Trasferimento sede Ema ad Amsterdam, respinti dalla Corte Ue i ricorsi italiani

Trasferimento sede Ema ad Amsterdam, respinti dalla Corte Ue i ricorsi italiani

Roma, 18 luglio – Ultimo atto per l’annosa vicenda della sede dell’Ema, trasferita nel 2017  (per effetto della Brexit) da Londra ad Amsterdam, con una decisione che suscito molte polemiche e un lungo contenzioso, con il nostro Paese protagonista. La città con le maggiori credenziali tra quelle candidatesi a ospitare l’agenzia regolatoria europea era infatti Milano, e si pensava (non solo in Italia) che l’Ema avrebbe finito per accasarsi proprio nella capitale lombarda. Cosa che invece notoriamente non avvenne: la sede dell’agenzia venne infatti assegnata, nonostante all’epoca non avesse nemmeno una sede adeguata per ospitarla. Inevitabili le proteste e i ricorsi, che qualche giorno fa hanno conosciuto il loro definitivo epilogo: la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha infatti respinto in toto i ricorsi presentati dall’Italia e dal Comune di Milano contro la scelta di Amsterdam, I giudici lussemburghesi si sono espressi nello stesso senso anche sul ricorso presentato dal Parlamento europeo contro la decisione del 2019 di fissare la sede dell’Autorità europea del lavoro a Bratislava.

In entrambi i casi, osservano i giudici della Curia, si tratta di decisioni adottate collettivamente e di comune accordo dai governi degli Stati membri. Essendo state adottate dagli Stati in un settore in cui i trattati non prevedono l’intervento degli Stati medesimi, le decisioni “sono prive di qualsiasi effetto giuridico vincolante nel diritto dell’Unione“. Si tratta di decisioni politiche degli Stati membri, che non possono essere oggetto di un ricorso di annullamento in base all’articolo 263 del Tfue, il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

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