Caldo e farmaci, i consigli di Federfarma su come conservarli e gestirli correttamente

Caldo e farmaci, i consigli di Federfarma su come conservarli e gestirli correttamente

Roma, 4 luglio – Il caldo torrido di questi giorni ha riportato d’attualità, tra gli altri, un classico problema di questa stagione dell’anno: come si conservano i farmaci quando le temperature sono stabilmente sopra i 30 gradi? E come fare a gestirli in modo corretto, considerando anche che bisogna portarli con sé in vacanza?  Roberto Tobia, segretario di Federfarma (nella foto), ha provato a dare una risposta all’agenzia Ansa, ricordando in primo luogo che tutti i  medicinali vanno tenuti in luogo fresco e asciutto, senza essere esposti a fonti dirette di calore, né a temperature superiori ai 30 gradi centigradi (il che, di questi tempi, può essere davvero problematico, soprattutto se si affronta un viaggio in automobile: in questo caso  è bene non lasciare i farmaci nel bagagliaio e portarli con sé  nell’abitacolo, dove – grazie all’impianto di climatizzazione del quale oggi dispongono praticamente tutte le auto – le temperature sono accettabili e non si corre il rischio che l’eccesso di caldo alteri il principio attivo del medicinale).

“Quando fa molto caldo oltre alla data di scadenza, va tenuta in conto la temperatura di conservazione dei farmaci, che non dovrebbe superare i 25 gradi”  ha spiegato Tobia all’Ansa. “Inoltre, è buona regola non portare i farmaci in borsa in spiaggia né lasciarli in auto al sole, ma tenerli in camera”. Sconsigliato anche lasciarli a casa o in albergo accanto a elettrodomestici in grado di produrre calore, come ad esempio il frigorifero o il forno.

Tobia ha quindi rivelato che “sarebbe opportuno, in qualsiasi caso, prima d’ingerire i farmaci, valutare che non vi sia stato un cambio di colore o di consistenza”. Queste regole valgono per tutti i medicinali, anche per i test fai da te, inclusi quelli per Covid 19, ma alcune categorie di medicinali sono “più soggetti a deperibilità, come i medicinali per il diabete, l’epilessia, gli anticoagulanti e gli antipertensivi”. È fondamentale conservare accuratamente anche colliri e antibiotici, ha voluto ricordare il segretario di Federfarma, trattandosi di medicinali che, una volta aperti, hanno una durata estremamente ridotta e subiscono facilmente alterazioni, tanto da dover essere conservati all’interno del frigorifero.

Tobia ha concluso con un warning che si recano in vacanza e si accingono al rito della tintarella: “Attenzione a esporsi al sole nel caso si assumano farmaci come cortisonici, antinfiammatori non steroidei o antibiotici, perché possono provocare dermatiti, eczemi o macchie sulla pelle”.

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