Il Messaggero su Farmacap: “Partita strategica per Gualtieri e per la Capitale”

Il Messaggero su Farmacap: “Partita strategica per Gualtieri e per la Capitale”

Roma, 21 giugno – Un articolo pubblicato ieri da Il Messaggero, lo storico quotidiano di Roma, torna sulla vicenda Farmacap per provare a fare il punto sulla situazione dopo le importanti decisioni (approvazione dei bilanci e del piano di risanamento) che la Giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri (nella foto) e l’Assemblea capitolina hanno assunto circa un mese fa ponendo le necessarie premesse per tirare fuori  l’azienda speciale che gestisce le farmacie comunali della Capitale dalla palude in cui era precipitata dopo dieci anni di commissariamento straordinario.

Nei prossimi giorni, sottolinea il quotidiano,  sarà consegnato al Campidoglio il bilancio 2021 dell’azienda e “il sindaco dovrà nominare il consiglio di amministrazione della società (le poltrone in ballo oscillano fra 3 e 5) e investire su Farmacap una ventina di milioni per ripianarne la voragine debitoria e consentirne il rilancio”. 

Sottolineato che  “il comune di Roma è fra i pochissimi soggetti al mondo che riesce a bruciare soldi pure con le farmacie che normalmente, anche se pubbliche, producono vagonate di profitti”, il giornale si sofferma sul tutt’altro che esaltante profilo finanziario di Farmacap: “20 milioni di debiti accumulati, un’enormità rispetto ai 300 dipendenti e alla trentina di milioni annui fatturati. L’azienda non ha portato i libri in tribunale sostanzialmente per caso. Commissariata nell’ultima fase della giunta Raggi (in realtà, il commissariamento dell’azienda ha radici ben più lontane: a deciderlo fu l’allora sindaco Gianni Alemanno nel 2012, NdR),  dalla scorsa estate è gestita da un’inedita coppia composta da un commissario, l’avvocato Jacopo Marzetti, ex garante per l’infanzia della Regione Lazio, e da un direttore generale, l’ingegnere Sebastiano Di Guardo, arrivato alla Farmacap per concorso dopo un’esperienza manageriale in Lombardia maturata presso farmacie pubbliche in forte attivo. In questi mesi Farmacap è riuscita a salvarsi per il rotto della cuffia fra qualche polverone sindacale”.

Registrando “segnali” che  – sembra di capire – l’articolo de Il Messaggero  interpreta come un inizio del nuovo corso post-commissariale (“farmacisti tornati in trincea lasciando vuota qualche comoda scrivania nella sede centralefarmacie che hanno iniziato a fare tamponi (che assicurano ottime entrate) esattamente come quelle private, sono stati ridiscussi i contratti con i grossisti per evitare che fossero proprio loro, con enormi crediti, ad appropriarsi della preziosa rete di farmacie pubbliche romane”), il quotidiano romano tira le somme su ciò che andrebbe fatto nell’immediato futuro: “Si tratterebbe di uscire dall’emergenza e di costruire un Consiglio di amministrazione in grado di assicurare lo sviluppo dell’azienda” scrive Il Messaggero. “In teoria l’orizzonte è chiaro: investire gli utili futuri delle farmacie meglio posizionate nella creazione di una rete di servizi in aree disagiate aprendo anche un’altra dozzina di punti vendita. Un piano semplice, ammesso che per le municipalizzate romane si possa usare questo aggettivo. Ma soprattutto un’operazione che, a differenza dal passato, non dovrebbe creare altri buchi nei conti del Campidoglio e dei contribuenti romani riportando le farmacie capitoline alla normalità e alla loro missione di servizio. Per questo” conclude il giornale capitolino “la partita che si gioca intorno a Farmacap equivale a un segnale politico e culturale, non solo economico, per tutta Roma”.

Valutazione, quest’ultima, che al netto di ogni considerazione può certamente essere condivisa.

Print Friendly, PDF & Email