Enpaf 2 – Convegno sulla previdenza, un sistema (da conoscere) insidiato dalle criticità

Enpaf 2 – Convegno sulla previdenza, un sistema (da conoscere) insidiato dalle criticità

Roma, 28 aprile – Uno sguardo sullo stato e le prospettive del sistema previdenziale italiano, tracciato partendo dallo studio elaborato dal Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali  (Bilancio del sistema previdenziale italiano – Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2020): è quanto ha voluto offrire l’Enpaf con l’incontro organizzato a Roma lo scorso 26 aprile nella sede del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico ai Fori Imperiali, con l’obiettivo di contribuire ad aumentare la conoscenza e la consapevolezza della professione farmaceutica in materia di pensioni.Visualizza immagine di origine
A introdurre i lavori è stato il presidente dell’ente previdenziale di categoria, Emilio Croce (nella foto), richiamando velocemente il contesto di criticità del presente: “La posta in gioco è alta, perché la crisi finanziaria è alle porte con rischi di stagflazione” ha detto Croce. “In questo scenario,  l’equilibrio economico-finanziario-demografico di lungo termine, imposto per legge alle casse di previdenza, impatta sulla sostenibilità sociale in termini di adeguatezza ed equità intergenerazionale”.
Ai lavori è intervenuto anche il presidente della Fofi Andrea Mandelli, che – dopo aver ricordato il contributo che la professione farmaceutica ha saputo assicurare in questi due anni di pandemia – ha rilevato l’anomalia della “doppia tassazione” a cui sono sottoposti gli iscritti agli Enti di previdenza privatizzati e  ha voluto rimarcare l’importanza, a tutela dei professionisti, della proposta di legge in materia di equo compenso, di cui è firmatario insieme ai deputati Giorgia Meloni e Jacopo Morrone, recentemente approvata dalla Camera dei Deputati.
Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp, l’associazione che riunisce le casse previdenziali delle professioni, ha richiamato l’attenzione sull’impegno dell’Adepp nel sostenere l’autonomia degli enti previdenziali dei professionisti, evidenziando la necessità di rivedere alcuni interventi normativi, considerati delle forme di vera e propria interferenza nell’autonomia degli enti previdenziali.
Visualizza immagine di origineAlberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali (foto a sinistra), è quindi entrato nel vivo del tema del convengo, partendo dalle problematiche connesse all’aumento dell’età media della popolazione che inevitabilmente impatterà sul futuro delle nuove generazioni, sull’economia e sul sistema sanitario.

“Siamo di fronte alla più grande transizione demografica di sempre, l’Italia è tra i Paesi europei quello con il più alto tasso di ultrasessantacinquenni e di ultrattontenni. Nei prossimi venti anni usciranno dal mercato del lavoro coloro che sono nati nel secondo dopoguerra” ha detto Brambilla, che ha quindi evidenziato la necessità che “la politica e le parti sociali ‘aprano l’ombrello’, mettendo in campo azioni che, quanto meno, possano ridurre i rischi dell’invecchiamento, ripensando l’organizzazione del lavoro e intervenendo sui servizi necessari per una popolazione che invecchia”.
Brambilla ha quindi concluso  illustrando gli andamenti della spesa pubblica per pensioni, sanità, assistenza, gli andamenti delle entrate contributive e dei saldi previdenziali del sistema pensionistico obbligatorio del Paese, paventando il rischio di pesanti condizionamenti dovuti alla grave situazione geopolitica in corso, dall’inflazione e dall’aumento dei costi energetici, tutti fattori che potrebbero frenare la fase di sviluppo avviatasi nelle prime settimane dell’anno.
Partendo dal quadro tracciato da Brambilla, Demetrio Houlis, direttore generale dell’Emapi, l’Ente di mutua assistenza per i professionisti italiani, ha illustrato le ricadute socioeconomiche dell’invecchiamento della popolazione, in diversi settori e in particolare in ambito sanitario. Gli investimenti dello Stato destinati alla spesa sanitaria sono stabili e non in grado di seguire le tendenze di incremento dell’età, con un conseguente incremento delle criticità del sistema nell’assicurare una buona qualità della vita. E proprio qui acquistano tutto il loro senso e rilevanza l’impegno mutuo-solidale di enti come Emapi, associazione costituita attualmente da 12 enti di previdenza, tra cui l’Enpaf, con lo scopo di intervenire in ambito sanitario a sostegno dei professionisti e dei loro familiari, sopperendo alle carenze del sistema pubblico.
Franco Falorni, commercialista e docente di Economia aziendale  alla Facoltà di Farmacia Università di Pisa  (nella foto a destra), ha voluto sollecitare una riflessione sulla realtà previdenziale Enpaf, che i farmacisti non conoscono forse come dovrebbero. Il docente pisano ha rappresentato gli andamenti finanziari e i saldi della gestione della cassa di previdenza di categoria, evidenziando la correttezza e solidità: la riserva legale dell’Enpaf al 2020 è ampiamente superiore al limite minimo di cinque annualità delle pensioni correnti, richiesto dalla legge; il patrimonio netto è superiore a 18 volte la spesa per prestazioni pensionistiche. Il sistema di controllo e di vigilanza, nonché la necessità di redigere il bilancio tecnico attuariale a 50 anni, obbligano l’Ente ad una gestione prudente e a prevedere con tempestività le azioni necessarie ad assicurare l’equilibrio finanziario.
“Sarebbe auspicabile promuovere la cultura della previdenza” ha concluso Falorni  “affinché i giovani e meno giovani di oggi possano costruire un futuro che garantisca loro i valori della dignità e libertà attraverso prestazioni pensionistiche e assistenziali”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi