Devito (Mnlf): “Tamponi, alla sentenza della Consulta seguiranno nuovi capitoli”

Devito (Mnlf): “Tamponi, alla sentenza della Consulta seguiranno nuovi capitoli”

Roma, 11 luglio –  “Le sentenze si rispettano, questo non vuol dire che esse non siano criticabili”. Questo l’incipit del commento di Vincenzo Devito, presidente del Movimento nazionale liberi Visualizza immagine di originefarmacisti (nella foto), alla sentenza n. 171/2022 della Corte costituzionale depositata il 7 luglio scorso, che non ha rilevato profili d’incostituzionalità sull’esclusione delle parafarmacie dall’esecuzione dei tamponi antigenici.

“Non siamo stati noi a chiedere questa pronuncia” afferma Devito in un comunicato diffuso ieri “ma il Tar delle Marche, benché il Consiglio di Stato avesse chiesto di porre il quesito alla Corte di Giustizia di Bruxelles. Questo fatto peserà e molto sul proseguo di questa battaglia di giustizia che non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare”.

Nel merito della pronuncia, Devito rileva come diversi suoi aspetti siano censurabili, “tanto da far dubitare se gli estensori della stessa abbiano letto con la dovuta attenzione gli atti messi a loro disposizione”. Per il presidente di Mnlf la decisione della Consulta, in primo luogo, “non è una sconfitta delle parafarmacie, ma di tutti i farmacisti italiani in quanto viene negato in radice il ruolo professionale del farmacista e del suo operato, che se fosse stato valutato come prevalente non sarebbe stato di certo influenzato, come non è nella realtà, dal luogo ove questo viene esercitato”.

Quello che salta agli occhi e fa sorridere, a giudizio di Devito, “è quando la Corte afferma che la decisione di limitare il numero dei soggetti abilitati all’esecuzione dei tamponi, ovvero alle sole farmacie e non già alle parafarmacie, risponderebbe alla volontà del legislatore di non ‘sovraccaricare’ il sistema per poter rendere più agevole la ricezione dei dati. Un’affermazione che solo per il rispetto dovuto  all’istituzione non definiamo ridicola, ma che la dice lunga sulla conoscenza della realtà operativa dei sistemi informatici utilizzati”.

“Leggere affermazioni come quella fatta dalla Corte che la scelta del legislatore sarebbe stata orientata dalla volontà di tutelare la salute dei cittadini” afferma il presidente dei liberi farmacisti “non è solo una contraddizione in termini, in quanto si tratta  con l’estensione alle parafarmacie di far emergere il maggior numero di positivi al Covid proprio per limitarne la diffusione, ma un errore grossolano e grave”.

Devito, al riguardo, afferma che la scelta del legislatore “non è stata solo irragionevole e arbitraria rispetto alle esigenze dei cittadini, si veda a tale proposito le file davanti alle farmacie che oggi si stanno riproponendo, ma frutto di emendamenti provenienti proprio da chi a tutti gli interessi di creare nuove ‘bolle’ monopolistiche, di cui la ‘farmacia dei servizi’ si sta vestendo da tempo”.

“Qui non si parla di farmaci, ma di servizi da offrire ai cittadini, servizi che in molte Regioni, anche se parzialmente, le parafarmacie offrono, si veda la distribuzione dei prodotti per la celiachia o i presidi per incontinenti e diabetici, gestione che avviene con lo stesso sistema e con le stesse regole sulla privacy adottata per le farmacie” conclude Devito. “Nessuno si è mai lamentato del servizio che viene offerto, segno tangibile che non è questa la discriminante tra farmacie e parafarmacie sull’esecuzione dei tamponi. Perché limitare il numero di soggetti che possono offrire questi servizi? La discriminante è la volontà di non avere concorrenza, la discriminante è solo economica, perché l’esecuzione dei tamponi gonfia il fatturato delle farmacie. Certamente” conclude il presidente di Mnlf  “la storia sui tamponi non è finita, nuovi capitoli si stanno per aprire”.

Confermando così quanto il nostro giornale aveva facilmente previsto nell’articolo sulla sentenza n. 117/22 della Consulta pubblicato sabato scorso.

 

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