Farmacie e BPCO, parte in Sicilia protocollo formativo voluto da Regione e Federfarma

Farmacie e BPCO, parte in Sicilia protocollo formativo voluto da Regione e Federfarma

Roma, 3 maggio – Ha preso il via la formazione prevista dal protocollo Bofe (Better outcomes for everybody – Migliori risultati per tutti) rivolta ai farmacisti, al fine di farne “terminali” sul territorio per monitorare 900 pazienti siciliani affetti da asma e da broncopneumopatia cronico ostruttiva.

LRisultato immagine per Ruggero Razza Assessore‘attività formativa programmata nell’ambito del progetto è stata avviata ieri nell’aula magna del dipartimento di Scienze del farmaco e della salute dell’Università di Catania  dall’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza (nella foto), alla presenza tra gli altri  del presidente di Federfarma Sicilia Gioacchino Nicolosi, del presidente di Sofad Gaetano Cardiel e del direttore del dipartimento di Scienze del Farmaco dell’università di Catania Rosario Pignatello.
Bofe è uno studio clinico italiano promosso e finanziato da Sofad-Gruppo Farvima, è stato valutato preliminarmente da esperti di CittadinanzaAttiva ed è supportato da Federfarma Sicilia, che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’assessorato regionale della Salute. All’iniziativa partecipa, infatti, anche il Servizio farmaceutico del dipartimento di Pianificazione strategica dell’assessorato regionale. L’attività di formazione coinvolgerà 100 farmacisti di comunità in Sicilia. Dopo Catania la formazione proseguirà in altre quattro città siciliane.
“Da diversi anni l’assessorato regionale alla Salute porta avanti una collaborazione con l’Ordine dei farmacisti e Farmindustria” ha detto Razza nel suo intervento di apertura dell’iniziativa “e stiamo creando tutte le condizioni per creare un sistema nuovo di farmacia che sia sempre più vicino all’interesse dei cittadini. Si tratta di qualcosa che abbiamo già avviato durante la pandemia, se pensiamo al ruolo straordinario che le farmacie hanno assunto dalla gestione dei tamponi sino ai test sierologici. Sta cambiando il sistema sanitario e cambia anche la presenza delle farmacie su tutto il territorio della Sicilia. Dall’emergenza Covid-19 dobbiamo uscire con uno sprint in più, porre le condizioni per fare un salto di qualità nell’assistenza ai pazienti e cambiare abitudini consolidate. Il progetto Bofe, voluto dalla Regione Siciliana” ha quindi concluso l’assessore “va nella direzione di offrire un servizio aggiuntivo a tutti i siciliani. La sinergia con le università resta fondamentale, perché sono luoghi di ricerca, formazione e sperimentazione e in questa iniziativa tutte e tre le cose insieme».
Lo studio Bofe è coordinato da Andrea Manfrin, chair professor di Pharmacy practice all’Università del Central Lancashire (UK), Apostolos Tsiachristas, professore di Economia sanitaria all’Health economics research centre dell’Università di Oxford (UK) e Nunzio Crimi, direttore dell’Uoc di Pneumologia del Policlinico di Catania.
L’obiettivo è valutare efficacia e costo-efficacia di un nuovo servizio svolto dai farmacisti di comunità in collaborazione con medicina ospedaliera e territoriale per monitorare due patologie croniche respiratorie che hanno un’altissima incidenza sulla popolazione. L’utilizzo di una rete integrata di operatori sanitari intende aumentare il controllo delle patologie e ridurre i costi per il sistema sanitario e la società.
Il protocollo dello studio “Bofe” – approvato da due comitati etici in Italia e nel Regno Unito, pubblicato dalla rivista “Medicine – Case Reports and Study Protocols” ed inserito nel Registro internazionale degli studi clinici e nel Registro degli studi clinici dell’Organizzazione mondiale della sanità – introduce alcune innovazioni: standardizza una procedura sistematica per la presa in carico dei pazienti; si avvale di una piattaforma informatica costruita ad hoc per la raccolta dati; testa dispositivi indossabili per monitorare e acquisire in remoto alcuni parametri vitali dei pazienti, poi analizzati mediante l’intelligenza artificiale. Infine, rappresenta un modello di relazioni tra un distributore farmaceutico, università italiana e straniere, associazioni professionali, istituzioni pubbliche.
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