Mandelli: “Farmacisti vaccinatori grande opportunità per il Paese

Mandelli: “Farmacisti vaccinatori grande opportunità per il Paese

Roma, 17 maggio – La 25ma edizione di Cosmofarma, conclusasi a  Bologna domenica scorsa, ha fornito al presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto) un’ulteriore occasione per ribadire quello che è ormai da tempo un’irrinunciabile bandiera del percorso di “costruzione” del nuovo profilo professionale del farmacista nella prospettiva della farmacia dei servizi: la possibilità di somministrare vaccini, ovviamente previo adeguato percorso formativo.

“Rendere strutturale la somministrazione dei vaccini ad opera dei farmacisti e ampliare la dispensazione dei farmaci sul territorio sono due temi chiave per rilanciare l’assistenza di prossimità e consentire ai cittadini di trovare risposte concrete e tempestive ai propri bisogni di salute” ha dichiarato a Bologna il presidente della Federazione professionale, che ha voluto esprimere la sua  profonda gratitudine nei confronti dei farmacisti italiani per il lavoro straordinario svolto durante la pandemia a tutela della salute pubblica.

“Istituzionalizzare la somministrazione dei vaccini ad opera dei farmacisti, oltre l’emergenza Covid”  ha aggiunto Mandelli “vuol dire rendere un grande servizio al Paese, permettendo ai cittadini di accedere con facilità alle campagne di prevenzione, e ai medici di dedicarsi alla cura dei pazienti negli ambulatori e negli ospedali, contribuendo a contrastare la grande piaga delle liste d’attesa, fortemente acuitasi durante la pandemia. Il nuovo ruolo della farmacia dei servizi come punto di vaccinazione, per il Covid, l’influenza e non solo, avvicina l’Italia agli altri grandi Paesi europei”.

“Senza la collaborazione dei farmacisti di comunità”  ha concluso il presidente della Fofi “anche somministrare in tempi utili gli antivirali contro il Covid si sarebbe rivelato difficile, se non impossibile, oltretutto costringendo un gran numero di cittadini a percorrere decine di chilometri per poter reperire una terapia fondamentale per la cura della malattia. Non si può immaginare una riforma dell’assistenza che punti sulla prossimità senza portare sul territorio la dispensazione di quei farmaci che non devono essere necessariamente gestiti in ambito ospedaliero. Si tratta di un passaggio fondamentale per migliorare l’accesso e l’appropriatezza delle cure”.

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