La minaccia dell’antibioticoresistenza al centro del convegno Asl Rm 4-Noopolis.

La minaccia dell’antibioticoresistenza al centro del convegno Asl Rm 4-Noopolis.

Roma, 18 novembre – Dopo l’esordio dello scorso anno, con un convegno di alto profilo sul progresso tecnologico e l’innovazione nelle terapie tenutosi nell’Aula Ersparmer del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’Università Sapienza, la Fondazione Noopolis ha deciso di proseguire sulla stessa falsariga: la Fondazione, presieduta dal vicepresidente dell’Ordine dei Farmacisti di Giuseppe GuaglianoneRoma Giuseppe Guaglianone (nella foto), ha così organizzato in collaborazione con la Asl Roma 4, proprio alla vigilia della celebrazione della la Giornata europea per l’uso consapevole degli antibiotici (che si celebra oggi), un convegno per approfondire il tema dell’antibioticoresistenza, emergenza sanitaria mondiale

Obiettivo dichiarato dell’evento, patrocinato dalla Fofi e tenutosi il 16 novembre nella sede del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico ai Fori Imperiali, quello di contribuire ad accendere un ulteriore riflettore su un’emergenza sanitaria decisiva per il futuro di tutti,  che può essere contrastata solo aumentando il grado di conoscenza e consapevolezza di tutti, unica via per scongiurare le fosche analisi predittive dell’Oms, che – in assenza di efficaci misure di contrasto – prevedono  dieci milioni all’anno di morti per Amr nel 2050. A significare – per usare l’efficace similitudine di cui si è avvalso Guaglianone – che il rischio concreto di una possibile estinzione del genere umano non arriva tanto dai ricorrenti e molto mediatizzati allarmi di un asteroide piovuto dal cielo, ma dai batteri sempre più aggressivi e resistenti che nascono, crescono e prosperano sempre più aggressivi sulla Terra.

Il convegno di Noopolis, in piena coerenza  con l’approccio che distingue le sue iniziative, molto attente al profilo della qualità delle proposte, in sintonia con la mission della Fondazione e delle sue attività istituzionali  (in primis quella di favorire lo sviluppo educativo e culturale dei giovani e di intraprendere studi e ricerche su temi di valore etico-sociale), ha provato a fare il suo per approfondire, con la collaborazione di Asl Roma 4, un tema così decisivo. Così al tavolo dei relatori del convegno, intitolato Antibioticoresistenza: gestione di un’emergenza economica e sanitaria, dopo i saluti del presidente della Fofi Andrea Mandelli e dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e le introduzioni del direttore generale di Asl Roma 4 Cristina Matranga (che ha annunciato un’iniziativa sperimentale molto importante della sua Azienda in materia di assistenza farmaceutica, della quale riferiamo in coda all’articolo) e dello stesso Guaglianone, si sono succeduti esperti di chiara e conclamata autorevolezza. Il primo dei due interventi principali è stato quello di Claudio Maria Mastroianni, direttore del Dipartimento di  Sanità pubblica e Malattie infettive della Sapienza di Roma, che ha parlato di ricerca clinica e nuovi ceppi batterici resistenti, un approccio clinico all’argomento che si riverbera su controllo delle infezioni correlate all’assistenza.

Francesco Trotta, dirigente del settore Hta ed economia dl farmaco dell’Aifa, ha invece affrontato il tema dal versante delle misure, degli strumenti e delle prassi messe in campo per contrastare l’Amr, parlando del cruscotto regionale per il monitoraggio dell’uso degli antibiotici, dal quale emergono i dati di prescrizione delle singole Regioni, delle singole Asl e per singolo paziente. Note critiche dell’analisi, le difficoltà di monitoraggio delle prescrizioni dei pazienti ricoverati e il dato allarmante di prescrizioni di antibiotici al di fuori del Ssn, che assommano al 25% un quarto, dunque, del consumo totale.

Alle due relazioni ha fatto seguito una vivace tavola rotonda sul tema Sconfiggere i batteri di ieri, la sfida decisiva di domani, coordinata ancora da Guaglianone e da Antonio Carbone, direttore dell’Area direzione polo ospedaliero di Asl Roma 4. Sono intervenuti Alessandro Giuffrè (direttore dell’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari del Cnr), Pierdavide Lecchini, (direttore generale della Sanità animale e farmaci veterinari del ministero della Salute), Lorella Lombardozzi (direttore dell’Area Politiche del farmaco di Regione Lazio), Andrea Pitrelli (coordinatore del gruppo di lavoro sull’antimicrobico resistenza di Farmindustria), Giuseppe Sabatelli (direttore del Centro regionale rischio clinico di Regione Lazio) e Simona Ursino (direttore del Dipartimento Prevenzione della Asl Roma 4). Dai loro interventi, è emerso lo scenario – composito e complesso  – delle sfide che l’antibioticoresistenza lancia ogni giorno ai sistemi di salute e di come esse vengono raccolte dal nostro sistema di salute.

Molte le suggestioni emerse, a partire da quella di Giuffrè sulla centralità della ricerca. “La biologia tratta i sistemi complessi e i batteri hanno anch’esse un grado di complessità che gli permette di evolversi e adattarsi nel microambiente e il microambiente delle infezioni non è facilmente riproducibile in laboratorio” ha detto Giuffrè. “Fortunatamente in Italia abbiamo fior di ricercatori competenti, anche se  certamente c’è un problema di comunicazione tra le diverse discipline e si rende dunque necessario un approccio multidisciplinare multisettoriale. Ma c’è anche il problema di misurarsi con la carenza di risorse e al riguardo la speranza è che possa venire in aiuto il Pnrr”.

Lecchini ha evidenziato le pericolosità nell’uso di antibiotici negli animali destinati all’alimentazione. Un passo importante verso un adeguato programma di gestione antimicrobica, ha detto il dirigente del ministero,  è la garanzia dell’approccio “one healt”., per poi aggiungere che il rapporto Esvac-Ema sulle vendite di antimicrobici in Italia mette l’accento sulla tracciabilità informatizzata dei medicinali veterinari adottata dal 2019 in Italia. Misura che ha prodotto risultati lusinghieri per il nostro Paese, come emerge dai dati e dalle considerazioni dell’ultimo Rapporto Esvac, che attesta come si siano dimezzate le vendite della maggior parte delle classi terapeutiche. Risultato, ha spiegato Lecchini, ottenuto certamente amche grazie alla Rev e all’attento monitoraggio dell’appropriatezza delle prescrizioni.
Pitrelli ha ricordato come gli sforzi delle industrie del farmaco, in materia di Amr, si concentrino sulla ricerca e il suo sviluppo, ma ha ammesso che proprio sul terreno di nuovi e più efficaci antibiotici si registra qualche affanno.

Lombardozzi, nella sua qualità di direttore dell’Area politiche del farmaco della Regione Lazio, ha evidenziato il ruolo delle Regioni, anticipando che a breve tutte le prescrizioni, anche non a carico del Ssn saranno dematerializzate, facilitando il lavoro di monitoraggio ma anche le schede di prescrizione dei nuovi antibiotici ospedalieri saranno informatizzate. Importante, al riguardo, è il ruolo dei medici, ai quali va chiesto un aiuto, attraverso il loro Ordine professionale,  per comprendere le necessità effettive delle prescrizioni.

Sabatelli ha poi elencato l’importanza del Centro per il monitoraggio del rischio clinico nella gestione del rischio infettivo e nel monitoraggio dell’antibioticoresistenza,  ricordando come innumerevoli infezioni vengano dalla mancata osservanza di misure igieniche tanto banali quanto necessarie, come il lavaggio corretto delle mani. Il relatore, al riguardo, ha citato  il documento approvato nel 2021 Piano di intervento regionale sull’igiene delle mani – il primo in Italia nel suo genere  – che è stato messo a disposizione di tutte le strutture e che vuole dare un approccio operativo alla strutture in senso globale.“Il Centro per il monitoraggio del rischio clinico” ha detto ancora Sabatelli “vuole fornire gli strumenti necessari di controllo del rischio a tutte le strutture regionali evidenziando la necessità di una digitalizzazione seria per permettere una reale interconnessione tra le strutture, se ciò non verrà fatto, l’approccio ‘one health’ rimane solo teorico“.

Ursino, da parte sua, ha esposto – nella sua qualità di direttore sanitario della Asl Rm 4- le iniziative intraprese dalle aziende sanitarie in materia di contrasto all’antibiotico resistenza. Tutti gli intervenuti hanno portato elementi di conoscenza “di prima mano” e di grande interesse (fruibili all’indirizzo https://www.youtube,com/@fondazionedinoopolis), consentendo all’appuntamento di Noopolis e Asl Roma 4 di centrare il suo obiettivo di portare un contributo concreto (e di qualità)  nel percorso di awareness dell’Amr.

Concludiamo con l’annuncio, solo in apparenza eterodosso rispetto al tema del convegno, con il quale la Dg della Asl Roma 4 Cristina Matranga (nella foto) ha impreziosito il suo intervento: la dirigente di sanità pubblica, partendo dalla considerazione che una delle chiavi di volta della lotta all’Amr è l’appropriatezza delle terapie, e dunque la migliore gestione possibile del percorso del farmaco fino al suo impiego da parte del paziente, possibile solo se si mette iquest’ultimo al centro di ogni intervento e prestazione,  ha anticipato un’importante (e forse rivoluzionaria) iniziativa della sua Asl, ormai ai nastri di partenza, pensata proprio  per potenziare l’assistenza di prossimità al paziente fragile come previsto peraltro nel Dm 77/2022. “A giorni” ha annunciato la Dg ” sarà operativo un progetto pilota sul Distretto 4 che permetterà l’erogazione dei farmaci, oggi distribuiti dalla Asl, da parte delle farmacie aperte al pubblico, consolidando quella perfetta integrazione e collaborazione tra i servizi farmaceutici delle Asl e i farmacisti di comunità che consentirà al paziente affetto di patologie complesse di ricevere l’assistenza farmaceutica sotto casa e da parte di un team di professionisti del farmaco. Ci auguriamo risultati positivi che ci permetteranno di estendere il progetto all’intero territorio della Asl e perché no, all’intero territorio”. 

Un progetto di straordinaria rilevanza, e che va proprio nella direzione (auspicata da sempre dai farmacisti di comunità, e non solo) di potenziare il servizio farmaceutico nell’assistenza della prossimità, abbattendo quegli steccati che – con la rigida riserva di molte categorie di farmaci alle strutture del servizio sanitario regionale, più per ragioni di carattere economico che non sanitario – si sono di fatto rivelati spesso un ostacolo all’accesso alle terapie. Il progetto sperimentale sarà ufficialmente presentato già nei prossimi giorni, e il nostro giornale ne darà ovviamente ampio conto.

 

 

 

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