Assosalute, survey su automedicazione: il 96% degli italiani soddisfatto delle farmacie

Assosalute, survey su automedicazione: il 96% degli italiani soddisfatto delle farmacie

Roma, 29 novembre – Il 54% degli italiani ricorre almeno una volta al mese ai farmaci di automedicazione in autonomia, senza consultare il medico, e il 46% afferma di tenere a casa una scorta preventiva di farmaci da utilizzare al bisogno. Sono due dei dati più significativi che emergono da un’indagine quantitativa condotta da Swg  per Assosalute, l’associazione parte di Federchimica che rappresenta i produttori di farmaci di automedicazione, illustrata nel corso di un dibattito sul tema Pnrr un anno dopo – Quale ruolo per il settore dell’automedicazione nella sanità territoriale, organizzato ospitando  alcuni degli attori chiave del sistema sanitario per approfondire il tema dello sviluppo della sanità territoriale e conoscere le aspettative degli italiani rispetto al nuovo governo.

Partendo dal dato dell’importante evoluzione che l’emergenza pandemica ha prodotto nel rapporto degli italiani con la propria salute, rendendolo più pragmatico e consapevole, il confronto promosso da Assosalute ha messo in evidenza come questo nuovo approccio alla salute sia (et pour cause!, viste le carenze emerse durante l’emergenza pandemica) fortemente orientato al territorio. Ciò chiama in causa due elementi fondamentali: la prossimità – driver principale della soddisfazione del servizio fornito ai cittadini – e i professionisti sanitari, medici di famiglia e farmacisti, i primi referenti dei cittadini per la salute e la cura a partire dei piccoli disturbi.
Il 96% degli intervistati è soddisfatto o molto soddisfatto del servizio fornito dalle farmacie, l’80% dai medici di base; inoltre, due terzi degli intervistati percepisce una collaborazione tra il proprio farmacista di fiducia e il medico di medicina generale, che rimane la figura di riferimento nella maggior parte delle situazioni.
Guardando al futuro, emerge con chiarezza ancora una volta la centralità delle persone. Nonostante, infatti, gli italiani siano interessati a tutte le innovazioni proposte nella survey di Swg,  tra cui la telemedicina, l’assoluta priorità che la politica dovrebbe perseguire nell’allocazione delle risorse dovrebbe essere quella del personale, tra aumento di organico e sviluppo delle competenze tecniche, professionali e digitali.
Risultato immagine per Assosalute, Salvatore Butti. Dimensioni: 177 x 185. Fonte: www.fortuneita.com“La cura consapevole della propria salute, anche attraverso una corretta gestione dei piccoli disturbi e un corretto ricorso ai farmaci di automedicazione, oltre che il rapporto con i propri referenti sul territorio, sono elementi chiave per consolidare un approccio consapevole e responsabile del cittadino, indispensabile a sua volta per il successo del futuro assetto del Sistema sanitario sui territori” ha affermato il presidente di Assosalute, Salvatore Butti (nella foto). “Come associazione che da oltre cinquant’anni è a fianco dei cittadini per la cura della propria salute, siamo felici di ospitare un momento di condivisione nel corso del quale sono emersi temi speriamo utili a una programmazione strategica e a decisioni informate sulle politiche sanitarie nel prossimo futuro”.
A oltre un anno dall’approvazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza e, contestualmente, all’avvio della nuova legislatura, diversi esponenti dell’arco parlamentare e i referenti dei medici, farmacisti e società civile hanno tracciato lacune e potenzialità del modello di sanità territoriale, esprimendo la propria visione per il futuro del Servizio sanitario nazionale e sottolineando la centralità dell’azione dell’associazione dei produttori di farmaci da banco nel favorire un dialogo su questi temi. A concludere il dibattito, informa una nota, è stata la stessa Assosalute, presentando il proprio punto di vista di osservatore privilegiato su questi temi e richiamando il ruolo del comparto dell’automedicazione per la sostenibilità del sistema, attraverso alcune priorità, tra cui lo sviluppo di modelli integrati di presa in carico del cittadino e l’aumento delle iniziative di informazione e, soprattutto, educazione al cittadino sui temi della salute, così da accrescere la cultura sanitaria del Paese.
Nel corso del confronto, sono infatti emerse le potenzialità di modelli di approccio olistico alla salute, l’importanza di interfacciarsi correttamente con le innovazioni già presenti nel sistema – per l’accesso ai servizi e la relazione con i professionisti sanitari – oltre che i temi legati alla governance del sistema, all’equità di accesso alle cure e all’omogeneità regionale nell’erogazione dei servizi. Infine, è stata espressa chiaramente la volontà, da parte di tutti gli esponenti parlamentari presenti al dibattito, di collaborare in modo trasversale, sia tra le forze politiche che tra settore pubblico e privato, per garantire una sanità sostenibile e universale.
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