Rinnovo Ccnl, presidi di protesta dei farmacisti comunali a Modena e Reggio

Rinnovo Ccnl, presidi di protesta dei farmacisti comunali a Modena e Reggio

Roma, 28 aprile – Nella cornice della mobilitazione nazionale proclamata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, con iniziative sindacali  avviate in tutte le Regioni del Paese, i farmacisti comunali di Modena hanno organizzato martedì scorso un presidio di protesta davanti alla Prefettura della città emiliana per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, atteso da sette anni.

Obiettivo dei farmacisti comunali modenesi, dipendenti delle farmacie gestite dal Gruppo Admenta e inquadrati con il contratto nazionale delle farmacie speciali, è quello di sensibilizzare i cittadini sulle condizioni del loro lavoro, ricordando di essere quei professionisti “parte importante di quegli eroi della pandemia di cui tutti si stanno dimenticando abbastanza in fretta”. 

Alla base dell’iniziativa di protesta, come è ben noto, c’è il mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da sette anni (mentre quello delle farmacie private è stato rinnovato nell’autunno scorso) e le condizioni lavorative sempre più pesanti che la pandemia ha determinato. I farmacisti modenesi precisano di non avere alcuna intenzione di creare disservizi, ma – come spiega Alessandro Santini di Filcams-Cgil “tentare di dimostrare che i lavoratori che hanno un camice bianco non sono disposti ad accettare qualunque condizione. L idea che dopo anni di studi, sacrifici e specializzazione lo sforzo di chi ogni giorno è al servizio del cittadino non venga riconosciuto, è inaccettabile”.

Sciopero e  presidio in Piazza del Monte anche per i farmacisti delle farmacie municipali di Reggio Emilia, dove la protesta ha registrato un’altissima adesione, nonostante (segnalano Filcams, Fisascat e Uiltucs provinciali) “diverse forzature aziendali in merito alle procedure per le precettazioni dei lavoratori tenuti ad assicurare il servizio”.

L’astensione dal lavoro, informano le sigle sindacali,  ha toccato “punte prossime al 100% in quelle farmacie che non erano tenute a rimanere aperte per legge”.

Anche nella città del tricolore, i rappresentanti dei dipendenti della Fcr (l’azienda speciale partecipata al 100% dal Comune di Reggio) sottolineano come  lo straordinario impegno profuso dai farmacisti comunali durante l’emergenza pandemica , alla prova dei fatti, non venga riconosciuto dalla parte datoriale e, anzi, esso  non valga nemmeno “il riconoscimento di alcuna indennità economica a copertura dei sette anni precedenti” (di vacanza contrattuale, NdR).  Anzi, denunciano i sindacati,  “le condizioni di lavoro sono via via peggiorate”, in ragione di un “calo di farmacisti stimabile in circa il 20% del totale, con difficoltà a smaltire ferie e permessi e con disagi anche per il personale di magazzino”.

Pur soddisfatte per la buona riuscita della mobilitazione, le sigle sindacali avvisano: “Se non si sbloccherà la trattativa per il rinnovo del contratto le iniziative proseguiranno”.

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