Più spazi di rappresentanza per i non titolari negli Ordini, al via la campagna Sinasfa

Più spazi di rappresentanza per i non titolari negli Ordini, al via la campagna Sinasfa

Roma, 14 ottobre – Prendere il Palazzo d’Inverno. O, almeno, riuscire a infiltrarsi in forze al suo interno, per sedere nelle stanze che contano. A volerla ridurre all’osso, è questa la mission che l’ultimo congresso nazionale di Sinasfa, il sindacato nazionale dei farmacisti non titolari, tenutosi a Napoli lo scorso 11 settembre, ha affidato ai suoi vertici. E il Palazzo d’Inverno, va da sé, altro non è che la metafora del luogo di rappresentanza professionale per eccellenza, l’Ordine professionale. Dove – basta andare a vedere la composizione dei consigli direttivi per averne conferma – gli esponenti “autentici” dei farmacisti collaboratori dipendenti di farmacie private e pubbliche sono – quando ci sono – una risibile minoranza,

Una situazione di cui si è discusso appunto durante il congresso napoletano, per concludere che o si alza il livello della presenza dei farmacisti collaboratori là dove non solo gli interessi e i valori della professione farmaceutica, ma si forgiano anche la sua identità, la sua immagine e  i suoi contenuti e si scelgono le direzioni verso le quali andare, oppure per questa parte (peraltro numericamente molto “pesante” della categoria) il destino continuerà a essere gramo.

Da qui l’avvio di quella che – lo scriviamo per un’inveterata e irriducibile abitudine a fare i conti con il principio di realtà – sembra davvero una mission impossible: trovare spazio adeguato dentro gli Ordini professionali, per rappresentare finalmente se stessi in prima persona.

Visualizza immagine di origine“Il nostro futuro dipende solo da noi e da nessun altro, se vogliamo che cambi radicalmente la qualità della nostra vita privata, professionale ed economica, dobbiamo solo collaborare con l’obiettivo di rappresentare noi stessi, tutelare i nostri diritti e portare avanti i nostri interessi” spiega convinto il presidente di Sinasfa Francesco Imperadrice (nella foto). “Si tratta di un’esigenza diventata ormai vitale e di sopravvivenza, nei prossimi anni aumenteranno in maniera esponenziale le nostre difficoltà economiche e i nostri problemi, conseguenza della pandemia e della guerra in atto. Il solo modo per affrontare in un colpo solo tutte le cose che non vanno bene è quello di essere rappresentativi e di poter partecipare alle decisioni che ci riguardano. Dobbiamo dimostrare di essere una categoria viva e attiva in ogni provincia e in ogni Regione formando liste di non titolari per partecipare alla prossima competizione elettorale in tutti e cento gli Ordini d’Italia”.

Se ne è discusso ampiamente a Napoli in occasione del congresso,  analizzando punto per punto tutti i problemi dei farmacisti dipendenti, da quello dei rinnovi contrattuali a quello del mancato rispetto del Ccnl: “In molte farmacie i colleghi hanno difficoltà a far rispettare i diritti più elementari e le condizioni lavorative sono ben lontane da quelle di un Paese progredito” afferma Imperadrice. “Se chi decide ha interessi opposti ai nostri la condizione professionale ed economica del farmacista collaboratore sarà destinata costantemente a peggiorare e mai a migliorare. La professione del farmacista evolverà soltanto quando potrà fare in qualsiasi sede, con un riconoscimento economico adeguato alla sua professionalità, le cose che a oggi gli sono consentite fare solo in farmacia”.

Un obiettivo che non è poi così difficile enunciare. Ma come raggiungerlo? “Abbiamo due anni di tempo, da qui al prossimo rinnovo dei vertici ordinistici” risponde Imperadrice “e abbiamo i numeri ampiamente dalla nostra parte, con un rapporto titolari-collaboratori a nostro vantaggio: entrare negli Ordini è di fondamentale importanza per affrontare e cercare di risolvere i nostri problemi”.

Per il presidente di Sinasfa,  “gli strumenti ci sono tutti, a partire dal codice deontologico alle norme di controllo che possono effettuare gli Ordini oltre a legali che possono essere messi a disposizione gratuitamente dei colleghi” e lo stesso sindacato avrà cura di fornire per tempo le necessarie comunicazioni su come e quando richiederli e quindi utilizzarli. “Ma vorremmo che fosse chiaro fin da subito qual è il contesto e la situazione nei quali ci muoviamo e quali sono gli obiettivi che possiamo realisticamente perseguire: sappiamo bene che gli Ordini provinciali e la Fofi  non hanno un ruolo diretto sul rinnovo del contratto, lo abbiamo ribadito tante volte, ma – come è stato ampiamente spiegato in sede congressuale – sono comunque decisivi nel determinare una certa cultura e dunque certi indirizzi. Ecco, di questo si tratta: cambiare i determinanti di una cultura professionale davvero molto malintesa, che a parole celebra i farmacisti collaboratori come la vera e più importante richiesta della farmacia aperta al pubblico e nei fatti trascina i rinnovi contrattuali di quegli stessi farmacisti per un intero decennio, per poi chiuderli con aumenti che assomigliano a oboli e che sono un insulto alla dignità di professionisti che sono anche, e prima di tutto, colleghi”.

Secondo Imperadrice, molti sono i collaboratori che in questi anni avrebbero voluto candidarsi per le elezioni dell’Ordine, ma  – spiega – “hanno avuto sempre il problema di trovare altri colleghi disponibili per formare una lista completa. Entrare in minoranza o fare liste miste a nostro parere serve a poco o a nulla. Sinasfa si riserverà di volta in volta se appoggiare o meno liste formate non esclusivamente da non titolari, e metterà in contatto tra loro i colleghi che decideranno di candidarsi per ogni singolo Ordine provinciale e se richiesto di confrontarsi con noi con qualsiasi strumento si riterrà opportuno”.

I colleghi che intendono candidarsi, cosa che sta già avvenendo, possono comunicarcelo attraverso la mail dedicata all’iniziativa sindacato.sinasfa@sinasfa.it con oggetto ” Candidatura Ordine di ….. ”  inviandoci i seguenti dati: nome, cognome, Ordine di appartenenza e data di iscrizione, numero di cellulare, data e luogo di nascita.

Tutto, però, almeno al momento, deve avvenire mantenendo la massima riservatezza: Sinasfa invita i colleghi che si candideranno a non rendere pubblica la loro decisione. “I nomi saranno riservati e si concorderà con le varie liste il momento opportuno per renderli pubblici” spiega Imperadrice, rendendosi ovviamente disponibile a dare tutte le necessarie informazioni a chiunque le richieda per le vie brevi e in via privata. Quella che deve invece essere subito resa pubblica e condivisa su ogni social, spiega il presidente di Sinasfa, è proprio la campagna “C’è bisogno d’Ordine”  lanciata dal sindacato: “Tutti i colleghi che vogliono appoggiare questa iniziativa, candidati e no, devono intanto fare tutto quel che possono per darle visibilità. Ognuno di noi avrà un ruolo fondamentale per raggiungere l’obiettivo chi candidandosi e chi semplicemente andando a votare”.

La spedizione verso il Palazzo d’Inverno, insomma, sembra essere partita davvero, e già questa è in qualche modo una notizia. Ma la strada è lunga e piena di ostacoli di ogni genere: resta da vedere quanta il sindacato dei farmacisti non titolari riuscirà a percorrerne nei due anni e passa che mancano da qui al prossimo rinnovo dei direttivi ordinistici.

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