Umbria, altissima la partecipazione allo sciopero delle farmacie comunali

Umbria, altissima la partecipazione allo sciopero delle farmacie comunali

Roma, 20 maggio – È in tutta evidenza caduto nel vuoto l’invito del presidente regionale di Assofarm Antonio D’Acunto ai dipendenti delle farmacie comunali umbre di riconsiderare la decisione di scioperare il 18 maggio per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di categoria,  in considerazione della  “disponibilità al dialogo e al confronto” della sigla datoriale a livello regionale, unita alla “volontà unanime e condivisa di pervenire al rinnovo del contratto”. D’Acunto, nel suo appello a deporre l’arma dello sciopero, non aveva però potuto esimersi dallo specificare che la partita del Ccnl si gioca a livello nazionale,  e non regionale, e che pertanto – almeno a suo giudizio – sarebbe stato  “sicuramente più opportuno ed efficace organizzare manifestazioni con un respiro più ampio”.

Considerazioni che però non devono aver fatto breccia nelle sezioni regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che avevano indetto lo sciopero e lo hanno portato avanti con un successo oltre ogni aspettativa  in termini di astensione dal lavoro, davvero massiccia, con punte del 100% nelle farmacie di Afas Perugia. Le sigle sindacali parlano addirittura di un “risultato storico”,  evidenziando anche la partecipazione dei lavoratori ai presidi organizzati sotto i Comuni di Perugia e Terni (nella foto del quotidianodellumbria.it un momento del presidio di Perugia).

“Il messaggio che abbiamo mandato oggi è forte e chiaro”  spiegano le sigle dei lavoratori  “e siamo sicuri che questo sciopero, insieme a quelli che si sono svolti e si stanno svolgendo in tutta Italia, contribuirà a raggiungere l’obiettivo: rinnovare un contratto nazionale scaduto da 7 anni, dopo due anni di pandemia in cui queste lavoratrici e questi lavoratori sono stati considerati eroi, salvo poi essere dimenticati quando rivendicano il diritto ad un giusto rinnovo contrattuale”.

Livelli salariali più congrui, orario di lavoro, mercato del lavoro e professionalità sono gli argomenti sui quali le proposte di Assofarm sono ritenute  ancora insufficienti da Filcams, Fisascat e Uiltucs.

Secondo quanto riferisce la stampa locale, durante la manifestazione di protesta tenutasi a Perugia, con oltre 70 lavoratrici e lavoratori di Afas (l’azienda speciale delle farmacie comunali) riunitisi Risultato immagine per cristina bertinelli assessora perugiasotto Palazzo dei Priori, una delegazione sindacale è stata ricevuta dall’assessora Cristina Bertinelli (nella foto), presenti anche i vertici di Afas e Assofarm Umbria. “Un incontro positivo – commentano Filcams, Fisascat e Uiltucs di Perugia – che testimonia come la mobilitazione stia portando Assofarm su posizioni più concilianti. Ci è stata infatti comunicata la volontà, almeno da parte della rappresentanza umbra dell’associazione, di arrivare ad una firma del contratto che riconosca la professionalità delle persone e che confermi appieno il ruolo fondamentale delle farmacie pubbliche”.

Un incontro analogo ha avuto luogo anche a Terni, dove la delegazione sindacale è stata ricevuta dal sindaco, Leonardo Latini, che ha accolto la richiesta delle sigle sindacali di scrivere ad Assofarm per spingere verso una soluzione della vertenza. Che in ogni caso (e in questo D’Acunto aveva sicuramente ragione) non potrà che trovare soluzione nelle trattative nazionali.  Che, chissà, potrebbero subire un’accelerazione per effetto delle proteste poste in essere  da lavoratrici e lavoratori delle farmacie pubbliche non solo in Umbria, ma (come il nostro giornale ha documentato nell’ultimo mese) in diverse Regioni del Paese.

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