Assemblea Federfarma, confronto con i politici: ‘Senza farmacie, niente prossimità’

Assemblea Federfarma, confronto con i politici: ‘Senza farmacie, niente prossimità’

Roma, 16 settembre – Sono stati circa mille i farmacisti “sbarcati” due giorni fa al Teatro Sistina di Roma, patria delle commedie musicali, per prendere parte all’assemblea pubblica di Federfarma, aperta dall’incontro con gli esponenti dei partiti politici che tra poco più di una settimana si contenderanno il voto degli italiani nella sfida delle urne. Un incontro che, com’è d’uso ormai da decenni sotto elezioni, ha seguito pedissequamente un rituale consolidato: i vertici della categoria ad aprire le danze, per rappresentare una volta di più istanze, ragioni e richieste della farmacia italiana, e i politici a seguirli volteggiando su uno spartito di promesse, rassicurazioni e ampi proclami di  “Noi siamo al vostro fianco”, senza troppe speranze di essere davvero presi sul serio ma sperando comunque che ciò possa avvenire.

Il consueto gioco delle parti, insomma, che continuerà a essere giocato (con quali risultati concreti non è dato sapere) almeno fino a quando qualcuno non avrà il finalmente il coraggio di cominciare un gioco nuovo. Ma per ora questo è.  Sintetizzando all’estremo (anche perché, peraltro, non si potrebbe fare altrimenti senza correre il rischio di ripetersi e annoiare) si può dire che i rappresentanti della categoria (sono intervenuti Andrea Mandelli, presidente Fofi, e Marco Cossolo, presidente (nella foto), Roberto Tobia, segretario, e Gianni Petrosillo, presidente del Sunifar) hanno espresso il new deal della farmacia di comunità, onusta dei grandi meriti conquistati sul campo in due anni di pandemia, durante i quali – oltre alla certezza della sua rassicurante presenza sul territorio e alla tradizionale dispensazione del farmaco – ha offerto alla comunità nazionale una serie di nuovi e preziosi servizi che hanno dato la plastica dimostrazione (ai cittadini ma anche ai politici) delle straordinarie potenzialità di questo presidio di salute.

I vertici professionali hanno avuto buon gioco a evidenziare come l’emergenza pandemica abbia fatto chiarezza sul ruolo imprescindibile della farmacia nel vivo del territorio, confermando la necessità di dare piena realizzazione alla farmacia dei servizi, modello assolutamente in linea con la necessità di implementare l’assistenza al cittadino là dove serve, in prima istanza. Le drammatiche necessità imposte da Covid (su tutte quelle di tracciare i contagi e di immunizzare la popolazione) hanno definitivamente convinto i cittadini (e, forse, anche i politici) che una sanità di prossimità efficiente, funzionale e sostenibile è possibile soltanto se si coinvolgono pienamente anche le farmacie. Per dirla avvalendosi della lapidaria espressione utilizzata da Mandelli nel corso del suo intervento al Sistina, “senza la farmacia e i farmacisti la prossimità del Ssn non esiste“.

Ed è sempre partendo dalle lampanti dimostrazioni fornite urbe et orbi negli ultimi anni che il presidente dei titolari Cossolo ha voluto ricordare ai politici presenti che, di fronte all’evidenza dei fatti, che reclamano il pieno coinvolgimento della farmacia di comunità nelle reti e nei programmi di sanità territoriale, è giunto il momento di portare a compimento il percorso della farmacia dei servizi,
cosa che abbisogna di alcune imprescindibili condizioni: una riforma della remunerazione del servizio farmaceutico, il rinnovo dell’accordo convenzionale con il Ssn e una serie di interventi mirati per sostenere e supportare la sostenibilità economica e la competitività delle farmacie indipendenti sul territorio.
Dossier che – come è ben noto – sono aperti da anni e che ancora attendono di essere chiusi: è giunto  il momento di farlo, ha detto Cossolo, ricordando che il sindacato in questi anni non è stato davvero con le mani in mano e, anzi, almeno la partita della remunerazione è molto vicina ad essere chiusa: “Gran parte del lavoro, circa i due terzi, è già stata fatto, ottenendo il parere favorevole dell’Aifa e del Mef” ha affermato il presidente Federfarma. “Ci sono anche le coperture finanziarie così come la bozza di testo da inserire nella prossima Legge di bilancio. Tutto quello che serve ora è la volontà politica, ed è quella che chiediamo”.   

Le istanze presentate dal sindacato ai politici sono illustrate più in dettaglio e organicamente in questo documento.

Alle sollecitazioni dei farmacisti hanno risposto i molti politici presenti, troppi per citarli tutti e riferirne le dichiarazioni, tutte com’era prevedibile gravide di rassicurazioni e di promesse ma comunque sostenute (indipendentemente dallo schieramento politico) da un comune atteggiamento di disponibilità nei confronti della farmacia, confermando la fondatezza del cambio di paradigma (ricordato da Mandelli nel suo intervento) intervenuto dopo la pandemia nei confronti di questa realtà sanitaria non solo tra i cittadini, ma anche nei palazzi dove si vuole e si puote.

Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, che citiamo per il suo ruolo istituzionale, ha offerto una testimonianza in questo sesso. Richiamando il clima di collaborazione in essere da tempo tra dicastero e farmacie, il ministro ha infatti affermato che mai come ora ci sono state condizioni così propizie “per avere delle farmacie più forti,  più capillari, in grado di lavorare meglio e di aiutare ancora di più il Paese”. Per arrivare a questo punto, ha affermato Speranza, “abbiamo lavorato con voi. convinti come siamo che le farmacie rappresentino una ricchezza, una risorsa sulla quale si può costruire un pezzo della fiducia tra Ssn e assistito”. Aiutarle garantendone la sostenibilità è dunque un dovere e un vantaggio per il Ssn, ha concluso Speranza, precisando che il modello da supportare “dev’essere quello del modello italiano di farmacia, basato sull’impresa a dimensione familiare”. Né, del resto, poteva dire altrimenti: sarebbe suonato davvero strano se il segretario di Articolo Uno, partito che discende per li rami della tradizione comunista, avesse spezzato una lancia in favore delle farmacie del capitale.

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