Aiuti bis, arriva il sì del Senato, “sbloccati” 17 mld di sostegni a famiglie e imprese

Aiuti bis, arriva il sì del Senato, “sbloccati” 17 mld di sostegni a famiglie e imprese

Roma, 15 settembre – Dopo essere stato per settimane uno dei terreni più battuti per polemiche e discussioni di inevitabile impronta pre-elettorale, in particolare sul destino del cosiddetto superbonus, alla fine con  182 voti favorevoli, 21 astensioni e nessun voto contrario,  il Senato ha approvato con modifiche il ddl n. 2685, di conversione del decreto-legge n. 115, meglio noto alle cronache giornalistiche come Decreto Aiuti bis, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali. Il provvedimento passa ora a Montecitorio, mentre le stesse forze politiche che con i loro veti incrociati fino a ieri tenevano bloccato il provvedimento e, con esso, i 17 miliardi di aiuti e sostegni a famiglie e imprese, ora fanno a gara per intestarsi il merito – a favore di telecamere, microfoni e taccuini dei giornalisti – dello sblocco del decreto a Palazzo Madama e, in particolare, l’accordo finalmente raggiunto su quello che era il principale motivo del contendere, ovvero il  cosiddetto superbonus.

La soluzione trovata prevede che la responsabilità in solido nella cessione dei crediti di bonus edilizi e superbonus si configuri solo se il concorso nella violazione avviene “con dolo o colpa grave”. E stabilisce che, per i crediti sorti prima della stretta anti-frode del novembre 2021, i soggetti diversi da banche, intermediari finanziari e assicurazioni, debbano acquisire comunque l’asseverazione ex post. Una formulazione che accontenta tutti e della quale tutti i partiti provano a intestarsi il merito, ovviamente ridando fiato alle polemiche e alle accuse incrociate. Ma è del tutto inutile rilanciare argomenti che (alla fine) sono in tutta evidenza pretesti per alimentare la propaganda elettorale. Più utile e opportuno segnalare, tra le misure “sanitarie”, quelle di più diretto interesse per il settore farmaceutico, contenute nei commi 2 e 3 del provvedimento, che introducono alcune modifiche alla disciplina sui limiti della spesa farmaceutica ospedaliera per acquisti diretti, di cui all’articolo 1, commi da 574 a 584, della L. 30 dicembre 2018, n. 145, e successive modificazioni.

Il comma 2, con riferimento alle ipotesi di accertato superamento del limite, introduce un termine temporale, fissandolo al 31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento, per la determinazione, da parte dell’Aifa, della quota del ripiano, attribuita a ogni azienda farmaceutica interessata e ripartita per ciascuna Regione, nonché per la relativa comunicazione all’azienda e alle regioni e province autonome. Il comma 3 integra la norma che prevede un meccanismo di compensazione per i casi in cui le aziende farmaceutiche non provvedano ai versamenti dovuti alle Regioni  in base alle suddette quote di ripiano, disponendo che gli stessi enti territoriali trasmettano annualmente all’Aifa un’apposita relazione, attestante i necessari recuperi effettuati in base al medesimo meccanismo di compensazione.

 

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