Equivalenti, tre italiani su quattro chiedono campagne informative per saperne di più

Equivalenti, tre italiani su quattro chiedono campagne informative per saperne di più

Roma, 18 luglio – Tre italiani su quattro vorrebbero una campagna informativa che li aiutasse a sapere tutto il necessario sui farmaci equivalenti: il dato emerge da un sondaggio di Emg Different, secondo il quale il 74% degli intervistati si è appunto espresso in favore di campagne di informazioni mirate sui generics. Se ne è parlato in occasione del dibattito online Farmaci generici: una scelta di valore in farmacia, terzo talk della serie Scelte di salute, promosso da Sandoz.

Le parole chiave per rispondere alla richiesta di “saperne di più, sono  “formazione, informazione e valore”, almeno secondo  secondo gli esperti intervenuti al dibattito: Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma (nella foto); Tiziana Nicoletti, responsabile del coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici di Cittadinanzattiva ed Enrica Tornielli, responsabile dei Pharmaceutical Affairs di Sandoz Italia.

“Come Cittadinanzattiva”  ha ricordato Nicoletti “abbiamo dato vita alla campagna Io equivalgo. In Sicilia e Puglia (che, come le altre Regioni del Sud, registrano un consumo medio di generici che è la metà di quello delle regioni del Nord, 21% vs 43%, NdR) abbiamo fatto un protocollo d’intesa per fare questa campagna informativa sul farmaco equivalente alla cittadinanza. Al progetto partecipano medici di famiglia, farmacie, associazioni pazienti, infermieri e società scientifiche: coinvolge i protagonisti della sanità per far conoscere il farmaco equivalente”. Il farmacista “si è ritagliato un ruolo di riferimento per il cittadino, specie nei piccoli territori” ha osservato Nicoletti. “I cittadini ascoltano molto quello che consiglia, ma ascoltano soprattutto i medici di medicina generale: è da lì che ci si aspetterebbe un aiuto”.

In ogni caso, “abbiamo realizzato anche una campagna informativa coinvolgendo i ragazzi delle scuole, avvicinandoli all’informazione sulla salute e la sanità. Da loro” ha aggiunto la rappresentante di Cittadinanzattiva “abbiamo capito che una app può essere utile perché, per esempio, per il mal di testa prendiamo il farmaco per abitudine e se cambiamo abbiamo paura che il mal di tesa non vada via. Si tratta di scardinare l’idea di fare le cose sempre allo stesso modo. Servono campagne informative. Con la App, che possiamo scaricare sul cellulare, se digitiamo il principio attivo, sappiamo se esiste il generico. Servono campagne di informazione dirette al medico, al paziente e al farmacista, ma anche tra cittadini, il passaparola. Strumenti di digitalizzazione come le app possono aiutarci”.

Per Cicconetti, uno degli aspetti centrali della questione è il ruolo della formazione degli operatori sanitari. Al riguardo, soffermandosi sullo specifico della sua categoria, il presidente di Federfarma Roma ha voluto ricordare che “la professione del farmacista è in evoluzione estremamente dinamica. Significa che si deve continuamente formare. Alla base serve una formazione che vada oltre quella universitaria”.  Per Cicconetti, “le campagne informative si possono fare sia verso l’esterno, ma anche all’interno, ai professionisti. Ci vuole una campagna informativa rivolta anche a tutti gli operatori sanitari. Molte aziende producono generici sulla stessa linea produttiva del branded, quindi di fatto non c’è differenza tra i due farmaci e questo la dovrebbe dir lunga sull’identicità tra originale ed equivalente, sotto il profilo di efficacia e sicurezza: ogni profilo”.

“La campagna informativa per gli operatori sanitari deve essere molto forte dal punto di vista tecnico”  ha quindi sottolineato il presidente dei titolari romani  “per far capire che non c’è differenza tra originator ed equivalenti. Inoltre l’empatia è importantissima, ma non la si studia. Noi facciamo corsi post laurea per comunicare con il paziente, cosa che è estremamente complicata e faticosa. Un conto infatti è parlare con un cliente giovane e preparato, un altro con un pensionato in evidente ‘digital divide’. L’ecosistema in farmacia è molto vario” ha concluso Cicconetti. “Questo dovrebbe essere uno dei punti focali, nodali per la formazione del farmacista”.

Esponendo il punto di vista delle aziende produttrici di farmaci, Tornielli ha affermato che esse si stanno muovendo puntato sul concetto di valore. “Nello specifico  il focus è ampliare l’accesso alle cure, sia al farmaco, cioè renderlo disponibile alle persone che ne hanno bisogno” ha detto la rappresentante di Sandoz Italia. “Ma anche l’accesso alle informazioni mediche a chi è coinvolto in prescrizione e dispensazione del farmaco e del medicinale equivalente in particolare”.

“Nell’informazione, da parte del farmacista, il dialogo efficace è importante” ha proseguito Tornielli. “Per favorire questo processo, abbiamo un programma di iniziative che si chiama Sandoz plus. Nell’area produttività abbiamo inserito una serie di iniziative per la semplificazione delle operazioni amministrative quotidiane del farmacista, perché abbia più tempo da dedicare al dialogo con il paziente. Le iniziative della formazione si rifanno alla partecipazione ai corsi che siamo in grado di offrire per la consulenza ai pazienti. Sull’innovazione, terza area del progetto”, l’obiettivo “è dare al farmacista gli strumenti tecnologici per l’uso dei social media”.

La dirigente Sandoz ha quindi annunciato che la sua azienda sta per dare il via a una campagna informativa “perché il paziente in strada veda qualcosa che gli ricordi, quando entra in farmacia, cosa sia un medicinale equivalente e si possa accendere una lampadina che possa far ricordare di chiedere”, da un lato, “o di capire la proposta del farmacista per questo switch. Il contributo per rendere questa scelta, all’interno della farmacia, una scelta di valore – ha concluso Tornielli – è dare lo strumento al farmacista che permetta di avere tempo per dialogare con il paziente e per dare l’informazione in modo fruibile”.

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