Covid, studio italiano: terapia precoce a domicilio con Fans riduce ricoveri

Covid, studio italiano: terapia precoce a domicilio con Fans riduce ricoveri

Roma, 29 aprile – Un intervento terapeutico precoce a domicilio in pazienti con Covid-19 (entro 72 ore dall’inizio dei sintomi) con i farmaci anti-infiammatori non steroidei (ibuprofene, aspirina, nimesulide, indometacina, ketoprofene) determina una significativa riduzione del numero di ospedalizzazioni e della durata dei sintomi, rispetto a un trattamento tardivo (oltre le 72 ore).

È quanto emerge da un nuovo  studio retrospettivo osservazionale pubblicato sulla rivista American Journal of Biomedical Science and Research dai medici del Comitato cura domiciliare Covid-19, di cui riferisce un lancio di AdnKronos Salute. I medici hanno analizzato i dati di 966 pazienti non vaccinati (selezionati appositamente per valutare l’impatto della cura in assenza di supporto vaccinale), trattati da alcuni camici bianchi del gruppo tra febbraio e dicembre 2021.

IVisualizza immagine di origine risultati a cui è arrivato lo studio, condotto da Serafino Fazio (nella foto), Sergio Grimaldi e Andrea Mangiagalli, medici del Consiglio scientifico del Comitato, sono confermati anche analizzando i dati di un sottogruppo di 339 pazienti più anziani (over 50), con età media di 60 anni. Tra i Fans utilizzati, indometacina e nimesulide – evidenziano i medici – hanno determinato zero ospedalizzazioni, a seguito della somministrazione entro le 72 ore dall’inizio dei sintomi. Sono stati documentati i decessi di 6 pazienti (tutti over 50 con almeno una comorbidità), uno nel gruppo che aveva iniziato la terapia entro le 72 ore (over 80 con patologie pregresse) e cinque nel gruppo che aveva iniziato la terapia più tardivamente. Alla luce dei risultati della recente letteratura, i medici sottolineano che l’indometacina, supportata anche da uno studio randomizzato e controllato verso paracetamolo, risulta il farmaco elettivo.

“Questa ulteriore pubblicazione, su un numero consistente di pazienti, conferma la necessità di intervenire in fase precoce, come ribadito da oltre due anni dai nostri medici, e avvalorato da uno studio randomizzato indiano” commenta l’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato. “Il ministero della Salute deve comprendere che la battaglia contro il virus non si potrà mai vincere con un’unica arma, soprattutto se non efficace sulle continue varianti”.

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