Rasi: “Paxlovid, a dicembre scadranno 600mila dosi, non sappiamo usarlo”

Rasi: “Paxlovid, a dicembre scadranno 600mila dosi, non sappiamo usarlo”

Risultato immagine per guido rasiRoma, 20 giugno – Per avere  terapie contro Covid-19 “sostanzialmente diverse e risolutive dovremmo aspettare ancora un po’. Arriveranno, ma non è imminente” Also spracht Guido Rasi (nella foto),  docente di Microbiologia a Roma Tor Vergata  ed esperto con un prestigiosissimo cursus honorum, dalla direzione generale di Aifa a quella dell’Ema, fino all’ultimo incarico di super-consulente del commissario all’emergenza pandemica Francesco Paolo Figliuolo e, oggi, di  direttore scientifico Consulcesi.

“Il bagaglio degli antivirali anti-Covid è abbastanza modesto, sono una aggiunta importante, ma quel poco che abbiamo non lo usiamo” ha spiegato Rasi a Adnkronos Live. “È il caso dell’antivirale in pillola Paxlovid: abbiamo 600mila dosi in frigo che scadranno a dicembre perché ne abbiamo comprato un numero che aveva una sua logica, ma non avevamo un piano per usarlo e soprattutto non abbiamo formato gli operatori”.

“L’approccio standard per curare il Covid è cambiato ogni 2-3 mesi” ha detto ancora  Rasi “e non si è stati capaci, una volta scoperto il miglior approccio, di comunicarlo e formare gli operatori. C’è stata una mancanza di processi standardizzati, un vulnus enorme. Significa avere un sistema di formazione capillare e in pillole, fatto bene e che chiede 8-10 minuti di aggiornamento con alla fine una certificazione”.

Secondo Rasi, però, “in Italia ci sono medici che sanno usare bene gli antivirali contro il Covid, trattare i pazienti. I centri di eccellenza si vedono subito – ha quindi concluso l’esperto “quello deve essere lo standard immediato per le cure”.

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