Caruso, presidente dei virologi: “Omicron 5 il virus più contagioso al mondo”

Caruso, presidente dei virologi: “Omicron 5 il virus più contagioso al mondo”

Roma, 1 luglio – La variante Omicron 5 di Sars CoV2, “forse oggi può essere considerato il virus più contagioso al mondo e proprio in questa caratteristica sta la sua pericolosità”: rispetto al coronavirus che ci ha travolto come uno tsunami nelle prime fasi della pandemia “è sicuramente meno aggressivo, ma resta problematico perché nel provocare tante infezioni può arrivare facilmente anche alle persone più fragili”. Risultato immagine per arnaldo caruso virologo

Ad affermarlo, in un’intervista all’agenzia Adnkronos Salute, è Arnaldo Caruso (nella foto), presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), invitando appunto a non sottovalutare la sottovariante Omicron BA.5 destinata a diventare dominante. Il warning dell’esperto vale soprattutto in vista dell’autunno perché, avverte,  “a ottobre il virus ritornerà”, mentre l’ondata attuale è “la sorpresa che non ci si aspettava”, che però “potrebbe essere solo una fiammata fugace”.

“Viviamo sicuramente un rialzo che in questo momento non ci attendevamo” spiega lo specialista, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili, perché Sars-CoV-2 resta “un virus respiratorio” che in quanto totale “durante il periodo estivo si sarebbe dovuto trovare in una fase di remissione. Sapevamo che Omicron 5 riesce a infettare persone già vaccinate o guarite da un’infezione associata a precedenti varianti, quindi che in qualche modo è in grado di ‘bucare’ l’immunità vaccinale e quella naturale” in termini di capacità infettiva, ferma restando la protezione contro le forme più gravi di malattia Covid-19. “Però pensavamo che colpisse un po’ più avanti, non adesso”, osserva Caruso.

“Tuttavia quella in corso potrebbe essere una fiammata e nient’altro, come abbiamo visto succedere in altri Paesi, per esempio in Portogallo. Noi siamo un po’ in ritardo” afferma il virologo, e dunque ancora con una curva in crescita, “ma speriamo intorno a fine luglio, superato il picco, si possa avere un agosto più tranquillo che permetta di vivere vacanze serene”.

L’interrogativo è se la corsa di Omicron 5, meno cattiva come le altre ‘sorelle’ della famiglia Omicron, sia da considerare una cosa  buona oppure no.  Per Caruso, l’avvento di Omicron BA.5 ci dice che “il virus Sars-CoV-2 continua a evolversi e sicuramente questa caratteristica di riuscire a contagiare un po’ in tutti non è una buona notizia, perché infettando su grandi numeri Omicron 5 può raggiungere più facilmente anche le fasce fragili. Se è vero che la maggior parte di noi, o per la vaccinazione o per l’infezione naturale o per entrambe, ha sviluppato una base immunologica importante” e mantiene uno ‘scudo’ contro Covid grave, “dobbiamo fare comunque molta attenzione e proteggere chi questa base immunologica non ce l’ha: appunto le categorie più a rischio di patologia seria”.

Insomma, sottovalutare il virus ritenendolo ormai  “raffreddorizzato” non è davvero la miglior cosa da fare: “Certamente gli studi virologici ci dicono che Sars-CoV-2 è cambiato e che non colpisce i polmoni nello stesso modo di prima” riconosce l’esperto, ipotizzando che “le morti che continuiamo a vedere purtroppo ogni giorno” siano “collegate non a polmoniti virali classiche, bensì a complicanze diverse in pazienti già compromessi da diverse concause. Tuttavia, come tutti i virus, se attacca una persona senza difese immunitarie anche Omicron BA.5 può far male. Del resto – puntualizza lo specialista – può farlo anche la ‘semplice’ influenza che banale non è”.

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