Farmacap, piano di risanamento fermo al palo, i sindacati: “Parta subito il nuovo corso”

Farmacap, piano di risanamento fermo al palo, i sindacati: “Parta subito il nuovo corso”

Roma, 12 luglio – Il “fermo biologico” seguito all’approvazione dei bilanci e del piano di risanamento di Farmacap  in Assemblea capitolina ormai quasi due mesi fa, comincia a preoccupare le rappresentanze sindacali aziendali dei lavoratori. Alle due fondamentali decisioni della nuova amministrazione capitolina, infatti, non hanno ancora fatto seguito le decisioni coerenti e conseguenti, a partire dalla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione dell’azienda speciale. Il risultato, osservano le Rsa Filcams, Fisascat, Uiltucs e Usi, è che “prosegue la gestione precedente, senza che siano state attivate tutte le risorse finanziarie necessarie al rilancio della Farmacap, né che sia stato definito, anche da un confronto con le organizzazioni sindacali, il nuovo contratto di servizio.  Questo ritardo non fa che aggravare le condizioni di lavoro e diminuisce la qualità dei servizi erogati dalle farmacie”.

I rappresentanti dei lavoratori, in un comunicato stampa diffuso alla fine della scorsa settimana, mettono in fila i problemi ai quali è necessario subito mettere mano: il primo e più urgente “è l’assunzione di nuovo personale farmacista, tramite concorso pubblico, visto che tra pensionamenti e dimissioni volontarie il numero dei farmacisti è ridotto all’osso (ne mancano 40) con difficoltà di copertura dei turni di lavoro, e conseguentemente, con seri rischi rispetto alla corretta fruizione delle ferie, con un incremento dei turni coperti da un solo addetto per farmacia”. Ma non è certo l’unica criticità: “Servono importanti investimenti strutturali, sulla strumentazione tecnica e tecnologica” scrivono i sindacati, che reclamano anche il riconoscimento e la corresponsione dei crediti importanti che i lavoratori vantano sia per la mancata erogazione dei buoni pasto sia per il riconoscimento di istituti contrattuali disattesi. Restano poi ancora irrisolte le questioni relative alla salute e alla sicurezza del lavoro, compresa la questione delle Rls, e vanno al più presto ripristinate corrette relazioni sindacali, oggi ridotte ai minimi termini, “per una sostanziale indisponibilità dell’attuale Direzione generale”, sostengono i sindacati, “ad affrontare seriamente le numerose problematiche esistenti”. La lista delle “cose da fare subito” dei sindacati si chiude con la richiesta di una sollecita selezione interna per la copertura del ruolo di direttrice/ore di farmacia.

“Per far fronte a tutto questo è urgente avviare un nuovo corso per l’azienda, sia gestionale (nuovo direttore generale), sia con la nomina di un Consiglio di amministrazione” scrivono i sindacati. “Non possiamo infatti ritenere positiva l’esperienza ormai annuale dell’attuale direttore generale, poiché riteniamo che non abbia voluto risolvere le problematiche organizzative anche più semplici, che non richiedevano investimenti economici, o quelle previste contrattualmente, anche al netto delle difficoltà oggettive ereditate, con un atteggiamento di forte diffidenza per le organizzazioni sindacali, tranne forse una, l’Ugl,  solo apparentemente oppositiva”.

I sindacati stigmatizzano  in particolare alcune reiterate affermazioni che lo stesso Dg avrebbe fatto in passato riferendosi al personale farmacista, da lui ritenuto sufficiente numericamente, ma semplicemente ‘mal distribuito’. Valutazione che, per i sindacati, è espressione “di un approccio che lega la diminuzione dei ricavi al costo del personale, come se le farmacie e i servizi potessero andare avanti comunque, a prescindere dal numero di addetti“. Ma viene criticata anche “la ritrosia a trovare soluzioni per un accordo sugli spostamenti e trasferimenti di personale, oltre che sulla questione Rls; le spiegazioni insufficienti a giustificazione di un diverso regime orario di alcuni uffici amministrativi, che disattende puntualmente la delibera commissariale n.7/2020, nella giornata del sabato, concedendo esoneri ad hoc, a discapito di altri uffici, tenuti al rispetto dei regolamenti”.

Riserve anche sulla volontà manifestata dal Dg, in occasione dell’ultima riunione con direttrici e direttori di farmacia, di voler costituire gruppi di lavoro partecipati per dar vita a progetti belli sulla carta, ma che continuano a non fare i conti  “con le attuali e drammatiche condizioni di lavoro, dove spesso il problema sono i pc e/o telefoni guasti e di scarsa qualità, oltre ovviamente alla carenza di personale, mentre preoccupante è stato il passaggio, come ci riferiscono, in cui ha ricordato di avere il mandato a valutare le farmacie ‘infruttuose’ per atti di cessione o concessione a terzi, secondo quanto previsto dalla delibera n. 35, approvata dall’Assemblea capitolina”.

Farmacap e chi ci lavora, così come i cittadini e la città, non hanno davvero bisogno di questa sorta di continuità nella cattiva gestione, concludono i sindacati, ma vogliono invece che abbia finalmente inizio un nuovo corso,  “con un Consiglio di amministrazione e nuovo management che si prenda in carico convintamente del servizio pubblico e provi a rilanciarlo seriamente, poiché il pubblico può funzionare bene, anche meglio del privato. Come Rsa e come organizzazioni sindacali siamo disponibili a fare la nostra parte, ma solo su queste premesse. Le scelte devono essere fatte adesso, serve urgentemente un nuovo corso”.

 

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