Epatite acuta nei bambini, dei 106 casi identificati nella Ue 35 sono italiani

Epatite acuta nei bambini, dei 106 casi identificati nella Ue 35 sono italiani

Roma, 13 maggio – Sono tra 102 e 106 i casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta identificati nei bambini nell’Unione europea/Spazio economico europeo, dopo l’alert internazionale scattato a seguito dell’osservazione di un anomalo aumento dei casi osservato nel Regno Unito. È quanto si legge nell’ultimo aggiornamento epidemiologico diffuso due giorni fa dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dal quale emerge anche che un terzo degli oltre 100 casi segnalati nella Ue riguardano proprio l’Italia (sono 35, per l’esattezza).

I casi hanno raggiunto approssimativamente quota 450 nel mondo (compresi i 163 del Regno Unito). E si cominciano anche a contare i primi morti,che finora sono  11,  segnalati dall’Indonesia (5), dalla Palestina (1) e dagli Stati Uniti (5).

L’allerta venne lanciato poco più di un mese fa, il 5 aprile, dal Regno Unito. Da allora si è alzato il livello di attenzione in tutti i Paesi e, precisa l’Ecdc, “non è ancora chiaro se i casi identificati a seguito dell’alert facciano parte di un reale aumento rispetto al tasso basale di epatite a eziologia sconosciuta nei bambini”. Sia l’eziologia che i meccanismi patogenetici della malattia sono ancora oggetto di studio. Una possibile associazione con l’attuale infezione da adenovirus è stata trovata in casi nel Regno Unito in particolare, ma sono allo studio altre ipotesi e possibili cofattori. La maggior parte dei casi continua a essere segnalata come casi sporadici non collegati.

I casi rilevati nell’Ue/See sono stati segnalati secondo la definizione di caso data da Ecdc/Oms (che comprende quelli classificati come confermati, quelli probabili e i casi collegati, cioè pazienti che sono stati in stretto contatto con un caso probabile). I casi identificati in Ue/See sono stati segnalati da 14 Paesi. Il dato più alto è quello italiano, seguito da quello della Spagna (22 casi), mentre tutti gli altri Paesi sono sotto la decina.

Fuori dalla Ue spicca il dato del Regno Unito, che al 3 maggio 2022 ha identificato un totale di 163 bambini sotto i 16 anni con queste epatiti acute di origine sconosciuta, dei quali 11 hanno ricevuto un trapianto di fegato secondo quanto riferito dall’Ukhsa (Uk Health Security Agency). Al di fuori di Ue/See e Regno Unito, a ieri 10 maggio si contavano almeno 181 casi, segnalati da Argentina, Brasile, Canada, Costa Rica, Indonesia, Israele, Giappone, Panama, Palestina, Serbia, Singapore, Corea del Sud e Stati Uniti (dove si concentrano 109 casi).

Il 28 aprile scorso l’Ecdc, pubblicando la sua valutazione rapida del rischio per questi casi, ha stabilito che i dati venissero segnalati nel sistema europeo di sorveglianza (Tessy), sulla base di un protocollo definito che incoraggia i Paesi a farlo. È atteso a breve un report basato proprio sui dati che verranno riportati in questo sistema. L’Ecdc “continuerà a monitorare con le sue attività di ‘intelligence’ epidemiologica”.

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