Oms-Unicef: “A causa di Covid, drammatico crollo delle coperture vaccinali dei bambini”

Oms-Unicef: “A causa di Covid, drammatico crollo delle coperture vaccinali dei bambini”

Roma, 19 luglio – Crollano le coperture per le vaccinazioni dei bimbi, che nel 2021 hanno fatto registrare “il calo più grande registrato negli ultimi 30 anni”. Solo per la trivalente contro difterite, tetano e pertosse (Dtp), sono 25 milioni i bambini che non hanno ricevuto un’immunizzazione potenzialmente salvavita. A lancire l’allarme rosso sono l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Unicef, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia: “La pandemia di Covid-19 – dichiarano – alimenta il più grande arretramento delle vaccinazioni pediatriche degli ultimi tre decenni”.

La percentuale di bimbi che hanno avuto tre dosi di vaccino Dtp, considerato un indicatore generale della copertura vaccinale, è scesa di cinque punti percentuali tra il 2019 e il 2021, all’81%: “Il livello più basso dal 2008”, segnalano Oms e Unicef. Tradotto in numeri, significa che “25 milioni di bambini solo nel 2021 hanno perso una o più dosi di Dtp attraverso i servizi di immunizzazione di routine. Si tratta di 2 milioni in più rispetto al 2020 e di 6 milioni in più rispetto al 2019”, un’escalation indicativa del “numero crescente di bambini a rischio di patologie devastanti, ma prevenibili”. Anche “la copertura per l’anti-morbillo, prima dose, è scesa all’81% nel 2021, sempre il livello più basso dal 2008. Ciò significa che 24,7 milioni di bimbi hanno perso la prima iniezione di vaccino” contro la malattia.

Secondo l’analisi di Oms e Unicef, della quale riferisce un lancio di AdnKronos Salute, il trend è dovuto “a molti fattori, tra cui un aumento del numero di bambini che vivono in contesti di conflitto e fragili, in cui l’accesso alle vaccinazioni è spesso difficile; una maggiore disinformazione; problemi correlati a Covid-19, come interruzioni dei servizi e della catena di approvvigionamento”, concentramento delle “risorse sugli sforzi di risposta e contenimento” del virus, “misure che limitavano l’accesso” ai servizi “e la disponibilità del servizio” stesso “di immunizzazione”.

Visualizza immagine di origineÈ Catherine Russell (nella foto), direttore esecutivo dell’Unicef, a parlare di “allarme rosso per la salute dei bimbi. Siamo assistendo al più grande calo dell’immunizzazione infantile in una generazione. Le conseguenze si misureranno in vite”, avverte. Se l’effetto pandemia era previsto, “quello che stiamo vedendo ora è un declino che continua: Covid-19 non è una scusa. Abbiamo bisogno di un recupero delle vaccinazioni per i milioni che le hanno perse, o assisteremo inevitabilmente a più focolai, più bambini malati e una maggiore pressione sui sistemi sanitari già stressati”.

Dopo il primo ‘shock coronavirus’, “si sperava che il 2021 sarebbe stato un anno di ripresa” osservano ancora le due agenzie dell’Onu per la salute e per l’infanzia. Un anno durante il quale i programmi di immunizzazione sarebbero ripartiti e le vaccinazioni pediatriche perse nel 2020 sarebbero state recuperate. Invece, la copertura dell’anti-Dtp è scesa appunto “al livello più basso dal 2008”. Un dato che, “insieme alla riduzione della copertura per altri vaccini base, ha spinto il mondo fuori strada” nel viaggio verso gli indici di immunizzazione fissati dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

La copertura vaccinale è diminuita in ogni regione, con l’Asia orientale e il Pacifico occidentale che hanno riportato l’inversione di rotta più marcata per il vaccino trivalente, perdendo 9 punti percentuali in 2 anni. Preoccupazione anche per le vaccinazioni anti-papillomavirus umano (Hpv): “A livello globale, oltre un quarto della copertura raggiunta nel 2019 è andata perduta” indicano Oms e Unicef, paventando “gravi conseguenze per la salute di donne e ragazze, considerando che la copertura relativa alla prima dose di vaccino anti-Hpv è del 15% appena, nonostante i primi prodotti siano stati autorizzati oltre 15 anni fa”.

A peggiorare il quadro, c’è il fatto che “questo storico arretramento dei tassi di immunizzazione sta avvenendo in un contesto di rapido aumento dei tassi di malnutrizione acuta grave”, sottolineano le due agenzie, evidenziando che “un bambino malnutrito ha già un’immunità indebolita, e senza vaccinazioni una malattia pediatrica comune può ucciderlo rapidamente”. Il mix delle due emergenze, fame e gap vaccinale, “minaccia di creare le condizioni per una crisi della sopravvivenza infantile”.

“La pianificazione e la lotta contro Covid-19 dovrebbero anche andare di pari passo con la vaccinazione contro malattie mortali come morbillo, polmonite e diarrea”  afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms (nella foto). “Non è questione di fare una cosa o l’altra, è possibile farle entrambe”. E alcuni Paesi, ai quali “va un plauso”, ci sono riusciti, controllando il crollo: per esempio l’Uganda, che “ha mantenuto alti livelli di copertura nei programmi di immunizzazione di routine, implementando al contempo un programma mirato di vaccinazione anti-Covid”, e il Pakistan che “è tornato ai livelli di copertura vaccinale pre-Covid, grazie all’impegno del governo e alle azioni intraprese per recuperare il ritardo”.

“Saranno necessari sforzi monumentali per raggiungere livelli universali di copertura e prevenire epidemie”, concludono Oms e Unicef, ricordando che “livelli di copertura inadeguati hanno già provocato focolai evitabili di morbillo e poliomielite negli ultimi 12 mesi, confermando il ruolo vitale dell’immunizzazione nel mantenere sani bambini, adolescenti, adulti e società”.

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