Elezioni, monitoraggio Gimbe su programmi partiti per la sanità: “Parziali e deludenti”

Elezioni, monitoraggio Gimbe su programmi partiti per la sanità: “Parziali e deludenti”

Roma, 8 settembre –  I programmi dei partiti che si fronteggiano alle elezioni in materia di salute? Sono “deludenti”. Questo, a sintetizzarlo in un unico aggettivo, il giudizio che la Fondazione Gimbe presieduta da Nino Cartabellotta (nella foto) ha “distillato” al termine del monitoraggio indipendente condotto nei giorni scorsi sui programmi elettorali presentati pubblicamente in vista del voto del prossimo 25 settembre.

“Se da un lato alcune tematiche (riforma della sanità territoriale, potenziamento del personale sanitario, superamento delle liste di attesa) sono comuni alle principali coalizioni e schieramenti politici, dall’altro le proposte sono frammentate, spesso strumentali, non sempre coerenti e senza alcuna valutazione dell’impatto economico”  osserva Cartabellotta, per il quale è però ancora “più inquietante” che nessuna forza politica abbia elaborato “un adeguato piano di rilancio per la sanità pubblica, coerente con gli investimenti e le riforme del Pnrr, in grado di contrastare la privatizzazione al fine di garantire a tutti i cittadini il diritto costituzionale alla tutela del nostro bene più prezioso: la salute”.

L’analisi è stata condotta sulle varie indicazioni espresse in materia di sanità e salute nei vari programmi elettorali dei partiti. Per quel che riguarda la pandemia, le proposte sono giudicate da Gimbe “parziali” e in alcuni casi addirittura  “in contrasto con il principio di tutela della salute pubblica”. Sulla governance del servizio sanitario si registra un ampio ventaglio di proposte, anche se – alla fine – sembra emergere una convergenza tra il centrodestra e il centrosinistra sul tema del regionalismo differenziato.

Spesso generiche, invece, le proposte sul finanziamento del servizio sanitario, dal quale dipende la sostenibilità del sistema di salute e che dunque meriterebbe programmi chiari e soprattutto concreti sul fronte del reperimento delle risorse. Nel campo dei livelli essenziali di assistenza (Lea), secondo Gimbe si assiste a numerose proposte di inserimento nei Lea di nuove malattie o nuovi servizi non sempre in linea con le evidenze scientifiche o in netto contrasto. Una manifestazione evidente, a giudizio di Cartabellotta, di come i partiti non riescano a rinunciare alla classica strategia elettorale “che punta esclusivamente a raccogliere voti da specifiche categorie di malati”.

Inevitabili, per rimanere in tema (visto che i professionisti e gli addetti che vi operano, il cosiddetto “popolo della sanità”, rappresentano anche un ragguardevole serbatoio di circa 700mila elettori), le promesse un po’ di tutti di risolvere finalmente il problema della carenza di personale,  al quale sono collegate molte lacune del nostro Ssn, a partire dalle liste d’attesa, sempre più drammaticamente lunghe: tutti i partiti assicurano la loro volontà di risolvere la questione e, ovviamente, si tratta di una lodevole intenzione, anche se – osserva Cartabellotta, “nessun partito, stando ai programmi depositati al Viminale, tiene conto che la prima azione politica per potenziare il capitale umano del Ssn consiste nell’abolizione dei tetti di spesa per il personale“. E dunque fa una promessa senza farla precedere dall’assunzione dell’unico, preciso impegno che la renderebbe credibile.

 

 

Il monitoraggio Gimbe dei programmi per la sanità dei partiti politici

Print Friendly, PDF & Email
Condividi