Mascherine, da domani via obbligo sui mezzi pubblici, resta per un mese in ospedali e Rsa

Mascherine, da domani via obbligo sui mezzi pubblici, resta per un mese in ospedali e Rsa

Roma, 30 settembre – Mascherine, è in arrivo una nuova ordinanza del ministero della Salute (potrebbe già essere stata firmata mentre scriviamo)  che proroga il loro uso obbligatorio nelle Rsa e negli ospedali. Confermato, invece, che i presidi di protezione che abbiamo indossato durante l’emergenza pandemica non saranno più obbligatori sui mezzi di trasporto. L’obbligo decade infatti oggi e da domani, sabato primo ottobre, i cittadini saranno liberi di circolare senza mascherine su bus, treni e metropolitane.

Al di la delle polemiche sui social, spesso anche scomposte, tra chi saluta la fine dell’obbligo come “una liberazione” e chi invece, alla luce dei preoccupanti ultimi dati sulla robusta ripresa dei contagi, afferma che si tratta di una misura prematura e improvvida, c’è da dire che – nonostante il virus proprio in questi giorni torni ad alzare la voce – la decisione di non prorogare il divieto di mascherina è la conferma di come il governo uscente, negli ultimi mesi, abbia di fatto avviato una nuova strategia, quella della convivenza col virus. Resa possibile – è doveroso ma anche utile e opportuno ricordarlo – grazie ai risultati ottenuti  dalla campagna vaccinale nazionale, che ha portato il 90,18 % della popolazione over 12 italiana a immunizzarsi con prima, seconda e terza dose.

È fin troppo facile prevedere che il nuovo governo di centrodestra si muoverà sulla strada del “niente restrizioni”, anche nel caso di ripresa consistente della circolazione del virus sulla spinta delle contagiosissime sottovarianti di Omicron. Del resto, due forze politiche della nuova maggioranza, FdI e Lega, non hanno mai fatto mistero di essere ostili all’obbligo vaccinale, come ha peraltro ribadito nei giorni scorsi il responsabile nazionale Sanità di FdI Marcello Gemmato: “Bisogna superare il concetto di obbligo, sia per quanto riguarda i vaccini sia per l’utilizzo delle mascherine e di altre misure”. Anche nel caso di ripresa consistente della circolazione del virus sulla spinta delle sottovarianti di Omicron, estremamente contagiose, si può dunque ragionevolmente prevedere che  – quale che sia l’evoluzione pandemica – non ci troveremo più davanti a obblighi, chiusure, green pass e quant’altro, anche laddove la situazione (valutata sul piano scientifico ed epidemiologico) reclamasse l’uso della prudenza. Una parola, questa,  che ad almeno due partiti della maggioranza su tre provoca però attacchi di orticaria solo a sentirla, perché rimanda alla linea fin seguita dal ministro Speranza nel fronteggiare la pandemia, una linea che non più tardi di ieri Giorgia Meloni, presidente del Consiglio in pectore, ha definito fallimentare.

Eppure, se il nuovo governo potrà muoversi in (relativa) serenità e sicurezza sulla strada  della convivenza con il virus, lo dovrà proprio al fatto che l’obbligo  vaccinale ha funzionato quanto basta. La strategia di immunizzazione posta in atto , però, ora è attesa da un nuovo  banco di prova, fatto di un importante rialzo dei contagi, della diffusività delle nuove varianti, dell’arrivo dell’influenza e del freddo invernale, dalla tenuta del sistema sanitario e ospedaliero, alle prese con gravi problemi (soprattutto di organico).

Ecco, sarebbe importante se il nuovo esecutivo tenesse nel dovuto conto tutto questo e valutasse le situazioni, nel loro divenire, senza pregiudizi o dogmi, incluso quello del “no restrizioni”.  Come tutti gli altri Paesi del mondo, stiamo facendo i conti con un andamento pandemico che procede con continui up and down, tregue anche lunghe seguite da improvvise e preoccupanti fiammate e da successivi ritorni alla nuova “normalità”, quella di un virus che è in mezzo a noi e colpisce, ma senza più generare le emergenze (sanitarie, sociali ed economiche) prodotte al suo apparire.

Da ottobre in poi, esperti e autorità sanitarie di tutto il mondo concordano su una forte ripresa delle infezioni, sostenuta dalle sottovarianti Omicron. Un’efficace campagna di richiami vaccinali potrebbe aiutare molto, soprattutto tra gli over 60 e i fragili, ad aumentare la protezione da forme gravi di Covid (quelle che fanno finire in ospedale).  Resta solo da vedere se il nuovo governo sarà della stessa idea, anche se non sono davvero molti a scommetterci.

 

 

Print Friendly, PDF & Email