Farmacie comunali, Assofarm e sindacati siglano il nuovo Ccnl: aumento di 113 euro

Farmacie comunali, Assofarm e sindacati siglano il nuovo Ccnl: aumento di 113 euro

Roma, 9 luglio – Dopo un trattativa a dir poco laboriosa e contrastata, passata anche la proclamazione dello stato di agitazione da parte dei sindacati dei dipendenti, poi sfociato in una giornata di sciopero in diverse città d’Italia, Assofarm e sindacati confederali hanno finalmente siglato lo scorso 7 luglio a Roma l’ipotesi di accordo del nuovo Ccnl delle “Farmacie Speciali – Assofarm”. L’accordo riguarda oltre 2000 lavoratrici e lavoratori occupati presso le circa 1700 farmacie comunali presenti sul territorio nazionale.
Questi, così come sintetizzati in una nota della Filcams, i contenuti dell’accoro. Per quanto riguarda il trattamento economico, è stato convenuto l’aumento di 113 euro a regime per il 1° livello, erogati in tre tranche (80 euro nel mese di luglio 2022, 18 euro nel mese di luglio 2023 e 15 euro nel mese di luglio 2024). A titolo di una tantum, con il titolo di indennità forfettaria di rinnovo contrattuale, sarà riconosciuto un importo di 500 euro sempre al 1° livello, da riparametrare per gli altri, erogato in due tranche uguali di 250 euro nel mese di luglio 2022 e nel mese di gennaio 2023. Aggiornate anche le indennità riconosciute ai quadri aziendali.
Con decorrenza dal 1° luglio 2022 (siamo nell’ambito del welfare), viene incrementato dello 0,5% il contributo a carico del datore di lavoro (portato all’1,5%) in caso di adesione del dipendente al fondo di previdenza complementare Previambiente.

L’accordo raggiunto demanda alla contrattazione di secondo livello, con un articolato appositamente definito, la flessibilità finalizzata a gestire i picchi di lavoro nelle località a prevalente vocazione turistica, attraverso il ricorso ai contratti a tempo determinato.
Alla luce delle significative riforme in ordine alle attività che possono essere esercitate nell’ambito della farmacia dei servizi, le parti hanno condiviso la costituzione di una Commissione paritetica che avrà il compito di monitorare l’evoluzione normativa e le conseguenti applicazioni, nella “farmacia dei servizi”, indicando proposte di implementazione e/o adeguamento della classificazione del personale dipendente. L’intesa conferma dunque la validità della contrattazione di secondo livello, disciplinando ambiti di intervento e tematiche demandate, con la titolarità affidata alle Rsa/Rsu congiuntamente alle organizzazioni sindacali territoriali.
Nel contratto sono stati anche apportati alcuni aggiornamenti normativi sul part time, ed è stata modificata la normativa sulla reperibilità, ampliando l’utilizzo dello strumento anche a farmacie con più di un dipendente. Altra novità ritenuta particolarmente rilevante dai sindacati per la sua importanza sociale è l’introduzione della norma sui congedi per le donne vittime di violenze, ampliando il periodo di congedo retribuito dai tre mesi previsti dalla normativa di legge ai sei mesi concordati nel testo contrattuale.

“È stato un percorso lungo e non privo di difficoltà”  ha commentato il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi (nella foto) dopo la firma dell’intesa “ma alla fine ci siamo dotati di uno strumento indispensabile per costruire una moderna farmacia dei servizi, capace di contribuire concretamente al rilancio della sanità territoriale italiana. Ringrazio di cuore la nostra delegazione sindacale per l’enorme impegno profuso, e in particolare il suo coordinatore, avvocato Roberto Rava. Ma sono anche grato ai sindacati dei nostri farmacisti, che anche nei momenti più duri del confronto hanno sempre condiviso con noi l’obiettivo di offrire una farmacia di eccellenza alle nostre comunità locali”.

Nei prossimi giorni, dopo la ratifica della Giunta esecutiva, la Assofarm indirà un’assemblea straordinaria per l’approvazione dell’accordo siglato il 7 luglio scorso, i cui contenuti (afferma una nota della sigla delle farmacie comunali)  “sono in linea con quanto autorizzato dall’Assemblea generale di Assofarm dello scorso 22 giugno”.

Anche i sindacati sottoporranno alla loro base i contenuti dell’accordo, attraverso la consultazione che si svolgerà nel corso delle assemblee aziendali e territoriali che consentirà a  lavoratrici e  lavoratori di esprimere la propria opinione sul testo dell’ipotesi di contratto e i suoi contenuti. Ma le sigle dei lavoratori non mancano di esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto al termine di una negoziazione complessa e caratterizzata da momenti di notevole tensione. Decisive, secondo Filcams, sono state le  mobilitazioni che “hanno permesso complessivamente di spostare le valutazioni aziendali anche sugli aumenti salariali – che consentono, dopo anni di mancati riconoscimenti, di riavviare la dinamica salariale, pur con il dato di inflazione attuale difficile da arginare nei suoi effetti immediati sul potere di acquisto delle persone – e sull’erogazione dell’una tantum, e hanno permesso di definire un contratto che ha portato anche ad alcune novità positive sul piano dei diritti.  Fondamentale, quindi, nel corso della trattativa è stata la capacità di mobilitazione che le lavoratrici e i lavoratori, insieme alle strutture territoriali, hanno avviato e agito a supporto del rinnovo”.

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