Sanità, firmato il Ccnl per 545mila lavoratori,  aumenti da 146 a 170 euro al mese

Sanità, firmato il Ccnl per 545mila lavoratori, aumenti da 146 a 170 euro al mese

Roma, 17 giugno – Nella tarda serata dell’altro ieri, 15 giugno, è stata sottoscritta da Aran e dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Nursind e Nursing Up l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei dipendenti della sanità pubblica, dagli infermieri ai radiologi al personale amministrativo, oltre, tra gli altri, ostetriche e ricercatori. Il nuovo Ccnl del comparto di Sanità pubblica (con vigenza 2019/21)  interessa in tutto 545 mila lavoratrici e lavoratori e dovrà ora passare attraverso la consueta trafila di passaggi obbligati: l’Aran lo trasmetterà infatti al Comitato di Settore Regioni Sanità per il previsto parere, al Governo per eventuali osservazioni e infine per il parere, al Governo per eventuali osservazioni e alla Corte dei conti per la certificazione dei costi.

“Un gran bel risultato, 545 mila lavoratrici e lavoratori del comparto Sanità avranno finalmente il nuovo contratto” ha subito commentato il titolare della Salute Roberto Speranza sottolineando che la firma ha registrato il  consenso di tutte le organizzazioni sindacali. “L’accordo accresce diritti e tutele e porta un meritato incremento retributivo per tutto il personale del comparto” ha concluso il ministro, riservando un cenno particolare ai 270 mila infermieri del Ssn, per i quali “c’è una valorizzazione con aumenti tra i 146 e i 170 euro al mese. È un passo avanti importante che indica la direzione giusta”.

Per il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, la firma dell’accordo contrattuale “è un passo in avanti importante per il servizio sanitario e rappresenta un riconoscimento dovuto a categorie professionali, come infermieri e operatori socio sanitari che rappresentano uno dei pilastri su cui si basa l’organizzazione e la qualità del lavoro della nostra sanità”.
“Grazie alla collaborazione Governo-Regioni” ha aggiunto Davide Caparini, assessore al Bilancio della Regione Lombardia e presidente del Comitato di Settore Regioni–Sanità “sono state individuate le risorse necessarie per il rinnovo del contratto, complessivamente a 241,6 milioni, che finanzieranno l’indennità del personale assegnato ai servizi di pronto soccorso, il trattamento accessorio e il nuovo ordinamento professionale. Ciò comporterà un aumento economico per i dipendenti del comparto, riconoscendo così la dedizione e la professionalità di chi, fra l’altro, ha dato un contributo fondamentale per fronteggiare l’emergenza Covid-19”.
Il testo dell’Ipotesi – secondo quanto riportato nel comunicato stampa diffuso dall’Aran – si caratterizza per numerose e rilevanti innovazioni, riportate in sintesi qui di seguito:
  • una revisione del sistema di classificazione del personale prevedendo cinque aree di inquadramento ed accogliendo la recente innovazione legislativa di un’area di elevata qualificazione;
  • una rivisitazione del sistema degli incarichi;
  • un nuovo regime delle progressioni economiche orizzontali;
  • una significativa revisione il sistema delle relazioni sindacali;
  • modifiche sostanziali ad alcuni istituti del rapporto di lavoro;
  • – nuova disciplina del lavoro a distanza nelle due tipologie di lavoro agile, previsto dalla legge 81/2017 e lavoro da remoto, che sostituiscono la precedente tipologia del telelavoro”.
  • “Sul piano del trattamento economico – si legge nel comunicato dell’Aran – l’accordo riconosce – a decorrere dall’1/1/2021 – un incremento medio a regime degli stipendi tabellari di 91 euro medi per 13 mesi e una rivalutazione dei Fondi destinati alla contrattazione integrativa di 12 euro mese per 13 mensilità. Per l’applicazione del nuovo sistema di classificazione professionale è stato inoltre previsto un ulteriore impegno finanziario delle aziende e degli enti del comparto di 13 euro mese per 13 mensilità. Al fine di valorizzare il ruolo di alcuni specifici profili del ruolo sanitario e socio-sanitario, l’Ipotesi di contratto, in applicazione di alcune disposizioni previste nelle ultime due leggi di bilancio, istituisce l’indennità di specificità infermieristica per i profili di infermiere, l’indennità di tutela del malato e promozione della salute per altri profili del ruolo sanitario e socio-sanitario ed una specifica indennità destinata al personale operante nei servizi di pronto soccorso”.
  • Considerando anche le nuove indennità, l’accordo raggiunto consentirà di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mese, corrispondenti a una percentuale di rivalutazione del 7,22%

La soddisfazione per il raggiunto accordo è larga e diffusa anche sul fronte dei sindacati, che finalmente ottengono un significativo e concreto  riconoscimento per il valore e l’impegno profusi quotidianamente dal personale sanitario per far  camminare la complessa macchina della sanità pubblica. Ma – pur registrando i positivi passi in avanti sia sul fronte del salario sia su quello dei diritti – per i sindacati il Ccnl appena rinnovato altro non è che un punto di partenza per un effettivo rilancio del Servizio sanitario, che dovrà passare adesso da maggiori risorse e da assunzioni stabili, già pronti ad avviare nel breve termine le trattative per il rinnovo del contratto per il successivo triennio 2022-2024.

Siamo soddisfatti per la definizione di un contratto importante, dopo una trattativa difficile, che le lavoratrici e i lavoratori aspettavano si sbloccasse da tempo. Si apre una stagione nuova per il riconoscimento del lavoro nella sanità pubblica del nostro Paese. Il contratto è un diritto riconquistato, ora ci aspettiamo un grande investimento nell’occupazione e nel Servizio sanitario nazionale” ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ribadendo “grande soddisfazione  per la sottoscrizione del contratto nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica. Dopo anni difficili, durante i quali il personale del sistema sanitario nazionale ha affrontato l’emergenza pandemica pagando un costo enorme, arriva il primo giusto e necessario riconoscimento sia sul versante economico che sul versante dei diritti”.

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