Energia, il Piano del Governo per risparmiare coinvolge tutti (farmacie comprese)

Energia, il Piano del Governo per risparmiare coinvolge tutti (farmacie comprese)

Roma, 8 settembre –  Accensione del riscaldamento ritardata di un’ora e temperatura più bassa di un grado per l’intera stagione invernale e rinunciamo a un’ora al giorno: queste le prime misure di risparmio energetico che i cittadini italiani dovranno affrontare nei prossimi  autunno e inverno, così come prevede il Piano nazionale messo a punto dal ministero della Transizione ecologica, che fornisce anche i numeri sull’approvvigionamento alternativo per evitare eventuali shock causati dallo stop al gas russo, dalle cui forniture (questo uno degli obiettivi) il Paese dovrà essere indipendente nel 2024.

In dettaglio, in coerenza con gli obiettivi europei, l’Italia deve ridurre del 15% i consumi di gas naturale nella prossima stagione invernale. Le azioni per centrare l’obiettivo sono molte e diverse e dalla massimizzazione della produzione a carbone e olio delle centrali esistenti ai risparmi sul consumo veri e propri. Tra questi ultimi, il Piano indica: 15 giorni in meno di riscaldamento nel corso della stagione, posticipando di otto giorni la data di inizio e anticipando di sette giorni la data di fine esercizio; una leggera riduzione della temperatura, passando dall’attuale livello massimo consentito  di 20 gradi a 19 gradi per il settore residenziale e a 17 gradi per imprese e artigiani; un’ora in meno al giorno di accensione del riscaldamento per l’intera stagione invernale.

Le limitazioni – ed è l’unica eccezione – non si applicano alle cosiddette “utenze sensibili”  come ospedali, cliniche, case di cura e strutture assimilabili, comprese quelle adibite a ricovero o cura di minori o anziani e le strutture protette per l’assistenza e il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici. Ancorché presidi sanitari, le farmacie non rientrano nell’elenco delle eccezioni ed è dunque ragionevole ritenere che dovranno osservare le indicazioni che il Piano prevede per gli esercizi commerciali: temperatura ridotta a 19°C (e non più a 20°) per tutto il periodo stagionale di accensione degli impianti (ridotto di 15 giorni) e orario giornaliero di accensione dell’impianto di riscaldamento ridotto di un’ora.

Il Piano contiene il dettaglio degli orari di accensione consentiti, ripartiti per zone. Il territorio italiano è infatti diviso in sei diverse zone climatiche, con diverse regole di accensione del riscaldamento calcolate in relazione alle temperature medie e alla durata dell’inverno. La zona A è la più calda, la zona F la più fredda (per cui è senza restrizioni). La cartina delle zone climatiche è riprodotta qui sotto, seguita dalla tabella dei limiti della stagione 2022-2023.

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La massimizzazione della produzione a carbone e olio delle centrali esistenti regolarmente in servizio contribuirebbe per il periodo 1° agosto 2022 – 31 marzo 2023 a una riduzione di circa 2,1 miliardi di metri cubi di gas. In particolare, partendo dal mese di ottobre 2022, si eviterebbe il ricorso al consumo di gas per circa 290 milioni metri cubi di gas, iniziando da novembre 2022, sarebbe di poco superiore a 200 milioni metri cubi  di gas.

Altra fonte importante di risparmi energetici può scaturire da comportamenti più  consapevoli e intelligenti nel consumo di gas e di energia elettrica, capaci di incidere non solo sul contenimento della domanda e sui costi in bolletta degli utenti ma anche sulle politiche di decarbonizzazione. Gli esempi di queste buone pratiche a costo zero che ognuno di noi può mettere in essere non mancano davvero; riduzione della temperatura e della durata delle docce, utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo,  abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione, riduzione del tempo di accensione del forno, utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, spegnimento o inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, evitare di lasciare in stand by televisore, decoder, DVD, riduzione delle ore di accensione delle lampadine.

Altri risparmi importanti (ma questa volta prevedendo un investimento) sono  la sostituzione di elettrodomestici a più elevato consumo con quelli più efficienti, la sostituzione di climatizzatori con quelli più efficienti, l’installazione di nuove pompe di calore elettriche in sostituzione delle vecchie caldaie a gas, l’installazione di pannelli solari termici per produrre acqua calda, e l sostituzione delle lampadine tradizionali con quelle a led.

Le stime dell’impatto di tutte le misure di contenimento portano ad un potenziale di circa 5,3 miliardi di Smc di gas, considerando la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas) e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas), cui si aggiungono le misure comportamentali da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione degli utenti ai fini di un comportamento più virtuoso nei consumi.

L’obiettivo del piano è nel medio termine (a partire dalla seconda metà del 2024) di ridimensionare drasticamente la dipendenza dal gas russo e comunque di ridurre l’uso del gas in generale. Nel breve termine sono necessarie le misure di contenimento sopra descritte, in particolare per evitare il più possibile un eccessivo svuotamento degli stoccaggi nazionali anche in previsione della stagione 2023-2024, nell’ipotesi in cui si fermassero gli approvvigionamenti di gas russo.

Attualmente il piano di stoccaggio in vista del prossimo inverno, come potenziato dalle misure anti-crisi energetica approvate successivamente alla guerra in Ucraina, procede puntualmente. Al primo settembre 2022 gli stoccaggi erano all’83%, in linea con l’obiettivo di riempimento superiore al 90%. È anche stata ridotta in questi mesi la dipendenza dal gas russo, attraverso accordi di approvvigionamento da altre fonti, rigassificatori. L’obiettivo è quello di  sostituire entro il 2025 circa 30 miliardi di Smc di gas russo con circa 25 miliardi di Smc di gas di diversa provenienza, colmando la differenza con fonti rinnovabili e con politiche di efficienza energetica.

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