Istituito l’Ordine professionale autonomo per i 70 mila fisioterapisti italiani

Istituito l’Ordine professionale autonomo per i 70 mila fisioterapisti italiani

Roma, 12 settembre – Anche i fisioterapisti hanno il loro ordine professionale autonomo. A firmare il decreto che lo istituisce è stato il ministro della Salute Roberto Speranza, che ne ha dato annuncio  in un’occasione particolarmente propizia, il convegno indetto dall’Associazione Fisioterapisti italiani (Aifi)  lo scorso 8 settembre a Palazzo Giustiniani al Senato per celebrare la Giornata mondiale della Fisioterapia.

“Ho firmato il decreto che istituisce l’Ordine dei Fisioterapisti” ha detto nell’occasione il ministro, “è un riconoscimento del ruolo importante di questa professione sanitaria. Nella Giornata mondiale della Fisioterapia dobbiamo valorizzare sempre più ogni donna e ogni uomo del Ssn, il nostro bene più prezioso”

I circa 70mila fisioterapisti italiani trovano dunque una casa autonoma, dopo aver “abitato” insieme ad altre 18 professioni sanitarie  nel “condominio” del maxi ordine Tsrm-Pstrp . Il decreto firmato giovedì scorso da Speranza istituisce  gli Ordini della professione sanitaria di fisioterapista (su base territoriale) e la Federazione nazionale degli Ordini della professione sanitaria di fisioterapista a livello nazionale, che saranno entrambi regolati dalla disciplina ordinistica delle professioni sanitarie introdotta dalla riforma Lorenzin del 2018.

Speranza ha parlato di “un risultato importante, frutto di un lavoro che inizia da lontano e che ora possiamo ufficializzare dopo il parere del Consiglio di Stato”, aggiungendo che i fisioterapisti – che già erano “un pezzo importante del Sistema sanitario nazionale” – da oggi lo saranno ancora di più. “Siamo in un tempo eccezionale, serve investire di più nelle donne e negli uomini del nostro Ssn. Siamo riusciti ad aumentare le risorse ma è solo un punto di partenza. Dobbiamo mantenere il livello di spesa per la sanità al 7% sul PIL. La partita del personale è quella decisiva: bisogna superare silos chiusi e tetti di spesa

Risultato immagine per annamaria parente senatoLa nascita del nuovo ordine professionale ha registrato commenti  positivi e bipartisan nel mondo politico, a partire da quello di Annamaria Parente, presidente della Commissione Sanità in Senato (nella foto), per la quale “la figura del fisioterapista va inserita a pieno titolo nella riforma del sistema sanitario territoriale. Dobbiamo dare il giusto riconoscimento a tutti quei professionisti che durante la pandemia sono stati vicini ai cittadini, dimostrando quanto sia fondamentale il loro lavoro”.

Anche Paola Boldrini, capogruppo Dem in Commissione Sanità al Senato, ritiene che il nuovo Ordine vada in direzione del potenziamento della sanità del territorio.  “Bisogna mettere al centro il paziente, con le sue esigenze e le sue problematiche. Una, per esempio, è quella di essere troppo distanti dalle strutture” ha detto la senatrice, ricordando di aver presentato anche un progetto di legge sul fisioterapista di comunità.

Per Beatrice Lorenzin, già ministra della Salute, l’istituzione del nuovo ordine professionale “assume un rilievo anche nei confronti della pubblica amministrazione e dello Stato”, perché è “un elemento di sorveglianza attiva rispetto alla qualità e professionalità degli iscritti”  e dunque un argine contro l’abusivismo professionale. “Così diamo più garanzie ai pazienti. Dall’altro lato si possono immaginare percorsi di ricerca e una maggiore professionalizzazione”.

Un grande apprezzamento per la nascita dell’Ordine dei Fisioterapisti  è stato espresso anche da Andrea Mandelli, presidente della Fofi e responsabile Sanità di Forza Italia, a giudizio del quale la sua istituzione “rappresenta un importante tassello per la piena realizzazione della ‘Farmacia dei servizi’: i fisioterapisti, insieme agli infermieri, in forza dei loro specifici profili professionali, possono infatti affiancare il farmacista nella sua attività al servizio della collettività, consentendo l’erogazione di specifiche prestazioni professionali, sia all’interno della farmacia che al domicilio del paziente, così come previsto dalla Legge 69/2009”.

“La Farmacia dei servizi  sta prendendo sempre più forma quale primo presidio di tutela della salute dei cittadini e vero e proprio setting assistenziale sul territorio” ha concluso Mandelli “anche grazie al lavoro sinergico con gli altri professionisti della salute”.

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