Colpo di scena per la sanità francese, cade la ministra della Salute, non rieletta alle legislative

Colpo di scena per la sanità francese, cade la ministra della Salute, non rieletta alle legislative

Roma, 20 giugno – Se il voto popolare non ti premia, non puoi più sedere alla guida di un ministero. Questa la regola fissata dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha finito per fare vittime eccellenti all’interno del suo governo, dove – secondo le notizie che arrivano dalla Francia mentre è ancora in corso lo spoglio del secondo turno delle elezioni legislative francesi – i deludenti risultati della coalizione  Ensemble! guidata da Macron ha perso la maggioranza assoluta dei voti.

Al di là delle inevitabili conseguenze che ciò comporterà per il presidente in carica, appena rieletto per un secondo mandato che a questo punto si annuncia molto problematico, il voto dei francesi (che, secondo le proiezioni elettorali dell’istituto di sondaggi Ipsos,  basate su un conteggio già piuttosto avanzato e considerate affidabili, avrebbero assegnato ad Ensemble! circa 230 seggi, molti meno non solo dei 289 necessari per ottenere la maggioranza assoluta, ma anche  delle stime prima del voto, che accreditavano il partito di Macron di un “bottino” tra 255 e i 295 seggi) manderà a casa anche alcuni componenti del governo del presidente.

SRisultato immagine per brigitte bourguignon ministreembrerebbe già certa, ad esempio, la sconfitta di Brigitte Bourguignon (nella foto), ministro della Salute e della Prevenzione, che sia pure di un soffio è stata sconfitta nella sesta circoscrizione elettorale del Pas-de-Calais  da Christine Engrand, candidata del Rassemblement national  (la formazione di destra di Marine Lepen), che ha ottenuto 56 voti in più della ministra, tanti quanti sono bastati per farle ottenere la maggioranza assoluta (50,04%, contro il 49,96% di Bourguignon) e farle aggiudicare il seggio.

Secondo la regola voluta da Macron, dunque, Bourguignon dovrà lasciare la guida del dicastero della Salute, dopo essere stata in carica appena per  30 giorni, durante i quali aveva “avviato i cantieri” di alcuni progetti importanti, su tutti la conferenza di luglio con tutti gli stakeholders della salute, per discutere e mettere le basi con metodi nuovi alla riforma del settore. Progetti che ora potrebbero conoscere qualche ritardo o essere sottoposti a importanti “revisioni” e che – in ogni caso – non sarà più lei a portare avanti.

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