Covid, Ordini sanitari chiedono chiarimenti su termini vaccinazione per iscritti guariti

Covid, Ordini sanitari chiedono chiarimenti su termini vaccinazione per iscritti guariti

Roma, 14 giugno – Per quanto tempo, dopo la guarigione da Covid 19, si può essere considerati immuni e quindi esenti dalla vaccinazione? La risposta alla domanda, evidentemente meno semplice di quanto possa sembrare, ha innescato qualche problema nelle Federazioni degli Ordini dei professionisti sanitari, soprattutto in relazione all’esercizio della funzione disciplinare nei confronti degli iscritti all’Ordine inadempienti agli obblighi vaccinali che hanno contratto il Covid e ne sono guariti.

La materia del contendere tra Federazioni professionali e ministero è il periodo di immunità post-infezione, rispetto al quale le indicazioni sono contrastanti: una circolare del ministero del 3 marzo 2021 dispone l’obbligo di vaccinazione dopo 90 giorni dalla guarigione, una successiva del 21 luglio dello stesso anno estende invece il periodo di immunità post-infezione a sei mesi.

Il problema non è ovviamente di poco conto, essendo oggetto di una pioggia di ricorsi e contenziosi giudiziari. Da qui la decisione delle federazioni professionali degli ordini dei sanitari (Fnomceo, Fnopi, Fnopo, Cnop, Fncf, Fno Tsrm e Pstrp, Fnovi e Onb, con la sola eccezione della Fofi) hanno inviato una lettera congiunta con una richiesta di chiarimenti al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il documento parte dal riferimento a tre ordinanze cautelari emesse dal Tribunale amministrativo della Lombardia che individuano in sei mesi il tempo di esenzione dal vaccino dopo la guarigione da Covid. Un’interpretazione, quella dei giudici lombardi, che secondo le federazioni professionali  “confligge con quanto indicato dal ministero della Salute il 29 marzo 2022, quando il termine di differimento è stato fissato in 90 giorni”,  come si legge nella lettera indirizzata al ministro, al termine della quale si richiede una nuova circolare che stabilisca in modo univoco e motivato per quanto tempo un sanitario sia considerato esonerato dalla vaccinazione in virtù dell’immunità conseguita con la guarigione.

Il motivo è esplicitato nel testo della missiva: “La gestione dell’altissimo numero di diffide e ricorsi pervenuti a cascata su tutto il territorio nazionale ha di fatto bloccato le procedure di verifica e reso la posizione dettata dall’ufficio di gabinetto del ministero della Salute difficilmente sostenibile sul piano giuridico ed economico“. Da qui la necessità di evitare “un’intollerabile applicazione eterogenea dei termini di differimento della vaccinazione obbligatoria”.

Nelle conclusioni, le federazioni degli ordini delle professioni sanitarie dichiarano che, in attesa di un chiarimento del ministero, daranno indicazione alle sezioni territoriali di adeguarsi ai termini previsti dalle ordinanze cautelari del Tar Lombardia, ovvero sei mesi.

La Fofi non sottoscrive la lettera e avvia “un’interlocuzione autonoma”

La lettera, come brevemente anticipato, non è stata sottoscritta dalla Fofi, la Federazione degli Ordini dei farmacisti, che spiega di “non condividerne in pieno i contenuti” in relazione ai  “termini di differimento dell’obbligo vaccinale per i professionisti sanitari mai vaccinati e guariti dal Covid 19“, decidendo di non sottoscriverla e avviando conseguentemente “un’interlocuzione autonoma con il Dicastero” sulla questione. 

 

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