Covid, protocollo per prevenzione nei luoghi di lavoro, l’uso delle Ffp2 resta il baluardo

Covid, protocollo per prevenzione nei luoghi di lavoro, l’uso delle Ffp2 resta il baluardo

Roma, 4 luglio – È stato sottoscritto il 30 giugno scorso il protocollo che, in 13 punti, aggiorna e rinnova le misure per il contrasto e il contenimento di Sars-CoV-2 negli ambienti di lavoro, proposto alle parti sociali dai ministri del Lavoro e delle Politiche sociali e della Salute, che si sono peraltro resi disponibili a ulteriori confronti sulla materia.

Il documento tiene conto delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro, già contenute nei protocolli condivisi firmati dopo la dichiarazione dello stato di emergenza (14 marzo e 24 aprile 2020, 6 aprile 2021) maturati anche con il contributo tecnico-scientifico dell’Inail.

Il protocollo del 30 giugno (che aggiorna appunto quelle misure, tenendo ovviamente conto dei molti provvedimenti adottati nel tempo da governo e ministero della Salute) contiene linee guida condivise tra le parti, con il preciso obiettivo di agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio che tengano  conto della situazione epidemiologica attuale e guardino alla necessità di conservare misure efficaci per prevenire il rischio.

Schematizzando, le misure contenute nel protocollo riguardano:

  • le informazioni, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, a tutti i lavoratori e a chiunque entri nel luogo di lavoro del rischio di contagio da Covid-19
  • le modalità di ingresso nei luoghi di lavoro
  • la gestione degli appalti
  • la pulizia e la sanificazione dei locali e il ricambio dell’aria
  • le precauzioni igieniche personali
  • i dispositivi di protezione delle vie respiratorie
  • la gestione degli spazi comuni
  • la gestione dell’entrata e uscita dei dipendenti
  • la gestione di una persona sintomatica in azienda
  • la sorveglianza sanitaria
  • il lavoro agile
  • la protezione rafforzata dei lavoratori fragili.

Il protocollo dedica una particolare attenzione all’impiego dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2, rimarcando che le mascherine rappresentano un presidio fondamentale per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nei contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori, ovvero aperti al pubblico, o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. A tal fine, il datore di lavoro garantisce la disponibilità di Ffp2 per consentirne ai lavoratori l’utilizzo.

Inoltre, il datore di lavoro, dietro specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi sopra richiamati, individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (Ffp2), i quali dovranno essere indossati, serbando particolare attenzione ai soggetti fragili.

Tra le misure che il protocollo conferma ci sono anche i controlli all’ingresso: i dipendenti con temperatura superiore a 37,5° non potranno accedere al luogo di lavoro. Chi dovesse avere dei sintomi influenzale dovrà comunicarlo “tempestivamente” al datore di lavoro. Il lavoratore febbricitante non sarà inviato al pronto soccorso ma dovrà indossare subito la Ffp2 e contattare il proprio medico curante. Ingressi e uscite, al lavoro così come agli spazi comuni tipo mense, spogliatoi, distributori automatici, dovranno essere scaglionati per prevenire affollamenti.

Il datore di lavoro deve anche garantire la sanificazione periodica dei locali e delle postazioni di lavoro,  misura che andrà adottata con la massima tempestività se un dipendente risultasse Covid positivo. Il personale, inoltre, ha l’obbligo di rispettare tutte le misure igieniche raccomandate, a cominciare dal lavaggio delle mani.

Le parti si sono impegnate a incontrarsi ove si registrino mutamenti dell’attuale quadro epidemiologico che richiedano una ridefinizione delle misure di prevenzione condivise il 30 giugno, e in ogni caso entro il 31 ottobre 2022 per verificare l‘aggiornamento delle stesse misure.

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