Approccio one health contro l’Amr, ministero invia alle Regioni il nuovo Pncar

Approccio one health contro l’Amr, ministero invia alle Regioni il nuovo Pncar

Roma, 22 settembre – Dirittura d’arrivo per il nuovo Pncar, il Piano nazionale di contrasto all’antibioticoresistenza 2022-2025, da mesi in cantiere al ministero della Salute che – secondo quanto riferito da un’anticipazione  di quotidianosanità.it – lo ha ormai messo a punto e già inviato all’esame delle Regioni. Si tratta di un documento di grande rilevanza, perché interviene sul fronte di un problema di salute definito dalla stessa Oms “un’emergenza sanitaria globale”, drammaticamente oneroso per le sue conseguenze sanitarie ed economiche. Basterà ricordare che nella sola Europa, le Amr sono causa ogni anno di 33 mila decessi e 700mila infezioni, ognuna delle quali costa ai sistemi di salute una cifra tra gli 8500 e i 34mila euro. L’Italia, nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi tempi, è ancora particolarmente esposta a questa “piaga”: siamo infatti il Paese europeo con il maggior consumo di antibiotici, 16,5 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, vale a dire il il 10% in più rispetto alla media europea. Ma le cose vanno ancora peggio sul fronte veterinario, dove le vendite sono più del doppio rispetto alla media europea. Primato negativi che il nuovo Pncar si propone ovviamente di far diventare nient’altro che spiacevoli ricordi.

Il nuovo Piano è articolato in tre pilastri principali: 1) sorveglianza e monitoraggio integrato dell’antibioticoresistenza, dell’utilizzo di antibiotici, delle infezioni correlate all’assistenza (Ica) e monitoraggio ambientale; 2) prevenzione delle Ica in ambito ospedaliero e comunitario e delle malattie infettive e zoonosi; 3) uso appropriato degli antibiotici sia in ambito umano che veterinario e corretta gestione e smaltimento degli antibiotici e dei materiali contaminati. Il tutto in una cornice costruita sull’approccio One Health, che punta a concretizzare una maggiore integrazione tra settore umano, veterinario e ambientale, strettamente intrecciate e correlate anche dal punto di vista della salute, come ha inequivocabilmente dimostrato la drammatica esperienza pandemica.

Tra le innovazioni rispetto a prima, il nuovo Piano punta  un maggior rafforzamento e allargamento delle sorveglianze, in ambito sia ospedaliero sia territoriale, sulla base della considerazione che solo conoscendo le dimensioni del fenomeno lo si può prevenire e combattere.

Maggiore attenzione viene data anche alle infezioni correlate all’assistenza e alle attività preventive, in coordinazione con le iniziative già in atto, come le vaccinazioni e il Piano nazionale di prevenzione vaccinale. E si persegue lo sviluppo di nuovi strumenti di supporto all’uso prudente degli antibiotici sia in ambito umano sia veterinario, e una maggiore attenzione agli aspetti bioetici, alla trasparenza e alla comunicazione per favorire la partecipazione attiva di tutti i cittadini.

Verrà inoltre creata una cabina di regia composta da un numero ristretto di rappresentanti delle istituzioni centrali coinvolte e delle Regioni, nuovo strumento di governance e gestione per garantire la buona riuscita del Piano.Il Piano fornisce indicazioni come adattare le confezioni degli antibiotici alle indicazioni d’uso appropriate, prescrivere questi farmaci attenendosi alle linee guida, sviluppare le buone pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni, vigilare sull’assunzione degli antibiotici, che deve avvenire solo dietro prescrizione del medico. Compito, quest’ultimo, che chiama in causa anche i farmacisti, ai quali viene chiesto di “guidare” i pazienti verso un uso appropriato degli antibiotici.

Riepilogando, gli obiettivi principali del nuovo Pncar sono sei: 1) rafforzare l’approccio One Health, anche attraverso lo sviluppo di una sorveglianza nazionale coordinata dell’antibioticoresistenza e dell’uso di antibiotici, e prevenire la diffusione dell’antibioticoresistenza nell’ambiente;  2) rafforzare la prevenzione e la sorveglianza delle Ica in ambito ospedaliero e comunitario; 3) promuovere l’uso appropriato degli antibiotici e ridurre la frequenza delle infezioni causate da microrganismi resistenti in ambito umano e animale; 4) promuovere innovazione e ricerca nell’ambito della prevenzione, diagnosi e terapia delle infezioni resistenti agli antibiotici; 5) rafforzare la cooperazione nazionale e la partecipazione dell’Italia alle iniziative internazionali nel contrasto all’antibioticoresistenza; 6) migliorare la consapevolezza della popolazione e promuovere la formazione degli operatori sanitari e ambientali sul contrasto all’antibioticoresistenza.

 

 

 

 

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