Sifo,  vanno in direzione assolutamente convergente con ciò che la Società di Farmacia ospedaliera  ha presentato in audizione davanti alla stessa Commissione l’8 marzo scorso  e che però sono state contraddette da Moratti nel corso della sua audizione. Davanti ai parlamentari della XII Commissione la vice-coordinatrice della Commissione Salute delle Regioni ha infatti “stravolto completamente il testo firmato e approvato dalle Regioni”. Per Moratti bisogna chiedersi “se sia ancora vero il messaggio per cui la distribuzione diretta è vitale per il sistema” e ricorda infine che questa modalità “non è vero che non crea disagi, perché spesso il cittadino non abita vicino alla struttura, gli orari di distribuzione sono ridotti e contingentati”.
A fronte di contenuti evidentemente difformi da quelli esplicitati nel documento elaborato, sottoscritto e reso noto dalla Regioni il 16 marzo, la Sifo chiede al presidente della  Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga (nella foto del titolo) quale sia l’effettiva posizione della Conferenza, se quella espressa nel documento ufficiale protocollato alla Commissione Affari Sociali della Camera, oppure quella interpretazione del “tutto personale” riportata da Letizia Moratti. Ancora, viene chiesto al presidente delle Regioni se sia a conoscenza delle posizioni completamente discordanti rispetto al documento ufficiale espresse dalla vicepresidente della Regione Lombardia e se e quali iniziative intenda intraprendere Fedriga per chiarire definitivamente presso la Commissione Affari sociali la posizione delle Regioni in merito al tema della diretta e della Dpc.

Sifo  propone queste considerazioni in perfetta coerenza con il proprio intervento durante l’indagine sviluppata dalla XII Commissione della Camera, nella quale il presidente Arturo Cavaliere (nella foto a sinistra) ha auspicato che le scelte politiche in sanità privilegino e garantiscano l’universalità della assistenza in sanità, prefigurando modelli innovativi per la Sanità Pubblica, consolidando la DD attraverso nuovi punti distributivi di accesso qualificati per i cittadini nelle Case della salute e negli Ospedali di comunità previsti dal PnrrR o attivando, quando necessario nuovi canale distributivi, garantendo ai cittadini la completa presa in carico tra ospedale e territorio, l’accessibilità reale e facilitata alle cure, mantenendo comunque un controllo specialistico della terapia”.

Considerazioni perfettamente in linea con quanto espresso nel suo documento originale dalla Conferenza delle Regioni, senza gli “stravolgimenti” operati nel corso dell’audizione del 22 marzo da  Letizia Moratti, sollevando inevitabili perplessità per la duplicità dei messaggi forniti durante l’audizione.

 

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