Quarta dose, aumenta richiesta di vaccini in farmacia. Mandelli: ‘C’è fiducia nei farmacisti’

Quarta dose, aumenta richiesta di vaccini in farmacia. Mandelli: ‘C’è fiducia nei farmacisti’

Roma, 14 luglio –  L’impetuosa crescita dei contagi di Covid,  alimentata dalle ultime varianti di Omicron, sta spingendo numeri sempre più consistenti di cittadini a correre ai ripari. Negli ultimi giorni si è prima assistito nelle farmacie territoriali del Paese alla considerevole crescita della richiesta di tamponi  e,  poi a un rilevante aumento della richiesta di vaccinazioni, dopo l’annuncio di due giorni fa delle autorità europee, subito seguito dalle  decisioni coerenti e conseguenti di quelle italiane, dell’allargamento dell’offerta della quarta dose di vaccino (secondo booster) a tutti i fragili e a tutti i cittadini over 60.

Ne riferisce il presidente della Fofi Andrea Mandelli (nella foto), che legge nei due fenomeni  “un segnale molto positivo per il Paese e un enorme successo per la professione: la fiducia riposta nei farmacisti di comunità, oggi uno dei pilastri della vaccinazione, è un’ulteriore sottolineatura del ruolo svolto durante la pandemia e del contributo fondamentale che i farmacisti possono dare alla campagna vaccinale in questa fase di incremento esponenziale dei contagi”.

“La forte richiesta di prenotazioni testimonia la maggiore consapevolezza da parte dei cittadini sull’efficacia del vaccino che, sebbene non dia la certezza di evitare il contagio, rappresenta l’unica arma a disposizione per proteggersi dalla malattia grave da Covid” argomenta Mandelli. “Molte persone, soprattutto anziane, attendevano l’allargamento della campagna per mettersi in sicurezza”.

“I farmacisti di comunità sono pronti a dare il massimo contributo per rilanciare la campagna vaccinale e rispondere alle richieste dei cittadini” sottolinea il presidente della federazione professionale. “Nell’attuale quadro epidemiologico, la vaccinazione è fondamentale non soltanto per difendere le persone più vulnerabili dai rischi associati all’infezione da Sars CoV 2, ma anche per proteggere il servizio sanitario dalla pressione sulle strutture ospedaliere che può compromettere l’erogazione delle cure a beneficio di tutti i cittadini”.

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