A Napoli l’11 settembre il 3° congresso nazionale Sinasfa, il Ccnl al centro dei lavori

A Napoli l’11 settembre il 3° congresso nazionale Sinasfa, il Ccnl al centro dei lavori

Roma, 29 agosto – Sarà l’hotel Holiday Inn di Napoli (via Domenico Aulisio, Centro direzionale Isola A3, E6) a ospitare domenica 11 settembre il terzo congresso nazionale di Sinasfa, il Sindacato nVisualizza immagine di origineazionale dei farmacisti non titolari presieduto da Franco Imperadrice (nella foto). I lavori cominceranno alle ore 9, con una sessione dedicata ai soli iscritti al sindacato, nel corso della quale si procederà a nominare il nuovo consiglio direttivo e il revisore unico dei conti, oltre che all’approvazione di alcune modifiche statutarie finalizzate a una più funzionale e incisivo funzionamento della sigla sindacale.

L’appuntamento congressuale entrerà quindi nel vivo a partire dalle 11.15, quando tutti i partecipanti all’evento  – iscritti o meno a Sinasfa – potranno dibattere un tema che rappresenta ancora una ferita ancora aperta per moltissimi farmacisti non titolari, ovvero i contenuti del nuovo contratto nazionale di lavoro delle farmacie private, un accordo che giusto un anno, fa venne sottoscritto “tra molti disaccordi” (come titolò all’epoca il servizio di copertina del mensile dell’Ordine di Roma RIF), dopo una “vacanza” di ben otto anni.

“Riflessioni sul nuovo Ccnl” è appunto il titolo dell’assise, accompagnato da una domanda che esplicita fin da subito impostazione e direzione del dibattito: “È possibile cambiare questo sistema che ignora completamente le aspettative dei farmacisti collaboratori e favorisce solo gli interessi dei titolari?”

A spiegare il senso di un sottotitolo che suona come una scoperta “provocazione” polemica è lo stesso Imperadrice: “A giudicare dallo sdegno dei colleghi sembrerebbe che questo rinnovo del contratto si stia trasformando in un boomerang che potrebbe anche diventare qualcosa di molto più importante, se ci si organizza per bene” afferma il presidente di Sinasfa.  “Firmare un contratto che non ha dato nessun riconoscimento economico dopo anni di sacrifici è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. È stato un grosso errore di valutazione credere  che si potesse accettare un rinnovo del genere, perché non si è tenuto conto che tanti farmacisti hanno  una famiglia da mantenere con figli da crescere, da mandare a scuola e infinite spese da sostenere. Ognuno può comprendere che aggiungere due euro al giorno a uno stipendio che è già da sempre inadeguato per dei professionisti non ha migliorato di nulla la nostra condizione economica”.

Per chi non li avesse ben chiari, il presidente di Sinasfa mette in fila tutte le “indecenze” (secondo il suo giudizio) dell’ultimo rinnovo contrattuale: “Zero euro di una tantum per i nove anni di vacanza contrattuale; 80 euro lordi di aumento che sono pari a poco più di 60 euro netti al mese che equivalgono a circa 25 centesimi l’ora ossia a circa due euro al giorno. Poi zero euro per i tamponi (fatevi i conti di quanti soldi avete fatto fatturare e guadagnare alla farmacia a costo zero), zero euro per i vaccini anticovid, zero euro per i servizi che già fate da tempo” elenca Imperadrice, compilando un vero e proprio cahier de doleances. “Un livello Q2 che avrebbe dovuto  essere un riconoscimento professionale che tradotto in moneta sono meno dei due euro al giorno, livello che secondo logica e giustizia  andava assegnato a tutti i colleghi che fanno qualsiasi tipo di servizio, invece pochi lo hanno avuto e ciò ha creato non poca rabbia e indignazione in migliaia di colleghi che pur facendo da anni tanti servizi si sono sentiti dire ‘A te non spetta’. Perdita delle 40 ore dei permessi retribuiti per i colleghi assunti da novembre 2021 in poi, questo vale per tutti, se cambi farmacia dovrai attendere sei anni per poter godere nuovamente di questo diritto cancellato in questo Ccnl”.

Ma la lista delle rimostranze non è finita: “Un rinnovo che ha lasciato i colleghi delle rurali ancora una volta  con circa uno stipendio in meno rispetto ai colleghi che lavorano nelle farmacie urbane pur avendo spesso spese di trasporto nettamente superiori e che ci ha lasciati nel comparto del commercio quando tutta la categoria chiedeva di essere posta nel comparto della sanità” sottolinea Imperadrice. “Ma certamente ogni collega avrebbe qualcos’altro da aggiungere su quello che sarebbe stato giusto avere e su quelle  che erano le aspettative,  in primis sulla parte economica che in un momento di crisi come questo che stiamo vivendo ha totalmente abbattuto il nostro potere di acquisto. Eppure come se tutto questo non bastasse, si continua a lavorare su protocolli di intesa che porteranno altro fatturato nelle farmacie e ulteriori aggravi per migliaia e migliaia di farmacisti collaboratori”.

“Sinasfa ritiene che lo sdegno non debba restare confinato nei singoli colleghi, non servirebbe a nulla” spiega Imperadrice. “Ormai abbiamo la  consapevolezza che nessuno ha mai fatto e farà i nostri interessi per cui sta a tutti noi organizzarci al meglio per evitare che si continuino ad affidarci ulteriori mansioni da fare gratis e per evitare che il prossimo rinnovo sia peggiore di questo”.

Il sistema va riequilibrato, sostiene il presidente di Sinasfa,  sostenendo che esiste la possibilità di farlo “perché  siamo in netta maggioranza, c’è un rapporto di due  a uno se non addirittura di tre a uno collaboratori /titolari. La  possibilità di cambiare le cose c’è e dipende solo da noi,  dobbiamo organizzarci perché la qualità della nostra vita privata e professionale ha raggiunto livelli non più sostenibili”.

È difficile, a due settimane dal congresso, prevedere se l’11 settembre le temperature a Napoli saranno quelle bollenti che hanno caratterizzato l’estate 2022. Piuttosto facile prevedere, però, che all’interno dell’Holiday Inn della capitale partenopea i farmacisti non titolari di Sinasfa hanno tutta l’intenzione di rendere il clima incandescente…

 

 

Print Friendly, PDF & Email