Farmacap, il Campidoglio approva i bilanci, possono partire risanamento e bilancio

Farmacap, il Campidoglio approva i bilanci, possono partire risanamento e bilancio

Roma, 17 maggio – Il D-day è dunque arrivato: il 12 maggio scorso, il Campidoglio ha finalmente approvato gli ultimi nove bilanci (dal 2013 al 2020) di Farmacap, l’azienda socio-sanitara capitolina che detiene e gestisce le 43 farmacie comunali dei Roma. Dopo  un tormentato decennio (o poco meno) segnato dal mancato via libera dei rendiconti dell’azienda, a lungo sotto gestione commissariale, da parte delle amministrazioni guidate da Ignazio Marino prima e poi da Virginia Raggi, l’assemblea capitolina ha approvato i bilanci della società grazie ai voti del centrosinistra. I consiglieri del Centrodestra e quelli M5s, a conferma di quanto la questione sia ancora e sempre problematica e politicamente divisiva,  sono invece usciti dall’aula e non hanno votato.

L’esito del voto era una precondizione per aprire una fase nuova nella storia di Farmacap, come ha spiegato l’assessora agli Affari sociali Barbara Funari (nella foto), sottolineando che ora si potrà avviare il piano di risanamento 2021-23 predisposto dalla nuova amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri e mettere l’azienda in condizione di tornare a generare utili già dal prossimo anno. Il programma, che prevede anche 11 concessioni per aprire nuove farmacie, ha stanziato 13,6 milioni di euro per la copertura delle perdite dei bilanci dal 2013 al 2021 e  4,9 milioni per aumentare il capitale dell’azienda, oltre a 3,6 milioni  come anticipo per l’alienazione di immobili non strategici.

La capogruppo del Pd Valeria Baglio, commentando sul  propria account Facebook il voto su Farmacap, ha scritto che  con l’approvazione dei bilanci dell’azienda è stato scongiurato “il rischio di portare la più grande rete di farmacie pubbliche d’Europa alla liquidazione. Un dovere e un atto di coraggio votare a favore, un compito di cui ci assumiamo la responsabilità per salvaguardare un presidio territoriale che rappresenta una ricchezza per la città”.

Non è la prima volta che il Comune di Roma prova a risollevare le sorti di Farmacap: già nel 2013 il Campidoglio stanziò 15 milioni per risollevare l’azienda (ma, secondo le stime fatte dai radicali l’anno successivo, nel 2014, per rilanciarla sarebbero serviti altri 20 milioni). Nel 2015 il momento forse più drammatico per l’azienda e i suoi lavoratori, quando l’assessora al bilancio della Giunta Marino, Silvia Scozzese (che oggi riveste lo stesso ruolo, con in più la carica di vicesindaca, nella Giunta Gualtieri) mise nero su bianco in un documento consegnato ai consiglieri di maggioranza che le disastrose condizioni economiche e finanziarie dell’azienda ne pregiudicavano irrimediabilmente il futuro, ipotizzandone la liquidazione. Pericolo che – anche per la strenua opposizione dei sindacati –  non si concretizzò. L’azienda, in tutti questi anni, è sopravvissuta in condizioni di perenne difficoltà, gestita da commissari straordinari (il primo, nel 2012, fu nominato dall’allora sindaco Gianni Alemanno) e con diversi manager, alcuni dei quali  con incarichi interinali, con i conti perenne in rosso, i contratti di servizio non onorati dal Campidoglio, nessun piano funzionale a una  gestione appena adeguata  e le continue voci di manovre sotterranee finalizzate a operazioni lucrative con la vendita (o svendita) delle farmacie sul mercato. Una situazione esplosiva, che non è definitivamente deflagrata grazie alla resilienza di chi (in primo luogo i lavoratori) ha sempre creduto cheFarmacap sia una ricchezza della città che, nell’interesse dei cittadini di Roma, deve essere non solo mantenuta in mano pubblica, ma rilanciata e sviluppata.

Una prospettiva che la Giunta Gualtieri sembra perseguire, come dimostra il voto sui bilanci e la successiva presa di posizione espressa pubblicamente in un comunicato stampa dal gruppo consiliare del Partito democratico in Campidoglio.  “Con l’approvazione dei bilanci di Farmacap sblocchiamo finalmente una situazione di incertezza durata anni. Oggi diamo prova di responsabilità e coraggio e impediamo la liquidazione della più grande rete di farmacie pubbliche d’Europa, nata per dare servizi nelle aree del territorio comunale più disagiate”  si legge nella nota. “Grazie a questi provvedimenti l’azienda potrà tornare a produrre utili già dal prossimo biennio e soprattutto a garantire presidi essenziali per tutte le fasce della popolazione, in particolare per quelle più fragili. Il piano di rilancio riporterà l’azienda speciale sui giusti binari garantendo parimenti un’azione severa e attenta di monitoraggio degli obiettivi.”

Per i consiglieri del Pd, “il piano contiene elementi innovativi che riguardano i conti economici, con risparmi conseguiti dall’azzeramento degli oneri finanziari, nuove modalità di acquisto dei prodotti, il risanamento di alcune attività non legate alla mission aziendale.  L’attendismo della precedente amministrazione e i ripetuti cambi alla guida dell’azienda avevano aggravato lo stato dell’azienda, aprendo la strada alla liquidazione e alla svendita di un patrimonio pubblico. Oggi – concludono i consiglieri capitolini del Pd “rimettiamo al centro della città il valore sociosanitario di questa azienda da salvaguardare a vantaggio dei cittadini”.

Ben altri i rintocchi della campana dell’opposizione, rappresentata – tra gli altri – dal consigliere Udc-Forza Italia Marco Di Stefano, che stigmatizza le scelte della Giunta Gualtieri su quella che egli chiama “l’agenzia Farmacap“, definendole approssimative e fondate su un ipotetico rilancio “basato su un piano di risanamento vuoto e soprattutto sviluppato in assenza di un contratto di servizio di cui non c’è traccia dal lontano 2010. Una serie di escamotages, bilanci non approvati, tutte questioni finalizzate ad aggirare una legge nazionale che prevede la messa in liquidazione di organismi con bilancio in perdita per quattro anni” scrive in un comunicato Di Stefano, che poi  rincara la dose: “Temiamo fortemente che la giunta Gualtieri stia tentando di rimettere in piedi un gigante di argilla, per poi tentare, come già accaduto ai tempi della giunta Marino, di vendere o far entrare capitali privati nell’agenzia Farmacap, facendo così venir meno quelle finalità sociali per le quali le farmacie comunali dovrebbero differenziarsi dalle farmacie private. Chiederemo lumi alla Corte dei conti su quanto accaduto” conclude il consigliere di minoranza “e vigileremo affinché l’agenzia Farmacap rimanga totalmente in mano pubblica”. Intento non solo lodevole ma necessario, nell’interesse di Farmacap, del Comune e dei cittadini romani, che suonerebbe decisamente più convincente se Di Stefano definisse Farmacap per quella che è: un’azienda (speciale, peraltro), e non un’agenzia.

 

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