Prossimità, fiducia, resilienza e innovazione: questi i “paletti” per il futuro della farmacia

Prossimità, fiducia, resilienza e innovazione: questi i “paletti” per il futuro della farmacia

Roma, 16 maggio – La Business conferenze rappresenta ormai da diverse edizioni uno dei momenti di maggior rilievo di Cosmofarma, con la proposta di dibattiti su temi assolutamente centrali e inevitabilmente molto stimolanti per il settore della farmacia. Non ha fatto davvero eccezione la conferenza tenutasi in occasione della 25ma edizione della manifestazione, svoltasi a Bologna dal 13 al 15 maggio:  il tema “Quale futuro per la farmacia nell’era post Covid. Quattro prospettive per guardare con fiducia e resilienza al cambiamento”, posto al centro dell’appuntamento, tenutosi nel pomeriggio del 13 maggio, è stato declinato da quattro punti di osservazione differenti da personalità di conclamati spessore e competenza: il presidente della Fofi Andra Mandelli, il giornalista Luca De Biase, l’economista Carlo Cottarelli e il sociologo Francesco Morace. Quattro focus, in buona sostanza, per provare a leggere lo scenario attuale e guardare verso il futuro della farmacia.

“Abbiamo imparato dal Covid che la società si fonda sulla salute, perché senza salute non esistono economia, socialità né cultura” ha esordito Mandelli (nella foto), che ha appunto affrontato il tema dal punto di vista delle sue implicazioni sanitarie. “Due anni di pandemia hanno acuito il fenomeno della povertà sanitaria e la difficoltà di accesso alle cure per molti cittadini, aumentando il divario tra equità e disuguaglianze di salute. Ci troviamo oggi in una fase delicata di scelte importanti, e non possiamo sprecare l’occasione di investire in maniera adeguata i fondi che ci arrivano dall’Europa per ridisegnare una società nuova e un servizio sanitario più equo e più vicino ai cittadini. Il contrasto alla povertà sanitaria e l’accesso alle cure sono due grandi questioni su cui si gioca la capacità del Sistema Paese di garantire il diritto alla salute e lo sviluppo economico e sociale”.

Quanto al futuro e come affrontarlo dal punto di vista del farmacista, il presidente della Fofi ha aggiunto che  “i farmacisti sono sempre stati in grado di adattarsi rispetto ai cambiamenti della società e hanno risposto in maniera straordinaria anche nel pieno dell’emergenza sanitaria: dal rifornimento dei farmaci e delle bombole di ossigeno, ai tamponi, fino ai vaccini e alla dispensazione dei farmaci antivirali. Abbiamo accolto con grande senso del dovere la sfida che il Covid ha lanciato al comparto sanitario, anche sotto il profilo della formazione e dell’aggiornamento scientifico, continuando ad essere per i cittadini una presenza costante e rassicurante sul territorio. Da questa pandemia” ha concluso Mandelli “abbiamo capito che la prossimità deve essere rafforzata e stiamo lavorando affinché il cambiamento in atto nel sistema sanitario italiano metta al centro il farmacista e la farmacia che hanno dato prova di flessibilità organizzativa, competenza, professionalità e capacità di collaborare in maniera sinergica con gli altri professionisti della salute”.
De Biase  (foto a destra), che ha affrontato il tema dal punto di vista dell’innovazione tecnologica (altro fondamentale asse del Pnrr), ha esordito evidenziando i grandi cambiamenti che la “cattività domestica” Tutte le immaginicausata da Covid ha prodotto nelle abitudini di vita degli italiani, a partire dalla straordinaria crescita degli acquisti online. “La pandemia ha insegnato agli italiani a fare l’e-commerce” ha detto al al riguardo il giornalista, riconosciuto esperto  di innovazione tecnologica, sviluppo territoriale, diritti e doveri sull’uso di internet, mondo delle startup innovative ed economia della conoscenza, materie e fenomeni di cui si occupa ormai da molti anni.  “Non c”è dubbio che ci sia stato un enorme cambiamento nelle abitudini e una grande riorganizzazione. Certamente le farmacie sono state il business tra i business rimasti aperti per ovvie ragioni, ma adesso si confrontano con un’ondata di abitudini nuove che gli italiani hanno appreso. E quindi, guardando avanti, l’idea è che si dovranno confrontare in maniera sempre più precisa col fatto che gli italiani vanno molto più di prima a comprare online, cambiano zona di vita quotidiana più di prima e quindi si formano abitudini diverse anche nella relazione col farmacista, che nel nuovo scenario aumenta il valore aggiunto man mano che si sincronizza con queste dinamiche, portando qualità. Il che” ha concluso De Biase “significa comprendere che la medicina e la sanità diventano a loro volta sempre più connesse all’online. In passato abbiamo visto che la digitalizzazione può essere una sorta di banalizzazione, ma quello che dobbiamo vedere in futuro in questo settore, e non solo, è invece una digitalizzazione con qualità e valore aggiunto. Per le farmacie questa è l’opportunità”.
Tutte le immaginiAnche per  Cottarelli (foto qui accanto), che ha ovviamente affrontato il côté economico della questione, la pandemia  “ha avuto un impatto enorme: sicuramente la caduta del Pil e, in collegamento a questo, l’aumento del deficit pubblico. Dal punto di vista sanitario invece c’è stato questo aumento molto forte tra spesa sanitaria e Pil, cosa che non accadeva da molto tempo, perché tra il 2010 e il 2019 la spesa sanitaria non è aumentata molto. Poi c’è stato il salto del Covid”. Per il futuro, ha affermato Cottarelli, “la digitalizzazione è fondamentale: ci sono tanti fondi nel Pnrr. Non ce ne sono invece molti per le farmacie, però c’è una parte relativa proprio alla prossimità, nel senso di rifornire di farmacie i centri che attualmente ne sono abbastanza sprovvisti. Ci sono 100 milioni di euro dedicati a questi. È una cifra non irrilevante, ma si tratta di realizzare queste cose. Finora si è messo solo sulla carta cosa dobbiamo fare”.
Morace  si è soffermato su alcune delle problematiche emerse con l’emergenza sanitaria e il post Covid: “La pandemia, e in seguito la guerra Russia-Ucraina alle porte di casa, ha introdotto nella nostra vita individuale e collettiva un senso di vulnerabilità che non si conosceva nelle nostre società occidentali dai tempi della Seconda Guerra Mondiale” ha spiegato il sociologo,  presidente diRisultato immagine per francesco morace sociologo Future Concept Lab.  “A questa percezione di vulnerabilità si risponde con una richiesta di cura, ma anche con un ripensamento della propria quotidianità in termini di qualità del tempo e delle relazioni familiari. Lo smart working diventa la regola e la prossimità una condizione di riscoperta dei luoghi in cui si vive”. Quanto alle azioni che la farmacia o il farmacista devono intraprendere per il futuro, Morace ha spiegato che “la farmacia torna ad essere come un tempo un punto di riferimento essenziale nel quartiere e il farmacista un consulente quasi quotidiano. Nello stesso tempo la farmacia deve giocare un ruolo di prossimità anche in termini digitali, offrendo a garantendo assistenza anche in termini di delivery e problem solving, in linea con l’esperienza delle generazioni più giovani che vivono onlife, introducendo spesso anche i loro genitori in questa dimensione a cavallo tra il fisico e il digitale”.
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