Farmacista sospeso perché no vax, c’è il reintegro se contrae Covid e guarisce, ma…

Farmacista sospeso perché no vax, c’è il reintegro se contrae Covid e guarisce, ma…

Roma, 31 maggio – Contrariamente a quanto qualcuno è portato a pensare,  il varo nel marzo scorso del decreto per il superamento delle misure per il contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid non ha cancellato tutti gli obblighi  succedutisi nella lunga stagione emergenziale. Alcuni – come ricorda lo studio Sediva di Roma in una nota pubblicata ieri sulla sua newsletter Piazza Pitagora – restano saldamente in piedi, come l’obbligo vaccinale per tutti “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario” (ma anche  per gli studenti dei corsi di laurea impegnati nello svolgimento dei tirocini pratico-valutativi), che permane fino alla fine del corrente anno 2022. In caso di inadempienza, come è ben noto, scatta la sanzione della sospensione dall’Albo, che preclude temporaneamente l’esercizio professionale.

La questione, come è noto, ha fatto molto discutere e generato molte proteste e molte turbolenze, generando anche non poche polemiche ogni qual volta l’Ordine professionale è stato costretto – a termini di legge – a comminare la sanzione disciplinare della sospensione a iscritti non in regola con l’obbligo vaccinale. Iscritti che però – in caso di contagio da Sars Cov 2 e di successiva guarigione – possono chiedere all’Ordine  la riammissione nei ranghi della professione (secondo quanto dispone l’art. 4, comma 5, del decreto legge n.44/2021). In questo caso, il datore di lavoro è tenuto a reintegrare (non riassumere, dal momento che il rapporto lavorativo era stato soltanto sospeso e non interrotto) il farmacista dipendente no-vax guarito, senza alcun rischio di subire a sua volta qualche sanzione.
Sediva ricorda anche (molto opportunamente)  che in una recente nota il ministero della Salute ha in sostanza chiarito agli Ordini professionali che il farmacista no vax, contagiato e poi guarito da Covid, qualora non provveda a vaccinarsi trascorsi 90 giorni dal primo tampone positivo (dimostrando in questo modo di essere un pervicace no vax), dovrà essere ritenuto inadempiente all’obbligo vaccinale. Condizione che, inevitabilmente, lo espone al rischio di essere nuovamente sanzionato dall’Ordine.

 

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