Aifa, antivirali per Covid in forte crescita, trattamenti di Paxlovid +107% in farmacia

Aifa, antivirali per Covid in forte crescita, trattamenti di Paxlovid +107% in farmacia

Roma, 12 luglio – Crescita a passo sostenuto delle prescrizioni di pillole antivirali contro Covid 19 nell’ultima settimana. Secondo il 14° rapporto dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa sull’impiego di questi medicinali somministrabili a domicilio, dal 30 giugno al 6 luglio le richieste di farmaco per molnupiravir (Lagevrio) di Msd sono aumentate del 22,4%, mentre sono salite del 32,1% quelle per Paxlovid (nirmatrelvir-ritonavir) di Pfizer.

Complessivamente, salgono a oltre 62mila (62.614) i pazienti Covid curati a casa con molnupiravir e Paxlovid: finora i trattamenti avviati per Lagevrio sono stati 34.626 e quelli avviati per Paxlovid 27.988, di cui oltre 8.323 attraverso la distribuzione per conto (Dpc) in farmacia. Considerando i dati al 5 luglio, si rileva rispetto all’ultimo rapporto di due settimane fa un aumento del 10,4% nei trattamenti avviati con Lagevrio e dell’33% per Paxlovid, ma con un raddoppio (+107%) per Paxlovid in Dpc. Finora Lagevrio è stato prescritto in un totale di 291 strutture, Paxlovid in 273. Il numero più alto di trattamenti avviati con la pillola di Merck dall’apertura del monitoraggio è quello del Lazio (4.771), mentre per Paxlovid in cima c’è la Lombardia (3.453).

Per quanto riguarda infine l’antivirale remdesivir, le voci sono due: risultano in totale 13.102 pazienti non ospedalizzati per i quali è stato avviato un trattamento con questa molecola (+11,9% rispetto all’ultimo monitoraggio) e 94.802 pazienti ricoverati in ospedale trattati col medicinale (+1,44%). Anche per remdesivir negli ultimi 7 giorni si registra un aumento, dell’11,5% per i non ospedalizzati e per il 26,5% in ospedale.

Il presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto), commentando in una nota il raddoppio dei trattamenti di Paxlovid ritirati nelle farmacie territoriali nelle ultime due settimane, ha voluto sottolineare “quanto sia stato decisivo il coinvolgimento dei farmacisti di comunità per rendere più facile e tempestivo l’accesso al farmaco, contribuendo a una migliore gestione di Covid 19 in questa nuova fase di crescita di contagi”.

“È bene rimarcare che la dispensazione del farmaco antivirale da parte del farmacista di prossimità avviene in modo assolutamente gratuito, senza costi a carico del cittadino e a impatto zero per il servizio sanitario” ha voluto ricordare Mandelli, che poi conclude puntualizzando che “gli antivirali, così come gli altri trattamenti somministrati a domicilio, rappresentano importanti strumenti contro il virus, ma è bene ricordare che il vaccino resta la principale arma a nostra disposizione per difenderci dall’infezione”.

Ma nell’ultima settimana crescono di oltre un terzo anche le prescrizioni degli anticorpi monoclonali anti-Covid sotrovimab (Xevudy) ed Evusheld (tixagevimab-cilgavimab), quest’ultimo usato in prevenzione. Secondo il 55°  report dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa sull’impiego di questi prodotti, dal 30 giugno al 6 luglio le richieste di farmaco sono aumentate del 32,7% per Xevudy e del 37,2% per Evusheld.

Complessivamente, secondo il monitoraggio delle prescrizioni, effettuato in 285 strutture nelle 21 Regioni della Penisola, salgono a 66.699 gli italiani che hanno ricevuto anticorpi monoclonali contro Covid-19 dal 10 marzo 2021 – quando questi medicinali sono stati autorizzati in via emergenziale nel nostro Paese – al 6 luglio. Rispetto all’ultima rilevazione, diffusa due settimane fa, i pazienti che hanno ricevuto questi farmaci sono aumentati del 3,2%. Sul totale di 66.699, sono 64.297 (+2,2%) quelli che hanno ricevuto monoclonali usati in terapia, e 2.402 (+30,3%) quelli trattati in profilassi con Evusheld. Dall’inizio del monitoraggio, la maggior parte dei pazienti trattati (23.957, +0,2% in 2 settimane) ha ricevuto la combinazione casirivimab-imdevimab (Ronapreve), seguita da sotrovimab (22.274, +6,2%), ritenuto il solo efficace contro Omicron.

In numeri assoluti, Veneto, Lazio e Campania sono in testa per maggiore utilizzo di monoclonali in terapia, mentre Lombardia, Veneto e Lazio guidano le prescrizioni di Evusheld, non ancora partite in tutte le Regioni  e Province autonome (mancano all’appello Valle d’Aosta, Trento e Molise).

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