Decreto Riaperture, sì definitivo del Senato, confermata la vaccinazione in farmacia

Decreto Riaperture, sì definitivo del Senato, confermata la vaccinazione in farmacia

Roma, 19 maggio – Il Senato ha approvato ieri, con voto di fiducia, il disegno di legge di conversione del cosiddetto Decreto Riaperture, nel testo già approvato dalla Camera, dando così il via libera definitivo al provvedimento. che doveva essere convertito in legge entro il 23 maggio. Presenti in Aula 240 senatori, hanno votato in 239: 201 i voti favorevoli e 38 i contrari.

Il testo del provvedimento è disponibile qui. Il decreto, che come è noto, sancisce tra le altre cose la fine dell’obbligo di mascherine anche all’aperto (con l’eccezione di alcuni luoghi), acquista un particolare rilievo per il mondo della farmacia, perché sottrae dalla sfera dell’emergenza alla quale era stata inizialmente consegnata la possibilità per i farmacisti di vaccinare in farmacia. La somministrazione dei vaccini da parte del farmacista nella farmacia di comunità, in altre parole, diventa strutturale ed entra stabilmente nel novero delle prestazioni della “farmacia dei servizi”, che così consolida il percorso cominciato con il decreto legislativo n. 153/2009.

A prevederlo è l’articolo 8-bis del provvedimento, che introduce in un regime di ordinarietà  “la somministrazione, con oneri a carico degli assistiti, presso le farmacie, da parte di farmacisti opportunamente formati a seguito del superamento di specifico corso abilitante e di successivi aggiornamenti annuali, organizzati dall’Istituto superiore di sanità, di vaccini anti Sars-CoV-2 e di vaccini antinfluenzali nei confronti dei soggetti di età non inferiore a diciotto anni”.  L’articolo prevede anche che l’attività possa essere svolta “previa presentazione di documentazione comprovante la pregressa somministrazione di analoga tipologia di vaccini”.

Ma non è l’unico passaggio importante del provvedimento: lo stesso art. 8-bis appena citato, infatti, “stabilizza” anche “l’effettuazione di test diagnostici che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo”, come i tamponi che hanno mobilitato moltissimi farmacisti, in particolare nell’autunno e inverno scorsi, nelle attività di rilevazione del Covid-19. Questo tipo di servizio potrà essere effettuato “in aree, locali o strutture, anche esterne, dotate di apprestamenti idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza. Le aree, i locali o le strutture esterne alla farmacia devono essere compresi nella circoscrizione farmaceutica prevista nella pianta organica di pertinenza della farmacia stessa”.

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