Sat, 10 Dec 2022
Multa al farmacista che pulisce la piazza davanti alla farmacia, rischiata la rissa

Multa al farmacista che pulisce la piazza davanti alla farmacia, rischiata la rissa

Roma, 20 settembre – I media cittadini (ma anche nazionali) hanno inevitabilmente dato gran risalto alla singolare vicenda occorsa a un titolare di farmacia romano, Giuseppe Longo (nella foto qui a fianco), proprietario della storica farmacia di piazza Vittorio, all’Esquilino (nella foto grande uno scorcio dei portici), che ha rischiato di essere multato per aver pulito la pavimentazione di fronte al proprio locale.

Una vicenda paradossale. che ha rischiato di finire in rissa: l’intervento di un agente in borghese per sanzionare Longo, infatti, ha fatto scattare la rabbia di alcuni commercianti e residenti della zona, stanchi del degrado e dei rifiuti abbandonati per strada, ormai una triste costante nel quartiere.

A riferire il fatto è  il quotidiano capitolino Il Messaggero, raccogliendo le dichiarazioni dello stesso Longo: “Come ogni giorno sotto ai portici c’era di tutto” ha raccontato il farmacista allo storico giornale della Capitale. “Bottiglie di birra vuote e altre di plastica miste a cicche di sigarette, cartacce unte e addirittura escrementi. E come ho fatto altre volte mi sono munito di ramazza per rimuoverli. Un lavoro che dovrebbe fare Ama e anche con assiduità e puntualità”.

L’atto del professionista (a un tempo di civismo e di difesa del decoro della piazza e del suo esercizio), è stato però interpretato dall’agente intervenuto come una trasgressione delle norme sulla raccolta differenziata dei rifiuti: Longo, infatti, nel liberare lo spazio antistante al suo esercizio da quella che i romani chiamano “monnezza”, non è stato lì a separare carta, vetro, plastica e quant’altro. Una colpa che, agli occhi del solerte servitore dello Stato intervenuto con il ditino alzato e il blocchetto dei verbali in mano, è evidentemente apparsa molto più grave di quella di chi lorda sistematicamente e impunemente le strade della città, e dunque imperdonabile.

“Come tanti altri, sono mesi, anni, che scrivo e mi sgolo per chiedere che piazza Vittorio non sia abbandonata al degrado” spiega a Il Messaggero Longo. “Quando l’agente mi ha chiesto i documenti pensavo di essere su Scherzi a parte”.

In effetti, il farmacista (non nuovo alle cronache cittadine per precedenti denunce e prese di posizione pubbliche), non più tardi di due settimane aveva nuovamente segnalato al dirigente responsabile di zona dell’Ama, la municipalizzata capitolina che gestisce il servizio di nettezza urbana, ma anche all’assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, e al suo omologo del I Municipio, Stefano Marin, le condizioni di sporcizia della piazza, peraltro di recente oggetto di onerosi interventi di ripristino e riqualificazione della pavimentazione a mosaico, che rischiano di essere vanificati dalla sporcizia tornata ad accumularsi agli angoli e intorno alle colonne.

Nella sua lettera-denuncia, Longo aveva ricordato che la pulizia e la manutenzione della piazza non spettano ai condomini ma al Comune, come prevede una legge del 1860 per il diritto di calpestio, denunciando che gli stessi operatori dell’Ama, da quando sono stati dismessi gli interventi tradizionali con l’idropulitrice e l’asciugatrice, non fanno che ammucchiare lo sporco ai lati. Nel lamentare “la totale negligenza” della municipalizzata dei rifiuti e la “mancata igienizzazione” dei portici, il farmacista aveva anche affermato di essere pronto a querelare l’Ama non si fosse subito attivata per fare meglio il suo lavoro, garantendo la pulizia e il decoro della storica piazza, modello dell’urbanistica e dell’architettura umbertine.

Per ironia della sorte, Longo si è invece trovato a fare i conti con l’agente pronto a sanzionare il suo intervento con la ramazza in mano, circostanza che – riferiscono i giornali – lo avrebbe fatto andare su tutte le furie,  subito spalleggiato (anche nella rabbia) da altri commercianti di zona, intervenuti non appena hanno compreso cosa stesse succedendo e anch’essi costretti ogni mattina a pulire le porzioni di piazza antistanti il loro esercizio dal rifiuti e sporcizia di ogni genere.

Qualcuno dei presenti ha chiamato il capo area dei netturbini, altri si sono rivolti all’assessore del I Municipio Marin, fino a quando l’agente – comprendendo di aver ignorato il precetto di Talleyrand di non avere mai troppo zelo, men che meno in certe circostanze… – ha rinunciato alla sanzione.

Il tentativo di multare il farmacista per motivi legati alla pulizia di marciapiedi e strade, tuttavia, non è il primo, ricorda sempre Il Messaggero:  qualche giorno fa un ristoratore di via Guglielmo Pepe, sempre all’Esquilino, si è visto recapitare una multa da 140 euro per “una cicca nell’organico”. E il titolare del bar suo vicino è stato sanzionato per 270 euro a causa di una buccia d’arancia smaltita non correttamente.

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