I dati dell’Iss: “Antibiotico-resistenza, i livelli in Italia continuano a restare alti”

I dati dell’Iss: “Antibiotico-resistenza, i livelli in Italia continuano a restare alti”

Roma, 21 novembre – L’Italia – come ha ricordato il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini nella conferenza stampa di presentazione delle iniziative dell’agenzia regolatoria nazionale per la settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica promossa dall’Oms – continua a rimanere la maglia nera europea in materia di percentuali di resistenze ospedaliere. Magrini ha anche ricordato che siamo al quinto posto tra i Paesi ad alto reddito per indice di resistenza agli antibiotici dopo Lettonia, Irlanda, Slovacchia e Spagna e il nostro tasso di resistenza agli antibiotici è sette volte maggiore di quello della Scandinavia. Ma sulle criticità in materia di Amr del nostro Paese sono anche intervenuti a fare luce i dati della sorveglianza Iss resi noti in occasione della Giornata europea di sensibilizzazione celebrata il 18 novembre, che in qualche caso rivelano in realtà anche alcuni segni (si pure limitati) di miglioramento rispetto agli anni precedenti.

L’Iss coordina il sistema di sorveglianza Ar-Iss che si basa su una rete di laboratori ospedalieri di microbiologia clinica presenti su tutto il territorio nazionale, che inviano i dati di sensibilità agli antibiotici ottenuti nella normale routine di laboratorio per patogeni isolati da infezioni invasive. I patogeni sotto sorveglianza sono otto: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis e Enterococcus faecium tra i batteri Gram-positivi, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter spp. Ad Ar-Iss, si è affiancata nel 2013 la sorveglianza delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi (Cre) che raccoglie e analizza le segnalazioni dei casi di batteriemie da Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli resistenti.

Secondo i risultati, la percentuale di resistenza alle cefalosporine di terza generazione in Escherichia coli è in diminuzione nel 2021 (23,8%) rispetto al 2020 (26,4%). Dopo un aumento osservato nel biennio 2019-2020, nel 2021 si è riscontrata una diminuzione della percentuale di isolati di Klebsiella pneumoniae resistenti ai carbapenemi (26,7% contro il 29,5% del 2020). La resistenza ai carbapenemi si è confermata molto bassa in E. coli (0,4%) ma è risultata in preoccupante aumento nelle specie Pseudomonas aeruginosa (16,4%) e in Acinetobacter spp. (86,9%).

Per lo Staphylococcus aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (Mrsa), dopo un periodo di stabilità, ha subito una flessione (29,9%). Continua a osservarsi il trend in aumento nella percentuale di isolati di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina, che nel 2021 è risultata pari al 28,2% mentre era 23,6% nel 2020.

Tra i batteri Gram-negativi, nel 2021, il 33,1% degli isolati di K. pneumoniae e l’8,8% degli isolati di E. coli sono risultati multi-resistenti, entrambi questi valori sono in lieve diminuzione. Per P. aeruginosa la percentuale di resistenza a tre o più antibiotici è risultata pari a 11,4%, anche questa in diminuzione, mentre si è osservata una percentuale di multi-resistenza particolarmente elevata (85,4%) e in ulteriore aumento in Acinetobacter spp.

Infine, circa 2.200 casi diagnosticati e segnalati nel 2021 confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, soprattutto in pazienti ospedalizzati. Nel 2021 l’incidenza dei casi segnalati è stabile rispetto al 2020. I soggetti maggiormente coinvolti sono maschi, tra 60 e 79 anni d’età, ospedalizzati e ricoverati nei reparti di terapia intensiva.

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