Voto del 25 settembre, ritratto in numeri dell’esercito dei 4746 candidati alle elezioni

Voto del 25 settembre, ritratto in numeri dell’esercito dei 4746 candidati alle elezioni

Roma, 23 settembre – I numeri, è vero, non dico tutto, ma qualcosa in ogni caso la raccontano. E bene ha fatto, dunque, la Fondazione Openpolis, con il suo sito di data journalism,  a offrire una “fotografia” numerica dell’esercito di 4746 candidati tra i quali, domenica 25 settembre, gli italiani con il loro voto dovranno scegliere quelli cui competerà l’onore e l’onere di guidare il Paese in uno dei frangenti più delicati e problematici della sua storia.

Come appena ricordato, i candidati e le candidate sono dunque in totale 4746, anche se le  candidature sono di più (6.347),  visto che la legge consente di essere candidati in un collegio uninominale e in 5 collegi plurinominali. A livello di liste quella con il rapporto più alto tra numero di candidati e numero di candidature è Noi moderati (89,7%) mentre quella in cui il rapporto è più basso è Impegno civico (37,5%).

La percentuale di donne candidate alle elezioni politiche 2022 è pari al 44,3%Come previsto dalla legge, nessun genere risulta rappresentato oltre il 60%. Questo tuttavia non vuol dire necessariamente che questa quota sarà rispettata anche a livello di parlamentari eletti. Tra pluricandidature e posizioni nei listini proporzionali, infatti, nella scorsa legislatura le donne elette in parlamento sono state una quota inferiore rispetto a quella delle candidate. Più in dettaglio, le donne candidate sono 459 nel Centro-destra, 448 nel Centro-sinistra, 205 in Unione popolare, 183 nel Movimento 5 stelle, 183 in Azione-Italia viva e 157 in Italexit.

In campagna elettorale, le parole e le promesse sui giovani (inseguiti dai candidati anche su tik tok, il loro social preferito) si sono sprecate. È singolare (si fa per dire…) che tanta asserita “attenzione” non abbia trovato riscontro al momento della compilazione delle liste dei candidati:  quelli con meno di 40 anni, infatti, sono soltanto uno su sette (il 14,6%). Ad aver presentato più candidati giovani sono stati Unione popolare e Movimento 5 stelle (rispettivamente il 21,1% e il 19,9%), mentre le quote inferiori sono registrate da Italexit (11,7%) e dalla coalizione del Centro-destra (12,3%). La generazione di appartenenza è un importante indicatore del tasso di cambiamento politico, ma in Italia la politica è ancora appannaggio della generazione tra i 40 e i 60 anni. È abbastanza indicativo osservare come l’età media dei candidati e delle candidate alle elezioni politiche del 2022 sia di 51,4 anni, cifra più alta di oltre cinque anni rispetto alla media della popolazione italiana, che secondo l’ultimo aggiornamento Istat è, nel 2022, di 46,2 anni.

I candidati con precedenti esperienze politiche nel governo nazionale, in parlamento e nelle giunte e nei consigli di Comuni e Regioni sono 1762, circa un quarto del totale. Alcuni partiti hanno candidato più esponenti con esperienza nella politica nazionale o locale, altri meno.

Si presentano al voto degli elettori anche 161 parlamentari ricandidati che hanno cambiato gruppo nel corso della XVIII legislatura. Il 28% circa dei parlamentari che sono stati ricandidati ha cambiato gruppo almeno una volta. Le forze politiche che ne schierano di più nelle proprie liste sono Impegno civico (49), Azione-Iv (48), Noi moderati (17) e Partito democratico (12).

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