Farmaci, all’esame delle Regioni il Piano di attività dell’Aifa per il 2022

Farmaci, all’esame delle Regioni il Piano di attività dell’Aifa per il 2022

Roma, 30 settembre – Mantenere in equilibrio il livello di spesa farmaceutica convenzionata e diretta, limitando entro il 5% l’incremento della spesa complessiva, e ridurre del 10% lo sfondamento del tetto nel 2022. Sono alcuni obiettivi contenuti nel Piano di attività per l’anno 2022 dell’Agenzia italiana del farmaco, al momento all’esame delle Regioni. Un piano che, come sintetizza un lancio di AdnKronos Salute,  si muove su tre mission principali:

  • Garantire l’unitarietà delle attività in materia di farmaceutica (dalla gestione tempestiva delle attività di competenza nell’ambito dell’emergenza sanitaria da Sars-CoV-2 in raccordo con le autorità regolatorie europee, fino all’adempimento tempestivo delle attività di preparazione e risposta a una pandemia influenzale);
  • Monitorare il consumo e la spesa farmaceutica;
  • Favorire in Italia l’informazione indipendente e gli investimenti in ricerca e sviluppo.

A ogni mission sono collegate delle “direttrici strategiche” a loro volta “attuate mediante il perseguimento di specifici obiettivi, con la declinazione di indicatori e target”.

In particolare, vengono indicate azioni quali: la rinegoziazione dei prezzi dei farmaci al momento della scadenza di ogni accordo negoziale; azioni di appropriatezza terapeutica, ad esempio attraverso note prescrittive; potenziamento delle liste di trasparenza; maggiore uso dei farmaci biosimilari; semplificazione importazioni parallele; più velocità nell’approvazione dei farmaci; revisione del Prontuario; sviluppo della ricerca clinica per la verifica del valore terapeutico dei farmaci e per l’acquisizione di nuove risorse anche private (si punta a promuovere una rete per lo svolgimento delle sperimentazioni di fase I, comprendente le strutture di eccellenza presenti sul territorio nazionale e a promuovere la ricerca indipendente, con particolare riferimento a ricerche cliniche, non a scopo registrativo) e maggiore dialogo con le Regioni.

Al documento dell’agenzia regolatoria (in stand by alla Conferenza delle Regioni) è subito seguita una dura reazione di Egualia, la sigla delle aziende produttrici di farmaci equivalenti e biosimilari, che punta il dito in particolare sul previsto riallineamento dei prezzi della convenzionata. “Questa misura, se applicata” protestano le industrie “rischia di mettere definitivamente in ginocchio le aziende produttrici di farmaci equivalenti portandole a interrompere la produzione di prodotti indispensabili alla tenuta del Ssn».

 

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