CdS, via libera (con osservazioni) ai nuovi standard e modelli di assistenza territoriale

CdS, via libera (con osservazioni) ai nuovi standard e modelli di assistenza territoriale

Roma, 23 maggio – Con il parere n. 881/2022 pubblicato il 19 maggio, la Sezione normativa del Consiglio di Stato ha dato via libera con osservazioni allo Schema di decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, relativo ai  Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, necessario per  “mettere a terra” la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale, che rappresenta una delle missioni più importanti e ambiziose (e attese) del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che si avvarrà dei fondi europei di Next Generation.
Secondo il Consiglio di Stato, il disegno di riforma delinea “un innovativo modello organizzativo dell’assistenza sanitaria territoriale, condivisibilmente imperniato su un archetipo antropocentrico, che prevede la rimodulazione dei servizi e delle prestazioni offerte affinché siano il più possibile prossimi all’utente raggiungendolo fino al suo domicilio” funzionale a fornire risposte operativamente efficaci alla necessità, sempre più avvertita, di costruire una rete assistenziale territoriale che sia alternativa all’ospedale e che sia accessibile a tutti, contrastando le disparità ‘di salute’ determinate dai livelli di reddito ovvero dall’area geografica di appartenenza e promuovendo un sistema sanitario sostenibile in grado di erogare cure di qualità”.

Nel dare il parere favorevole, spiega una nota del CdS, la Sezione ha posto l’accento sulla necessità, per il successo della riforma, di distinguere più chiaramente nell’allegato che dispone gli standard e che costituisce il corpus della riforma tra le “disposizioni aventi natura squisitamente prescrittiva” e quelle con “funzione evidentemente descrittiva”.

Ugualmente necessario appare indicare alle Regioni un cronoprogramma per l’adozione degli standard, almeno riguardo ad alcuni step essenziali, visto che si tratta di materia a legislazione concorrente; a tal fine si formula “una forte raccomandazione e un auspicio per il concorde, costante e leale impegno di tutti gli attori istituzionali coinvolti in direzione della compiuta attuazione di una riforma che
, mirando ad assicurare uguaglianza nel diritto alla salute sull’intero territorio nazionale, riveste la più grande importanza”. Essenziale, infine, sarà un costante ed effettivo monitoraggio del processo di attuazione della riforma.
Suggerito, da ultimo, al Governo, l’avvio di un intervento di complessivo riordino e semplificazione delle fonti disciplinatrici della materia, da attivare o attraverso lo strumento della delega legislativa, o, in alternativa, attraverso testi unici cd. “compilativi”, come previsto a dall’articolo 17bis della legge n. 400/88. Il ricorso a tale ultimo strumento per il quale il Governo ha un potere permanente, che non richiede ulteriori previsioni consentirebbe almeno di abrogare espressamente le disposizioni superate e di inserire i rinvii alle nuove funzioni, con indubbi vantaggi in termini di chiarezza e di riduzione dello stock normativo.

Nella prospettiva di “ridisegnare” l’assistenza di prossimità, il Dm 71 non manca, come è ormai noto, di fare riferimento alle farmacie convenzionate con il Ssn, ubicate uniformemente sull’intero territorio nazionale, riconoscendo che “costituiscono presidi sanitari di prossimità e rappresentano un elemento fondamentale e integrante del Servizio sanitario nazionale. In particolare – si legge nel documento che definisce i nuovi standard per l’assistenza territoriale sul quale si è espresso favorevolmente (sia pure con osservazioni) il Consiglio di Stato – la rete capillare delle farmacie convenzionate con il Ssn assicura quotidianamente prestazioni di servizi sanitari a presidio della salute della cittadinanza: in tale ambito vanno inquadrate la dispensazione del farmaco, per i pazienti cronici la possibilità di usufruire di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci, la farmacovigilanza, le attività riservate alle farmacie dalla normativa sulla c.d. “Farmacia dei Servizi” e l’assegnazione delle nuove funzioni tra le quali le vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali, la somministrazione di test diagnostici a tutela della salute pubblica”.

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