Indagine su diretta e Dpc, reso disponibile il resoconto dell’audizione di Moratti

Indagine su diretta e Dpc, reso disponibile il resoconto dell’audizione di Moratti

Roma, 9 maggio – La Conferenza delle Regioni ha reso disponibile sul suo sito la bozza del resoconto stenografico dell’intervento che Letizia Moratti (nella foto),  vice Coordinatrice della Commissione Salute della stessa Conferenza e vicepresidente della Regione Lombardia, tenne lo scorso 22 marzo davanti alla Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di distribuzione diretta dei farmaci per il tramite delle strutture sanitarie pubbliche e di distribuzione per conto per il tramite delle farmacie convenzionate con il Ssn.

Moratti avrebbe dovuto rappresentare la posizione delle Regioni su una questione che, non da oggi, presenta aspetti problematici e controversi e – proprio per l’occasione – le Regioni stesse avevano approvato il 16 marzo un documento ufficiale con le osservazioni e proposte da illustrare davanti ai membri della XII Commissione di Montecitorio.

Non andò pero esattamente così: nel suo intervento,  Moratti presentò infatti contenuti e valutazioni decisamente difformi rispetto a quelli del documento ufficiale predisposto dalle Regioni, tanto da indurre la Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri, a scrivere prontamente al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per chiedere conto delle differenze e per sollecitare un necessario chiarimento sulla reale posizione delle Regioni a proposito della distribuzione diretta e quella per conto: è quella messa nero su bianco sul già ricordato documento ufficiale del 16 marzo, o quella rappresentata in audizione da Moratti?

Come all’epoca ampiamente riferito da RIFday in questo articolo, Sifo evidenziava che nel documento ufficiale delle Regioni viene sottolineata la perfetta integrabilità della distribuzione diretta nel  processo di riforma in corso della sanità nazionale e viene rimarcata l’integrazione tra la stessa diretta e i nuovi scenari sanitari: “La distribuzione diretta da parte delle farmacie delle strutture sanitarie regionali dovrebbe potrebbe inserirsi in tale processo attraverso l’home delivery che potrà prevedere l’erogazione di farmaci a domicilio del paziente o direttamente presso le Case di Comunità o Ospedali di comunità” si leggeva nella lettera dell società dei farmacisti ospedalieri “e si integra quindi in modo coerente con il nuovo piano territoriale del Pnrr delle cure domiciliari e di telemedicina, con la creazione degli Ospedali di comunità e Case della comunità (MmgInfermieriSpecialistica) e con la Cabina di regia rappresentata dalle Cot (Centrali operative territoriali)”.

Affermazioni, scriveva ancora Sifo nella sua lettera a Fedriga, assolutamente in linea con la visione della società dei farmacisti ospedalieri, anch’essa rappresentata davanti alla Commissione Affari sociali, ma assai diverse da quanto invece affermato dalla Moratti nel corso della sua audizione, dove la vice-coordinatrice della Commissione Salute delle Regioni – stravolgendo completamente, secondo la Sifo, testo firmato e approvato dalle Regioni – arrivò a mettere in dubbio la stressa utilità della distribuzione diretta,  chiedendosi “se sia ancora vero il messaggio per cui la distribuzione diretta è vitale per il sistema” e affermando che questa modalità distributiva “non è vero che non crea disagi, perché spesso il cittadino non abita vicino alla struttura, gli orari di distribuzione sono ridotti e contingentati”.

Inevitabile, dunque, la richiesta  di Sifo di sapere quale sia davvero la posizione delle Regioni in materia di distribuzione diretta e di dpc: quella espressa nel documento ufficiale protocollato alla Commissione Affari sociali della Camera, oppure l’interpretazione (definita del “tutto personale” ) riportata da Letizia Moratti nel corso dell’audizione?

Per quanto ne sappiamo, non risulta essere arrivata (almeno  alla Sifo)  alcuna risposta alla richiesta di chiarimenti,  ed è difficile pensare – considerato il rilievo della vicenda  e l’inconciliabilità tra lo scritto delle Regioni e quanto poi dichiarato dalla Moratti – che possa essersi trattato di una dimenticanza.  Più probabilmente, siamo dalle parti della furbesca dimensione del non detto che tanto piace ai nostri politici, sempre volutamente sospesi nella terra di nessuno dell’indefinitezza e della mancanza di chiarezza, per avere le mani sempre libere e agire secondo la convenienza del momento. 

Tuttavia, siccome è sempre cosa saggia e opportuna sapere cosa è stato davvero detto e fatto relativamente a temi importanti (quale certamente è  quello delle modalità di distribuzione dei farmaci), RIFday mette a disposizione dei suoi lettori  sia il documento ufficiale delle Regioni, sia il testo dell’intervento di Letizia Moratti in Commissione Affari sociali. Potrebbe sempre tornare utile, a memoria futura, soprattutto nel caso di qualche inopinato cambio di idea e posizione, che davvero non può essere escluso.

In ogni caso, anche se così non fosse, poter constatare-  documenti alla mano –  come, dopo aver accettato una delega per dire una cosa, poi se ne dica un’altra praticamente opposta, aiuta plasticamente a capire gli usi, costumi e comportamenti dei nostri rappresentanti politici a proposito dell’interpretazione del loro ruolo e del loro mandato.

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