Polemiche assunzione medici cubani, Anelli: ‘Bagarre elettorale, lasciare fuori gli Ordini’

Polemiche assunzione medici cubani, Anelli: ‘Bagarre elettorale, lasciare fuori gli Ordini’

Roma, 2 settembre –  Gli Ordini professionali devono essere tenuti fuori dalla bagarre politica della campagna elettorale, in quanto  “enti sussidiari dello Stato, che difendono interessi generali”. Ad Risultato immagine per filippo anelliaffermarlo, con toni particolarmente decisi, è stato il presidente della Federazione degli ordini dei medici Filippo Anelli (nella foto), censurando la sortita con la quale il  presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso di una seduta del Consiglio regionale, ha giustificato la decisione di assumere in via temporanea medici cubani per ovviare alla carenza di personale medico e ha aperto una polemica contro gli Ordini dei medici calabresi.

“Non accettiamo in nessuna maniera che, per finalità forse di propaganda elettorale, o per qualunque altro fine estraneo a questi obiettivi, si gettino ombre, sospetti, sull’operato delle nostre istituzioni” ha detto Anelli. “I toni e i contenuti utilizzati dal presidente Occhiuto ci sembrano del tutto fuori luogo nei confronti di enti che hanno sempre fatto il loro dovere, al di sopra di ogni interesse di parte, come dimostrato nella gestione della pandemia. Ci aspettiamo pubbliche scuse. Ci aspettiamo che il presidente chieda scusa a chi, come noi, come gli Ordini, come la Fnomceo, combatte da tanti anni, in un silenzio assordante da parte della politica, contro le disuguaglianze e per la tutela della salute”.

“Riconosciamo al presidente Occhiuto il merito di aver portato alla luce un problema importante, quello della carenza di medici specialisti, che, come Ordini e come Fnomceo, denunciamo e preannunciamo, anche qui inascoltati, da decenni, da quando ci sarebbero stati i tempi per evitare il peggio” ha detto ancora il presidente della federazione professionale. “Problema che ha portato a quelle che abbiamo definito, senza reticenze, aberrazioni del sistema, come i medici a gettone gestiti dalle cooperative. E che porta ora a cercare in fretta situazioni emergenziali, rispetto alle quali non possiamo, ancora una volta, tacere le nostre perplessità, sempre con l’obiettivo ultimo, e unico, della tutela della salute pubblica”.

Anelli ha chiarito che gli Ordini dei medici non sono contrari a che vengano impiegati, in via temporanea, medici stranieri, ma si oppongono “a un doppio binario, se questo rischia di portare a un abbassamento della qualità dell’assistenza. I medici italiani seguono un percorso formativo che va dai nove agli undici anni e sono sottoposti a obblighi quali, ad esempio, quello vaccinale e quelli deontologici. E chi certifica le competenze e i requisiti necessari al corretto svolgimento della professione? Gli Ordini, con l’iscrizione agli Albi. I medici stranieri, cubani, argentini, albanesi, assunti tramite una norma che aveva un senso durante l’emergenza Covid ma che non può essere ora prorogata sic et simpliciter, portandola a sistema, sono assunti derogando a due controlli fondamentali”.

Per Anelli, la norma che “con troppe deroghe consente l’impiego dei medici stranieri va dunque corretta, restituendo al ministero della Salute il compito che gli è proprio, di riconoscere l’equivalenza dei titoli, e prevedendo, per i medici e gli odontoiatri che si rendono disponibili a esercitare in Italia, l’iscrizione ai nostri Ordini“.

Il presidente Fnomceo ha quindi avanzato una riflessione: “La carenza di specialisti e di medici di medicina generale, da cui nascono tutte le storture del sistema, medici a gettone, cooperative che si sostituiscono al Servizio sanitario nazionale, medici stranieri, e, più a monte, ‘camici grigi’, laureati, abilitati, costretti ad attendere per anni di poter accedere alle scuole di specializzazione, nasce da decenni di errata programmazione, da parte delle Regioni” ha affermato Anelli “che hanno preferito risparmiare lesinando le borse ai medici, rimandando sine die la risoluzione strutturale del problema. Non si cerchi ora, per rimescolare le carte e non assumersi le proprie responsabilità, di trascinare gli Ordini in una bagarre elettorale alla quale sono, per loro natura, estranei”.

Per il presidente della Fnomceo vanno invece trovate,  “tutti insieme, soluzioni condivise per un’assistenza di qualità a tutela della salute. Cominciando dal rendere strutturale l’aumento delle borse voluto dal ministro della Salute, Roberto Speranza, di concerto con i ministri Messa e Franco, con una norma di legge che preveda, per ogni laurea in Medicina, un posto nelle scuole di specializzazione o al corso per la Medicina generale”.

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