Studio USA su Jama Pediatrics: vaccino Covid sicuro anche in primi mesi gravidanza

Studio USA su Jama Pediatrics: vaccino Covid sicuro anche in primi mesi gravidanza

Roma, 7 aprile – Il vaccino anti-Covid è sicuro per le mamme che aspettano un bimbo in ogni fase della gravidanza e anche quando viene somministrato nei primi mesi di attesa, la vaccinazione contro Sars-CoV 2 non risulta associata a difetti fetali rilevabili agli ultrasuoni.

Questa la conclusione scaturita da uno studio pubblicato su Jama Pediatrics lo scorso 4 aprile, condotto un team della Northwestern University americana sulle cartelle cliniche elettroniche di 3.156 donne incinte sottoposte a un’indagine anatomica completa del nascituro alla 19esima settimana di gravidanza, tra marzo e novembre 2021. L’83,1% aveva ricevuto almeno una dose di vaccino Covid 19, somministrata nel 43,8% dei casi all’interno di quella che gli esperti considerano la ‘fascia di rischio biologico per difetti alla nascita’ (da 30 giorni prima del concepimento fino a un’età gestazionale di 14 settimane).

SVisualizza immagine di origineecondo gli autori, la ricerca contribuisce a colmare la lacuna determinata dall’esclusione delle donne in gravidanza dalle sperimentazioni iniziali sui vaccini anti-Covid. “Un baratro informativo”, lo definisce l’autore corrispondente del lavoro Emily Miller (nella foto a sinistra), responsabile di Ostetricia alla Northwestern Medicine e assistente di Medicina materno-fetale alla Northwestern University Feinberg School of Medicine, che in molti casi allontana le madri in attesa dalla vaccinazione, per il timore che possa danneggiare il loro bimbo.

“Questo studio prova che non c’è proprio alcun aumento del rischio di difetti alla nascita” correlati al vaccino anti Sars CoV 2, “e supporta altre evidenze che ne dimostrano l’efficacia e la sicurezza sia per la mamma sia per il bambino”, afferma la prima autrice Rachel Ruderman, specializzanda del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia Foto del profilo di Rachel Rudermandella Northwestern (nella foto a destra), che ha fatto il booster anti-Covid alla 12esima settimana di gravidanza.

La ricerca ha preso in considerazione un’ampia gamma dei principali difetti alla nascita, anomalie come ad esempio la mancata formazione completa del cuore o la chiusura non corretta della colonna vertebrale. Nel settembre 2021 già uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention aveva prodotto esiti simili, ma a differenza dell’analisi dei Cdc questo nuovo lavoro ha utilizzato come informazioni controllo dati non storici, ma contemporanei, di donne in gravidanza che hanno scelto di non vaccinarsi o lo hanno fatto in fasi successive della gestazione.

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