Roma, protesta dei farmacisti sospesi per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale

Roma, protesta dei farmacisti sospesi per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale

Roma, 7 aprile – Come è noto, la mancata adesione all’obbligo vaccinale anti Covid (in vigore dall’1 aprile 2021) prevede la sospensione dall’esercizio della professione sanitaria con l’eventuale ricollocazione e, in assenza di questa possibilità, la sospensione dall’attività lavorativa e dallo stipendio. Una misura  introdotta dal decreto legge n. 172/2021 affida inoltre agli Ordini professionali la verifica dell’assolvimento dell’obbligo vaccinale e la conseguente delibera, previa sollecitazione all’iscritto non in regola a procedere alla vaccinazione –  di immediata sospensione dall’esercizio professionale, laddove il professionista non risponda entro 5 giorni dalla citata sollecitazione,  di cui va data comunicazione anche al datore di lavoro.

Queste, in sintesi estrema, le regole volute dallo Stato, che un ente ausiliario della Pubblica amministrazione qual è l’Ordine professionale non può fare altro che applicare, per non venire meno al suo ruolo e per non incorrere a sua volta in un reato. Un concetto chiaro, che però evidentemente non tutti i farmacisti sospesi dall’Ordine perché non in regola, nonostante le sollecitazioni, con l’obbligo vaccinale imposto dalle norme sembrano voler comprendere o perlomeno accettare.

È il caso della trentina di professionisti che ieri hanno inscenato una manifestazione di protesta – regolarmente autorizzata dalla Questura, come testimoniato dal presidio di carabinieri e polizia intervenuto a controllare – davanti alla sede dell’Ordine dei farmacisti di Roma, in via Torlonia.

Una delegazione di manifestanti – dopo gli slogan di prammatica scanditi in strada contro le sanzioni subite, ritenute ingiuste – è stata ricevuta dalla direttrice dell’Ordine, Margherita Scalese, che ne ha registrato le istanze. La più rilevante è quella di un intervento dell’Ordine, ente esponenziale delle professione a livello territoriale, presso la Fofi e il ministero della Salute, affinché vengano riviste  le norme relative all’obbligo vaccinale riferito ai farmacisti. Stefania Amoroso e Federico Maria Crotti (questi i nomi dei due delegati dei manifestanti, accompagnati dall’avvocato Erich Grimaldi)  hanno evidenziato come non tutto il personale che lavora in farmacia (a partire da quello non sanitario) è sottoposto all’obbligo vaccinale, pertanto non è ritenuto
giusto obbligare unicamente i professionisti sanitari al vaccino, se si condivide poi lo stesso ambiente di lavoro.
Amoroso e Crotti hanno quindi sollevato la questione del pagamento delle quote relative a Enpaf e Ordine dei Farmacisti che anche i professionisti sospesi dallo stesso Ordine per il mancato adempimento all’obbligo vaccinale sono tenuti a pagare.  Proteste e perplessità infine, di fronte a un’altra decisione del legislatore ritenuta incomprensibile, ovvero le proroga del termine dell’obbligatorietà del vaccino per i sanitari al 31 dicembre 2022, anziché, come detto precedentemente, al 30 giugno 2022.
Da ultimo, è stata avanzata la richiesta di essere ricevuti dal presidente dell’Ordine, Emilio Croce, per fornirgli la documentazione a supporto delle istanze anticipate alla dirigente degli uffici. L’incontro, che Croce ha subito accordato, si terrà la propssima settimana, nella giornata di mercoledì.

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