Monitoraggio Gimbe, in 7 giorni crollo del 25% delle quarte dosi dei vaccini Covid

Monitoraggio Gimbe, in 7 giorni crollo del 25% delle quarte dosi dei vaccini Covid

Roma, 4 novembre – Come reso noto dallo stesso ministero della Salute con un comunicato stampa diramato lo scorso 28 ottobre,  il bollettino della pandemia di Covid 19 cessa le sue pubblicazioni giornaliere e sarà reso pubblico a cadenza settimanale. Tuttavia, dal 30 ottobre risulta interrotta anche la pubblicazione quotidiana dei dati grezzi sul repository ufficiale che hanno finora alimentato un virtuoso processo di collaborazione tra ricercatori, società civile e istituzioni. Ciò renderà impossibile alla Fondazione Gimbe garantire il monitoraggio indipendente condotto negli ultimi due anni e mezzo a beneficio della cittadinanza, delle istituzioni e degli organi di informazione.

“È inaccettabile che il pubblico accesso al patrimonio comune dei dati quotidiani sulla pandemia venga interdetto dal ministero della Salute, con un anacronistico passo indietro sulla trasparenza” commenta il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta (nella foto).  “Per questo la Fondazione Gimbe ha inviato al ministro Schillaci una richiesta di ripristino immediato della pubblicazione giornaliera dei dati che devono essere disponibili non solo’alle autorità competenti’ ma anche alla comunità scientifica e alla popolazione intera”.

L’ultimo monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, riferito al periodo 26 ottobre-1° novembre, riguarda perciò esclusivamente l’andamento della campagna vaccinale, i cui dati al momento risultano ancora aggiornati quotidianamente. Niente informazioni su numero dei casi, decessi e ricoveri, dunque, ma solo sui vaccini, che nell’ultima settimana hanno registrato debacle significative, a partire dal numero dei nuovi vaccinati, sceso a 1.339 rispetto ai 1.470 della settimana precedente (-8,9%).

Al 2 novembre, riferisce Gimbe, le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino risultavano essere 6,8 milioni,  di cui 6 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,4% della platea e 0,8 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid 19 da meno di 180 giorni, pari all’1,4% della platea. Significative, soprattutto per la platea degli attualmente vaccinabili, le variazioni regionali: si va dal 7,9% del Lazio al 13,9% della Valle d’Aosta.

Sempre alla data del 2 novembre  sono state somministrate 40.270.858 terze dosi, con una media mobile a 7 giorni di 3.119 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (47.703.593 cittadini), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’84,4% (dal 78,5% della Sicilia all’88,3% della Lombardia).

E sono ancora quasi sette milioni e mezzo (7,43, per l’esattezza) le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster. Di queste,  5,09 milioni possono riceverla subito, pari al 10,7% della platea (dal 7% del Piemonte al 18,2% della Sicilia) e 2,34 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,9% della platea (dal 2,6% della Valle d’Aosta al 7,4% del Veneto).

La platea per il secondo booster (quarta dose) – si tratta, secondo i dati del ministero, di 19,1 milioni di persone, 4,3 milioni delle quali hanno già ricevuto il vaccino,  13 milioni possono riceverlo subito e quasi 1,8 milioni non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni – è quella che registra l’andamento più deludente:  al 2 novembre eranosono state somministrate 4.295.324 quarte dosi, con una media mobile di 27.680 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 37.031 della scorsa settimana (-25,3%).

In base alla platea ufficiale (i già ricordati 19,1 milioni di persone, 13,06 milioni dei quali  over 60, 3. 99 milioni fragili e immuno-compromessi, 1,74milioni  personale sanitario e 0,32  ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti), il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 22,5%, anche in questo caso con nette differenze regionali: dal 10,5% della Sicilia al 34,2% del Piemonte.

Nessun dato ufficiale sulle somministrazioni della quinta dose, informa Gimbe, è ancora disponibile,

 

Print Friendly, PDF & Email