Farmacie comunali, a Torino protesta dei farmacisti davanti a Palazzo di Città

Farmacie comunali, a Torino protesta dei farmacisti davanti a Palazzo di Città

Roma, 5 aprile – Proseguono le iniziative di protesta dei dipendenti delle “farmacie speciali” (ex comunali e municipalizzate) in diverse Regioni d’Italia, nella cornice dello stato di mobilitazione proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UilTucs a margine delle trattative con Assofarm per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, fermo da 7 anni.

A incrociare le braccia, ieri, sono stati i circa 450 addetti delle 62 farmacie di Torino e cintura,  che alle 9 di mattina si sono presentati davanti a Palazzo di Città.

“L‘associazione dei datori di lavoro non vuole definire un impianto normativo ed economico adeguato” spiegano le sigle sindacali torinesi “nonostante sia evidente che la pandemia e le modifiche legislative hanno cambiato in maniera sostanziale il lavoro del farmacista”.

Il cahier de doleances segue la falsariga delle iniziative di protesta già poste in essere a Ferrara, Carrara, Macerata e Lucca di cui il nostro giornale ha riferito nei giorni scorsi. Primo elemento del contendere  è la proposta della controparte datoriale Assofarm di aumentare gli stipendi dei farmacisti di appena 120 euro nel triennio, accompagnata però dalla richiesta di aumentare l’orario di lavoro di tutto il personale a 40 ore effettive (misura che a giudizio dei sindacati, di fatto ridurrebbe l’aumento ai minimi termini). Altra richiesta di Assofarm ritenuta inaccettabile è l’estensione di utilizzo dei contratti a termine, allargando il concetto di stagionalità, per il timore di veder crescere il numero dei lavoratori precari.

Cgil, Cisl e Uil infine protestano contro la proposta dai datori di lavoro di aumentare l’indennità mensile di 25 euro a riconoscimento della professionalità di 25 euro per i farmacisti che realizzano tutti i servizi mansioni, comprese le vaccinazioni. “È una cifra insufficiente e non equa se rapportata alla mole di competenze prevista” affermano le sigle sindacali.

Obiettivo dichiarato della protesta dei farmacisti davanti a Palazzo di Città  è la richiesta al Comune, che detiene il 20% circa di quote della Società farmacie comunali di Torino (proprietaria di 37 esercizi in città e prima cintura, intervenga nella vertenza facendo sentire la sua voce, a sostegno dei dipendenti. L’assessora al Bilancio e Partecipate Gabriella Nardelli (nella foto) era già stata chiamata in causa a gennaio per far ripartire il dialogo tra dipendenti e società, che si era interrotto nell’autunno scorso, a ottobre,

I lavoratori lamentavano fin da allora ritmi di lavoro divenuti insostenibili per mancanza di personale (spesso a causa di Covid), che rendevano impossibile  conciliare vita personale e lavoro. Inoltre, manifestavano una profonda delusione per  l’atteggiamento dell’azienda,a loro giudizio poco rispettosa delle professionalità dei dipendenti e delle norme di sicurezza. Lo “strappo” a livello locale era stato poi ricucito, nel senso che le parti erano tornate a parlarsi, ma la vertenza sindacale si è inasprita a livello nazionale, con lo stop alle trattative e la proclamazione dello stato di agitazione e di una giornata di sciopero, da effettuarsi a livello regionale.

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